IL PENSIERO MEDITERRANEO

Incontri di Culture sulle sponde del mediterraneo – Rivista Culturale online

Venena Rationis. Note a corredo della frase:”Tutto il nostro sapere ha origini nelle nostre percezioni” di Leonardo da Vinci

di Paolo Protopapa

“l’idea deriva dalla sensazione” (D. Hume; “Le idee sono immagini illanguidite delle sensazioni” (D. Hume, Saggio sopra l’intelletto umano);
“Nihil est in intellectu quod prius non fuerit in sensu” (Non c’è nulla nell’intelletto che non sia passato prima attraverso i sensi, Tommaso d’Aquino;
” Nihil est in intellectu quod prius non fuerit in sensu, ‘nisi intellectus ipse’, se non l’intelletto medesimo (G. Leibniz).

Come vedi, caro Amico A. i molti studiosi concordano nel principio empirista che alla base della conoscenza ci sia l’esperienza. E innanzitutto la percezione sensibile, da cui si origina ogni ulteriore e conseguente elaborazione, sicuramente più organizzata e, via via, astratta. Astratta può significare molte cose, ma possiamo definire ‘ciò che togliamo da qualcosa che percepiamo e lo riassumiamo o simboleggiamo in qualcos’altro’. Dal segno di saluto, al fischio ad un amico, alla strizzata di un occhio, alla Divina Commedia, alla formula della Relatività generale, forse addirittura ad…uno starnuto mimato, alla Gioconda di Leonardo, al vocabolario, ai graffiti di Badisco, tutto è astratto.
Ciò vuol dire semplicemente (?!) che la base empirica e la nostra condizione naturale di esseri viventi (biologici) ci abilitano ad essere ‘senzienti’ e che un cadavere, una volta tale, non è più senziente e, quindi, non può astrarre. Fermiamoci qui, per non semplificare eccessivamente l’intera storia della filosofia che, in quanto storia della conoscenza (teoresi), è più complessa di questi mattutini soprassalti ‘eidetici’, cioè avviati verso la ‘Nòesis’, dal verbo Noeō, pensare.
La Noūs è in greco la mente. La quale non percepisce o, meglio, agisce cognitivamente (oggi diremmo: neurologicamente) sui dati sensibili che si attivano nei rapporti tra soggetti agenti, senzienti e pensanti.

Per adesso chiudiamo -assai provvisoriamente – così.
Leonardo ha ragione nel fissare il principio sensibile esperienziale e anche Hume e tantissimi altri. Neppure ha torto il logico e matematico formidabile Gottfried Leibniz, perché l’intelletto non è prodotto dai sensi. Almeno non ‘immediatamente’ come effetto di un atto supremo miracolistico e magico. Nell’evoluzione naturale-storica (Darwin docet) la trasformazione, processo ‘omnium rerum’ plasma (l’organismo e gli organi si plasmano) e si organizzano anche e soprattutto in quanto pensiero. Giunti al pensiero pensante possiamo giungere alla celebre affermazione hegeliana che:
“Il vero concreto è l’astratto”. Nel senso, non banalmente metafisico, che solo attraverso il concetto, strutturato in ‘Scienza della logica’ può esserci comprensibile il mondo. Si tratta, in parte, dello ‘scire per causas’ (conoscere attraverso le cause) di galileiana memoria.

Chiudiamo davvero con questo splendido pensiero di Karl Marx:
“Il concreto è concreto perché è sintesi di molte determinazioni, quindi è unità del molteplice”
(Grundrisse, 1857, Introduzione).
Nel concetto tutt’altro che agevole di ‘concreto’ scopriamo – e dobbiamo predisporci ad investigare – tutta la potenza dei mille approcci per assorbire un briciolo significativo della mente umana che si dipana nelle infinite possibilità di conoscenza.


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