Volando sopra le inquietudini del nostro tempo

di Tiziana Leopizzi
Il decollo ha sempre in sé qualcosa di magico… Il momento in cui l’aereo si stacca da terra é ogni volta la conferma della realizzazione del sogno che l’essere umano ha inseguito per millenni. Ora ci sembra normale ma ci sono voluti anni perché la nostra psiche si abituasse a questa nuova realtà.
Qualcuno si ricorderà dei sacchettini in bella vista nella retina di ogni schienale pronti all’uso, e non solo per i più emotivi. Ora per fortuna sono un lontano ricordo.
Ora dall’oblò entra il cielo con le sue mille
Gradazioni di azzurro, fino a dissolversi nel bianco accecante del sole. Il rassicurante ronzio dei motori ci invita a entrare in un’altra dimensione, lontano da tutto e da tutti. Per qualche ora non siamo il bersaglio delle notizie belle o brutte che quotidianamente ci raggiungono accendendo sempre più preoccupazioni che speranze, complice una comunicazione che esalta sempre il peggio. La paura, il terrore, il disgusto devono farla da padroni, e anche l’arte, o almeno quella che spacciano per tale nei punti topici, è diventata veicolo di questo tipo di emozioni, che ahimè fanno vendere. Perché, ma perché l’orrore, la tragedia, meglio se raccapricciante fa audience? Armonia e bellezza esistono sempre, ma solo per chi ha a cuore i veri valori della vita, per chi rifiuta il messaggio imposto. La vista della possente ala dell’aereo mi cattura, mi fa pensare al puntolino in movimento che siamo ora nell’universo infinito. La terraferma é sotto di noi ancora per poco, ma in realtà non ne abbiamo percezione perché stiamo volando sopra un tappeto compatto di nuvole. Tra poco lasciamo il Brasile e sorvolare il braccio più stretto del fascinoso Atlantico che lambisce la vecchia Europa e il Nuovo Continente. Al Museo del Mare a Montevideo la fantasia rimane al palo di fronte a tanto tripudio di forme e colori dei legittimi abitanti dell’Oceano, e rimasi esterrefatta dalle storie dei pirati, i feroci padroni di queste acque, protagonisti di stagioni terrificanti.
Il volo é avvolto dalla notte, le luci spente, resiste solo qualche stakanovista dello schermo. Prima di atterrare a Madrid una manciata di ore di sonno. A proposito ringraziamo i sognatori, sempre contrastati dai loro contemporanei, che riescono in ogni tempo a far vivere, come i fratelli Wright per esempio i loro sogni.
Sono l’unica a leggere e anzi sto rileggendo “Le vostre zone erronee” di William W Dyer , una lettura illuminante, Qui lo cito al volo per sottolineare che il rapporto genitori figli dovrebbe improntarsi al massimo rispetto reciproco. Troppo spesso l’iperprotezione di cui ci sono oggetto i figli, oggi più che mai, nasconde una mancanza di serenità e di amore dell’essere umano, genitori o meno, nei propri confronti. Ama il prossimo tuo come te stesso non più di te stesso ha enunciato Qualcuno… e vedo gli schermi dei vicini pieni di scene cruente, litigi, violenze, volti stravolti dall’ira dal dolore. Possibile non ci sia nessuno che legga un libro o veda un film divertente o una commedia? Qui come sempre mi vengono i soccorso i Classici Greci, che da Sofocle a Euripide, da Omero a Platone, da Pitagora a Pericle a avevano capito tutto. Perché non diffondere di più i contenuti di questo scrigno di tesori dei comportamenti umani?
La voce rassicurante del comandante ci avvisa che è iniziata la discesa per Madrid!