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L’edilizia fascista e le opere pubbliche partono da Bari? La figura di Araldo Crollalanza

di Eliano Bellanova

L’importanza della figura di Araldo di Crollalanza è data dal suo approdo a Ministro dei Lavori Pubblici.

“Nobili genere natus”… Araldo di Crollalanza è una figura politica che travalica ogni schieramento per sedersi di diritto nella storia.

Figlio del famoso araldista e genealogista Goffredo di Crollalanza e di Maria Giuseppina Amalia Noya dei baroni di Bitetto, Araldo di Crollalanza aderisce al movimento fascista nel 1919.

Nell’ottobre 1922 prende parte alla Marcia su Roma alla guida degli squadristi pugliesi.

Nella sua vita la figura della madre (nata a Mola di Bari il 6 novembre 1868 e deceduta in Bari il 27 dicembre 1941, quando la Puglia è già obiettivo dei bombardamenti alleati), riveste grande rilievo nella formazione del giovane Araldo.

Nel 1923 è Console Generale per la Milizia volontaria per la sicurezza stradale.

Dal 24 dicembre 1926 all’11 luglio 1928 è Podestà di Bari.

Aprendo una parentesi (che ritengo opportuna), Sindaci, Commissari Prefettizi e Podestà della città di Bari, limitatamente al periodo dal 1920 al 1944 sono i seguenti:

Raffaele Bovio (Alleanza Democratico-sociale): dicembre 1920 – 22 luglio 1923 (Sindaco)

Camillo De Fabritiis (Commissario Regio e Prefettizio): dal 22 luglio 1923 al 23 luglio 1924

Ferdinando Nannetti (Commissario Prefettizio): dal 23 luglio 1924 al 7 ottobre 1925

Gaetano Ferorelli (Commissario Prefettizio): 7 ottobre 1925 – 24 dicembre 1926

Araldo di Crollalanza (Podestà – P.N.F.): dal 24 dicembre 1926 all’11 luglio 1928

Vincenzo Vella (Commissario Prefettizio): dal 18 luglio 1928 al 13 aprile 1935

Michele Viterbo (Podestà – P.N.F.): dal 13 aprile 1935 al 10 aprile 1943

Leonardo D’Addabbo (Podestà – P.N.F.): dal 10 aprile 1943 al 20 luglio 1943

Giuseppe Luigi Nicoly (Commissario Prefettizio): dal 13 agosto 1943 al al 4 ottobre 1943

Pietro Capruzzi (Commissario Prefettizio): dal 4 ottobre 1943 al 9 agosto 1944

Natale Lojacono (Sindaco – Democrazia Cristiana): dal 9 agosto 1944 al 9 luglio 1946.

La vita politico-amministrativa di Bari vive quindi il periodo fascista fra Commissari Prefettizi e Podestà.

I Podestà che rivestono maggiore importanza sono Araldo di Crollalanza e Michele Viterbo.

Araldo di Crollalanza è eletto Deputato nelle file del Partito Fascista con le elezioni del 1924. È confermato fino al 1943.

Dopo l’esperienza amministrativa in Bari è Sottosegretario ai Lavori Pubblici (1928 – 1930), quindi Ministro dei lavori Pubblici (1930 – 1935).

Nel 1930 la sua figura sale agli onori della cronaca per l’impegno profuso nella ricostruzione successiva al terremoto del Vulture verificatosi il 23 luglio dello stesso anno.

Dal 1935 al 1943 è Presidente dell’Opera Nazionale Combattenti. In questo periodo ha luogo la bonifica dell’Agro Pontino e sorgono le città di Littoria (attuale Latina), Pontinia e Sabaudia (anche per l’impegno del predecessore, il Conte Valentino Orsolini Cencelli).

Il seguito è costituito dall’edificazione delle città di Aprilia e Pomezia.

Nel 1939 Araldo di Crollalanza è nominato Presidente della Commissione Lavori Pubblici della Camera dei Fasci e delle Corporazioni.

Sarà Commissario straordinario per il Senato e la Camera nella Repubblica di Salò.

Nel 1946 (13 giugno) egli è posto agli arresti a causa della sua attività durante il Ventennio Fascista. Rimesso in libertà il 1° luglio seguente, è ancora sottoposto a processo, per essere prosciolto in via definitiva nel 1950.

Svolge intensa attività giornalistica come Redattore del “Giornale d’Italia” fino al 1953, quando è eletto Senatore, come indipendente, nella lista del Movimento Sociale Italiano, il Partito che più di tutti rappresenta la Destra fascista.

Per otto legislature Araldo di Crollalanza è confermato nel Parlamento repubblicano.

Nel 1976 il Movimento Sociale, capeggiato da Giorgio Almirante, diviene MSI-DN ed egli riveste il ruolo di capogruppo al Senato dal 1977 al 1986.

È presente anche nella vita amministrativa di Bari, dove è Consigliere comunale per un ventennio (repubblicano, questa volta), ovvero dal 1956 al 1976.

Bari gli ha intitolato un tratto del Lungomare e una statua alla memoria, in Piazza Eroi del Mare (2001, alla presenza del Presidente dell’Associazione Israele-Italia, Alexander Wiesel), che fa il paio  all’altra collocata nella Pinacoteca Provinciale di Bari (dopo essere stata ospite della sala consiliare del Comune). 

Giusto riconoscimento quello della città di Bari: la riqualificazione del Lungomare barese e l’edificazione di altre opere pubbliche recano infatti il suo nome.

A Latina gli è stata intitolata una piazza e così pure a Monopoli (nei pressi della stazione ferroviaria). I Comuni di Aprilia e Altamura gli hanno intitolato, invece, una via.

Il terremoto del Vulture del 23 luglio 1930 interessa i Comuni e le Province di Avellino, Foggia, Potenza, Matera, Benevento (ben 50 città, fra cui Melfi, la più interessata al tragico evento). I morti sono complessivamente 1.400, causati da una scossa sismica di magnitudo 6,7.

La ricostruzione è effettuata sotto il Ministero di Crollalanza e le case riedificate resisteranno anche al terremoto dell’Irpinia del novembre 1980.

Benito Mussolini nell’evento mantiene fermezza e nervi saldi, convoca di Crollalanza e chiede che si dia pratica attuazione alla legge sulle calamità naturali.

Particolarmente utile si rivela il treno porta-soccorsi a partenza dalla Scalo di San Lorenzo di Roma, che è adibito al trasporto di merce di prima necessità: alimenti, tende e vestiario.

Di Crollalanza si reca il giorno stesso sul posto e relaziona al Governo. Ottiene un finanziamento di 160 milioni di lire (cifra ragguardevole all’epoca, interamente utilizzata per la ricostruzione e il pronto intervento sanitario e le emergenze sociali).

Tale stanziamento è rapidissimo: ha luogo il 3 agosto successivo, ovvero undici giorni dopo il sisma.

Migliaia di tende sono collocate in pochi giorni, mentre Araldo di Crollalanza si dichiara sempre insoddisfatto e chiede “di più”.

Le insistenze sono accolte e 961 piccole case antisismiche (s’intende… in base ai criteri e alle disposizioni dell’epoca) sono costruite prima dell’inverno, per complessivi 3.746 alloggi.

Araldo Crollalanza

A ciò si aggiunga la riparazione di 7.000 case danneggiate.

Il rifornimento di acqua potabile è consentito da autobotti che dopo il rifornimento partono dalle zone di Foggia (Puglia) e Avellino (Campania).

Gli orfani, vere vittime della tragedia, costituiscono un problema assillante per le autorità che li destinano a convitti e famiglie della zona.

E perché l’Italia non smentisca la sua “lentocrazia”, insorgono dissidi fra il Ministero dei Lavori Pubblici e lo stesso di Crollalanza, da un lato, e il Banco di Napoli (che ritarda l’erogazione dei mutui), dall’altro.

Altri contrasti hanno luogo in fase di stima dei danni e il Governo subisce la farragine burocratica, come in ogni epoca, ad onta dei rimbrotti del Ministro e dei Prefetti.

In Italia si devono sempre superare non solo le difficoltà in se stesse, ma anche gli ostacoli frapposti da coloro che le rendono ancor più problematiche.

Anche durante il Fascismo l’Italia soffre infatti di lentezze burocratiche, che sembrano inestirpabili.

Le opere pubbliche di Bari che recano il nome di Araldo di Crollalanza costituiscono, anch’esse, un insieme di notevole spessore.

  • Annoveriamo: il Palazzo della Provincia, il Lungomare Monumentale, con le riviere di Levante e Ponente, la Pinacoteca Provinciale, il completamento della rete idrica, la “colmata a mare” (tra il 1927 e il 1930), l’illuminazione elettrica (Bari fino al 1920 era ancora illuminata a gas), la fogna bianca e nera, il nuovo porto marittimo, l’Aeroporto di Palese, la ristrutturazione della rete stradale, il cavalcavia XXVIII Ottobre, denominato successivamente “sottovia Quintino Sella”, la Regia Università Adriatica “B. Mussolini”, risalente al 1925 e ubicata presso l’Ateneo, in zona centralissima e non lontana dalla Stazione Ferroviaria ( i cui Rettori, in epoca fascista sono i seguenti: Nicola Pende (1925), Filippo Neri (1925 – 1927), Nicola Leotta (1927 – 1929), Giuseppe Mariani (1930 – 1935), Biagio Petrocelli (1937 – 1939), Umberto Toschi (1940 – 1942), Angelo Fraccacreta (1943), Aldo Amaduzzi (1944 – 1946); la Fiera del Levante (da un’idea del Senatore Antonio De Tullio), alla cui inaugurazione Araldo di Crollalanza non partecipa, poiché è in corso l’emergenza Vulture.

Nel foggiano ha luogo la bonifica del Tavoliere, quando egli subentra a Valentino Orsolini Cencelli alla presidenza dell’Opera Nazionale Combattenti (ONC). Segue la costruzione di borghi rurali, come quello di Segezia, opera progettistica dell’architetto Concezio Petrucci.

Su Araldo di Crollalanza si spende Indro Montanelli definendolo “l’uomo che aveva costruito città e province, non aveva una casa, né un palmo di terra, né un conto in banca”.

Ad Araldo di Crollalanza è legato un mio fugace ricordo di giovinezza e di studente: nel 1976 seguii un suo discorso. Era al balcone nord del Teatro Petruzzelli e la folla era silenziosa e assorta come se ascoltasse un vate. L’unica frase che rammento è la seguente: “Abbiamo fatto di Bari una delle più belle città del Mezzogiorno. Ora conserviamola e, ove mai fosse possibile, miglioriamola”.

Era il periodo dei grandi oratori che sprecavano le loro migliori energie nelle parole. Araldo di Crollalanza aveva preferito far parlare i fatti.

Non ho mai incontrato un pugliese che abbia contestato le opere di questo grande figlio della nostra terra, che le giovani generazioni spesso ignorano e che, invece, travalicando usi, costumi, tendenze politiche e partitismo, dovrebbero ricordare e, pure, ammirare.

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