IL PENSIERO MEDITERRANEO

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Milano: la famiglia Albertella opera da cinque generazioni nel campo artistico

di Serena Rossi

Mario Albertella

Il cognome Albertella deriva dal nome Alberto, che notoriamente è una contrazione di Adalberto (dal germanico “athal” dal significato di “nobile” e “berhta” “illustre”). Il cognome Albertella si diffuse nel Medioevo all’epoca delle invasioni barbariche e successivamente per il culto di numerosi santi cristiani di nome Alberto. Tracce araldiche del cognome sono molto antiche e risalgono al 867 d.C. con una famiglia discendente da conte Goffredo a cui l’imperatore Ottone confermò i feudi nelle valli del Tevere e dell’Arno. Numerose le varianti di origine dialettale, Alberto è diffuso prevalentemente al nord, Albertazzi nel bolognese ed a Piacenza, Albertelli ha un ceppo in Liguria e Lombardia, Albertin invece è veneto e Aliberti e Aliberto sono meridionali, rispettivamente campani e siciliani. Tra i personaggi famosi si ricorda lo scrittore Adolfo Albertazzi, gli attori Giorgio Albertazzi e Adamo Alberti, i pittori Antonio Alberti, Sebastiano De Albertis, Giuseppe Alberti e Francesco Alberti, gli architetti Ferdinando Albertolli ed Alberto Alberti, oltre che Giuseppe Francesco Antonio Alberti e molti altri ancora.

La famiglia Albertella opera, da ben cinque generazioni, a livello nazionale ed internazionale nel campo della creazione e restauro delle vetrate artistiche e nel recupero artistico pittorico. Alla fine del 1800 gli Albertella operavano già a Milano: prima Aristide, poi suo figlio Mario che fu il mio bisnonno. Nell’immediato dopoguerra gli Albertella si spostarono anche a Genova dopo che il prof. Raffaele vinse il concorso nazionale per il restauro delle vetrate artistiche del Duomo di S. Lorenzo.

Agnello apocalittico – affresco di Mario Albertella – visibile nella cattedrale dell’Assunta in Ventimiglia

Oggi, nello Studio d’Arte e Architettura Albertella, i figli dott. Luca e arch. Davide insieme al padre Riccardo realizzano: opere in vetrofusione, vetrate artistiche a piombo, vetrate artistiche a grisaille istoriate a gran fuoco, vetrate tiffany, restauro di vetrate antiche, restauro pittorico d’affreschi e decorazioni, progettazione d’arredi sacri. Studio d’arte e architettura Albertella, via A. Orsini 29/31 R – 16146 Genova – E-mail: studio@vetratealbertella.it

Tra gli anni Venti e Trenta del XX secolo venne commissionata all’artista milanese Mario Albertella la realizzazione di alcuni affreschi in tre diverse chiese di Ventimiglia: un ciclo sull’Eucarestia per la Cappella del Santissimo Sacramento nella Cattedrale dell’Assunta, due scene della vita di Cristo e cinque ovali nella Chiesa di San Mauro nella frazione di La Mortola, e i tondi con gli Evangelisti e gli Apostoli nella navata centrale di Sant’Agostino.

Il mio bisnonno Mario Albertella fu insignito Cavaliere del Santo Sepolcro per onorificenze artistiche.

Mario Albertella nato a Milano nel 1883, Albertella era erede di una famiglia specializzata nella creazione di vetrate e nel restauro pittorico, e si formò presso l’Accademia di Belle Arti e la Scuola Superiore di Arte Applicata di Milano. Fu autore di cicli decorativi in molte città d’Italia: a Caltagirone, a Siracusa, a Como, a Novara, a Cremona, a Genova, mentre all’estero lavorò in Svizzera, in Belgio, negli Stati Uniti e in Uruguay. Il pittore fondò e diresse la Scuola Professionale d’Arte cristiana di Milano, la Libera Università per l’Artigianato Artistico, nonché la rivista «Arte e Restauro», che resse fino alla morte sopraggiunta nel 1955. La ricerca di Albertella, dunque, aveva come imprescindibile riferimento la tradizione e si basava su una salda dimensione artigianale, corroborata dalla padronanza delle antiche tecniche ed unita all’impegno di trasmettere dei contenuti spirituali profondi: aspetti fondamentali nel concepimento di un’arte sacra elevata, come dimostrano le opere della cittadina ligure che ora esamineremo.

Nella Cattedrale dell’Assunta a Ventimiglia Alta, nel 1924, il maestro lombardo affrescò su una volta ottagonale – ricca di stucchi decorativi seicenteschi – scene e figure di santi legati a contenuti teologici riguardanti l’Eucarestia. Probabilmente dietro al programma iconografico potrebbe esserci stato l’apporto dell’allora vescovo della città, Ambrogio Daffra: grazie allo storico Giacomo Simonetti, che ne ha tracciato una interessante biografia, sappiamo dell’impegno del religioso nel favorire il culto e nel difendere la fede nel misterioso dogma della presenza reale di Cristo nell’ostia – ossia la Transustanziazione – nonché nel porre l’accento sul messaggio d’amore e di compassione di Gesù.

Dal punto di vista stilistico, negli affreschi della Cattedrale, ravvisiamo un riferimento alle vaghezze della pittura barocca, evidente nelle rapide pennellate e nello splendore dei colori, che ritroviamo altresì nei delicati affreschi della Chiesa di San Mauro, eseguiti nello stesso anno dei lavori della cappella sopra esaminata.  La consegna e la fede in Gesù sono confessate dal pittore stesso: Albertella si ritrasse genuflesso alla destra di Cristo, vestito da bersagliere, giacché aveva combattuto durante la prima guerra mondiale rimanendo ferito, come ben mostra nell’affresco. Il gesto delle mani aperte è un atto di ringraziamento al Signore per averlo fatto tornar vivo dal conflitto, evento che sicuramente lo aveva segnato e che forse rafforzò il suo impegno nell’arte sacra. Dunque non siamo di fronte a un mero esecutore di immagini, ma scopriamo un pittore che si fece interprete di significati e di contenuti non solo comunicati e resi visibili grazie al pennello, ma condivisi nel proprio spirito.

Mario Albertella, pittore e restauratore, nasce a Milano il 7 maggio 1883. Frequenta l’Accademia di Belle Arti e la scuola Superiore di arte applicata, avendo a maestri Cesare Talloni e Luigi Cavenaghi. Si dedica completamente all’affresco, eseguendo importanti decorazioni nelle cattedrali di Siracusa, Ventimiglia, Caltagirone, Como, nel Belgio e in Svizzera.

Fondatore della Scuola Professionale di Arte Cristiana e del Restauro a Milano, a lui si deve anche la Libera Università per l’Artigianato Artistico. Ha pure fondato e diretto la rivista illustrata “Arte e Restauro” ed è stato pure consulente tecnico presso il Tribunale di Milano. Ha vissuto sino alla morte, sopraggiunta nel 1955, in via del Caravaggio 18 in Milano. Riccardo Albertella (nipote). “

Opere censite del Professor Mario Albertella

1923-CARAVAGGIO (Bg) affreschi nella chiesa di San Fermo e Rustico

1924-NOVARA, frazione di Pernate, chiesa parrocchiale di Sant’Andrea apostolo, presbiterio.

       -TORRE PALLAVICINA (Bg) chiesa parrocchiale di Santa Maria in Campagna

1926-BOGNANCO (Vb) chiesa parrocchiale di San Lorenzo

1927-SESTO SAN GIOVANNI (Mi) chiesa di Santo Stefano, affresco di presbiterio e cappelle.

       -COMO chiesa della Santissima Annunciata

1930-COMO chiesa di Sant’Eusebio

1931-REGOLEDO DI COSIO (So), chiesa parrocchiale

1933-CANNOBIO, chiese di Santa Marta e San Gottardo

1936-ROVELLASCA, CHIESA DI Santa Marta e chiesa parrocchiale

1937-BELLINZAGO NOVARESE (No) chiesa parrocchiale di San Clemente

1944-TURBIGO chiesa Beata Vergine Assunta

1945-GAGGIANO

1946-BARZIO (Lc) chiesa parrocchiale di Sant’Alessandro, pareti e cupola.

1949-TALAMONA (So) chiesa di San Giorgio.

Opera inoltre a ROTTOFRENO (chiesa di San Nicola), LISSONE (chiesa di santi Pietro e Paolo), TRECATE (chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta), ROSATE, TAINATE, GUDO VISCONTI, CORNO GIOVINE (Lodi, nella chiesa parrocchiale di san Biagio), SIRACUSA, VENTIMIGLIA, CATALGIRONE, in Svizzera e Belgio. Ci sono sue vetrate nelle chiese di Milano, Novara, Gatteo, Cremona, Montevideo, Genova.

Il 3 novembre 2011 Poste Italiane emette un francobollo celebrativo dell’ordine equestre del Santo Sepolcro del valore di 60 centesimi. La vignetta riproduce l’arazzo dipinto dall’artista Mario Albertella, agli inizi del Novecento, dal titolo “SAN PIO X E L’ORDINE EQUESTRE DEL SANTO SEPOLCRO DI GERUSALEMME” andato distrutto durante il bombardamento dello studio dell’artista durante la seconda guerra mondiale; fortunatamente era già stato riprodotto nel 1935 sulla rivista ”Crociata”. In alto a destra è rappresentato l’emblema dell’Ordine. E’ il primo francobollo italiano che raffigura Papa San Pio X: vi appare come Gran Maestro dell’ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme mentre consegna una distinzione al cavaliere Mario Albertella e questi ha perpetuato il momento in un dipinto che è anche il suo autoritratto.

Il mio prozio Raffaele Albertella

(Milano, 7 maggio 1911 – Genova, 20 giugno 1961) è stato un pittore italiano. Studiò all’Accademia di Brera sotto la guida di Aldo Carpi. Vincitore del Premio Durini per l’acquarello, partecipò alla II Quadriennale di Roma nel 1935 e alla Mostra dei sette di Brera nel 1937. In quell’occasione, contemporaneamente impegnato in un’altra personale a Cannobio, poté esporre solo sei dipinti, tra cui la ben riuscita Famiglia del pittore; per l’occasione, scrisse Leonardo Borgese sul Corriere della Sera: «Albertella, guardando i primitivi, risolve il suo lirismo in costruzioni formali di raffinata ingenuità»

«Abile affreschista», Albertella affrescò la volta della parrocchiale di Santa Maria a Cogoleto (1939) e l’abside della chiesa di Santa Maria Immacolata e San Marziano a Pegli (1944-45). Eseguì inoltre alcuni affreschi nella Chiesa di Santa Maria del Suffragio a Milano (1946) e le vetrate del Palazzo del Governo a La Spezia (1957). Dipinti di Raffaele Albertella sono conservati a Milano presso la Pinacoteca di Brera e la Galleria d’arte moderna.

La mia zia materna Emanuela Albertella, acquarellista e maestra

E’ nata a Milano dove vive e lavora. Ha sempre avuto predilezione per il disegno e la pittura ereditando capacità e passione da ben tre generazioni di artisti. Diplomata alla Scuola Magistrale Emanuela frequenta i corsi di disegno e pittura della Scuola degli Artefici all’Accademia serale di Brera con il maestro Luciano Manara. Successivamente approfondisce gli studi della tecnica ad acquarello con Angelo Gorini e Giuseppina Tartagni. Nel 1996 entra a fare parte dell’AIA Associazione Italiana Acquarellisti e dal 1998 fa parte del suo Consiglio Direttivo.

Emanuela Albertella

Ha esposto in diverse mostre personali e collettive in Italia e all’estero riscuotendo interesse e consensi di pubblico e critica.

Nel 2017 con la nipote artista e poeta Serena Rossi ha ricevuto il premio di merito al Concorso nazionale di poesia e pittura Alda Merini e Guido Bertuzzi.

Fonte: Citazioni del Dott. Alessio Santiago Policarpo

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