IL PENSIERO MEDITERRANEO

Incontri di Culture sulle sponde del mediterraneo – Rivista Culturale online

Dall’antico feudo di Segine ad Acaya

Di Maria Celeste Agrimi

Acaya, frazione del comune di Vernole, è uno dei borghi più celebri nel Salento e dista 10 km dal capoluogo salentino.

La sua particolare importanza storica è dovuta proprio nell’essere  l’unico esempio di città fortificata del Meridione d’Italia. Nonostante il susseguirsi dei secoli e delle guerre è riuscita a mantenere intatto il suo aspetto seicentesco. Il borgo fortificato riflette gli schemi ideali della città-fortezza, perché in essa si scorgono:  

  • la cinta bastionata con “fianchi ritirati” ;
  • la morfologia urbana dal rigido tracciato ortogonale.
Acaya Il Borgo medievale

Il grazioso e antico borgo di Segine, di epoca medievale, entrò a far parte della Contea di Lecce nel XII secolo, poi fu donato dagli Angioini al Convento di S.Giovanni Evangelista di Lecce. Infine, nel 1294 fu concesso in feudo da Carlo II d’Angiò a Gervasio Acaya, la famiglia che ne cambiò la storia. Gli Acaya, infatti, gestirono il feudo per ben tre secoli. Già Alfonso Acaya rese Segine più abitabile, ma l’attuale nome di Acaya fu assunto solo nel 1535, quando il figlio e grande magister Gian Giacomo dell’Acaya, già architetto e ingegnere militare di Carlo V, costruì la cinta muraria attorno al centro in aggiunta a bastioni, baluardi e al castello; edificati dal padre 29 anni prima. Aggiunse anche un imponente fossato attorno al castello stesso e fu deciso di mutarne il nome da Segine ad Acaya in onore alla famiglia che fortificò il borgo.

IL CASTELLO

Il Castello di Acaya rappresenta la testimonianza tangibile di un potere feudale, intorno al quale si é sviluppata la storia di queste popolazioni, che è poi una storia di grande e dignitosa povertà.


Il castello risale al 1535-36 ed è una struttura trapezoidale, intorno ai cui lati est e sud vi sono gli ambienti a pianoterra. 
Sia il castello che la cintura bastionata vengono muniti a difesa, da un doppio ordine di casematte disposte verso il fossato e la campagna attigua.
 Il castello è collegato con la terraferma attraverso un unico ponte.

La muraglia fortificata del castello è delimitata a Sud-Ovest e Nord-Est da due torri di forma circolare; la cortina Est viene ripresa da Gian Giacomo su una preesistente struttura costruita dai suoi antenati ed adattata al sistema difensivo dell’epoca; il lato Nord del castello, che é anche il limite estremo delle mura, era stato concepito dall’architetto come la zona atta ai servizi essenziali, gestiti dai suoi vassalli. Mostra un robusto cordone di pietra e due grandi torrioni coronati in cima con archetti. Anche le strade interne sono pianificate militarmente e non presentano la classica conformazione “a gomitolo” dei centri storici delle città italiane, ma sono inserite in un piano di strade dritte ben distanziate che si intersecano tra loro orizzontalmente e verticalmente.

Questo centro fu fortificato con l’assenso di Carlo V proprio per realizzare una struttura difensiva più distante dalla costa che riuscisse a rispondere in modo più efficace agli attacchi dei turchi che in quegli anni sbarcavano in massa sulle coste pugliesi.

Acaya nei secoli successivi

Dopo gli Acaya, il feudo passò ai De Monti – Sanfelice e infine alla famiglia Vernazza, fino a quando non fu abolito il sistema feudale. Il castello rimase però disabitato per molti anni e divenne nel Settecento facile preda dei Saraceni, che lo devastarono ma, fortunatamente, non lo distrussero.

Anche oggi il Centro è circondato dalle antiche mura di cinta. Presenta una sola porta d’ingresso, Porta Sant’Oronzo, così chiamata perché in cima è posta una Statua di Sant’Oronzo, scolpita in pietra leccese e fatta lì collocare nel 1692 da Andrea Vernazza a quei tempi signore del feudo.

Così, giungendo ad Acaya, avrete la netta sensazione di fare un viaggio nel tempo per ritrovarvi di fronte ad una città fortificata del Seicento.

L’ingresso al castello di Acaya

Fonte: “Dall’antico feudo di Segine ad Acaya” di Maria Celeste Agrimi – I&f RotoWeb Illustrato Arte Cultura Attualità (wordpress.com)

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