IL PENSIERO MEDITERRANEO

Incontri di Culture sulle sponde del mediterraneo – Rivista Culturale online

Un viaggio nella creatività infantile – una didattica per l’infanzia

di Maurizio De Giglio

L’Associazione “TUTT’ALTRO” di Andria, promuove una metodologia educativa e didattica fondata sulla ricerca, sulla sperimentazione e sulla riscoperta personale dei linguaggi espressivi in ambito fotografico, architettonico e artistico.

Il concetto di Laboratorio è indissolubilmente legato al “fare”. E “creare” è una forma del “fare”. Dunque il laboratorio diviene un luogo privilegiato in cui si agisce, si produce, si compone, si esegue, ci si esercita.

Il termine “arte” li comprende entrambi ( fare e creare ) poiché indica una qualche attività regolata da aspetti tecnici e fondata sull’esperienza. Ma quel che fa la differenza è il modo in cui questi processi prendono vita e trovano espressione.

Oggi incontriamo Francesco Merra, docente di Disegno e Fotografia presso l’I.I.S.S. “G. Colasanto” di Andria, che rivolge l’attività dell’Associazione ai bambini dai 4 anni in su.

Si occupa dei laboratori di disegno, pittura, scrittura, archeologia, filosofia.

Una piccola descrizione di alcune attività che consentono al bambino di acquisire nuovi “dati”, nuove tecniche o metodologie progettuali.

-Con la scuola di Architettura, che abbiamo creato all’interno dell’Associazione- inizia a raccontarci Francesco Merra -abbiamo realizzato un laboratorio monotematico (precisamente 11 anni fa) su Frank Gehry, architetto canadese, che ha realizzato il “Walt Dysney Concert Hall” di Los Angeles e il Museo Guggenheim di Bilbao. Alla fine di questo laboratorio, abbiamo realizzato un tetto con lattine e materiali di riciclo.

D’estate abbiamo ideato un laboratorio dal nome “Aperto per ferie” ed è un laboratorio mattutino, sempre realizzato con i bambini, nel quale diventano loro stessi i maestri, che abbiamo intitolato ”Circle Time”. Tutti i bambini stanno insieme, ma solo un bambino racconta agli altri le sue passioni. Si prepara nei giorni precedenti, assistito dai genitori, raccogliendo anche del materiale che possa arricchire il racconto e nel giorno concordato racconta le sue esperienze. Raccontano anche le loro debolezze ed in questo caso devono prepararsi ancora di più, perché devono capire quali sono le loro debolezze e da dove nascono. Ad esempio, c’è stato un bambino che ha parlato della permalosità. Questo rappresenta un modo per superare ed analizzare queste debolezze, per superarle. A lezione si presentano e si mettono a nudo, fondamentale per la loro crescita personale. Alla fine il bambino che si è presentato, chiede se gli altri hanno dei consigli da dargli per combattere questo difetto.

Un altro ha parlato della paura della solitudine, problema che avvertono già alla loro età.-

-Francesco, ti interrompo. Da quali famiglie provengono questi bambini?-

-Sono bambini molto curiosi, che vengono seguiti e stimolati dalle loro famiglie, non necessariamente da un ceto medio-alto-

-Tra i laboratori che avete aperto, mi incuriosisce quello di filosofia. Come lo avete impostato?-

-Sono degli approcci alla filosofia. Innanzitutto, al problema dell’Essere. Discutono sulla questione, portando le loro idee e il maestro propone le sue visioni rispetto al tema, che sottopone al giudizio degli altri bambini-

-Sono affascinato da questa tua attività. L’altro laboratorio che ha attirato il mio interesse è quello sullo story-telling-

-E’ un laboratorio dedicato a bambini dalla 2^ elementare alle Scuole Medie.  Vengono divisi per fascia d’età. L’obiettivo fondamentale è imparare a raccontare. La loro prima esperienza è scolastica, cioè l’interrogazione, che è un modo di raccontare-

-L’input che voi date qual è? L’argomento, l’emozione?-

-Fanno delle interviste, che decidiamo insieme, a persone che possono spiegare l’esperienza sul campo di un determinato argomento. Ad esempio hanno intervistato Lee Johnson del National Geographic o un’altra importante fotografa, Erika Larsen.   Un’altra esperienza legata al Laboratorio di Story-telling sono le visite alle Mostre fotografiche. Siamo stati al “Fest” di Monopoli o al “Work Press Photo” di Bari. Si preparano scrupolosamente e discutono sui fotografi e sui loro progetti fotografici, che più hanno colpito la loro immaginazione.-

-Collaborate con le Istituzioni?-

-Sì, spesso collaboriamo. Per esempio, organizziamo a fine anno scolastico con Il Comune di Andria, un’esperienza che si chiama “Questa Scuola non ha più pareti”. In sostanza, tutti i bambini delle varie classi si alternano per fare lezione in Villa comunale. La nostra sede è nel Parco cittadino-

-Invece i laboratori di Disegno come si svolgono? Anche in questo caso decidete un tema?-

-I bambini, in questi laboratori affrontano e si cimentano nelle tecniche o partono dallo studio degli artisti o di correnti pittoriche. Infatti abbiamo affrontato l’Astrattismo di Kandinskij o il Cubismo.

-Vengono artisti a tenere lezioni presso il vostro Centro?-

-Più che artisti, coinvolgiamo studenti dell’Accademia di Belle Arti o di Architettura o di Design, specializzandi che ci aiutano negli approfondimenti-

-Passiamo al Laboratorio di Scrittura creativa. Com’è strutturato? –

-E’ un Laboratorio legato alla Parola e al Gioco di parole, gioco inteso nel senso esplorativo del loro mondo, di ciò che osservano e che devono esprimere ed esternare al meglio –

-Volevo chiederti se la tua collaborazione con il National Geographic si inserisce nelle attività del Centro –

-Questo è’ un progetto nato a “Tutt’altro” diversi anni fa, fondato sul senso di appartenenza. Il concept è “Io appartengo al mondo e il mondo appartiene anche a me”. Si chiama “Flight”. Si tratta di Corsi di fotografia in giro per il mondo e in ogni luogo raggiunto piantiamo un albero, per sentire il Paese conosciuto anche nostro. –

-Come il National Geographic si è interessato al tuo progetto?

-Ho presentato il progetto a Marco Pinna, caporedattore di National Geographic Italia, che lo ha approvato con entusiasmo. Come dicevo prima giriamo il mondo e a breve partiamo per uno workshop in India. Si tratta di un viaggio etnografico e realizzeremo un servizio fotografico di alcune tribù nell’India settentrionale.

-Partono con te studenti? –

-No, partono con me persone che sono interessate –

-Torniamo ai laboratori. Come ci si iscrive? –

-Possono iscriversi persone interessate alla fotografia. Sono corsi di workshop per principianti e delle iscrizioni se ne occupa l’Associazione –

-Invece i laboratori estivi come sono strutturati? –

-Intanto li progettiamo un anno prima e il tema viene scelto dai bambini. Il prossimo anno lavoreremo sulla gentilezza e sull’altruismo. Si svolgono la mattina e coprono la fascia oraria scolastica, a settimane alterne e continuano il “Circle time”, laboratorio, come accennavo prima, tenuto dagli stessi bambini. In sostanza svolgono quattro laboratori al giorno –

-Attualmente sei docente in un istituto superiore. Questa passione di insegnare ai bambini come ti è nata? –

-Osservandoli, mi ha sempre colpito la loro purezza, la generosità e la riconoscenza, qualità che  mi ha portato ad amarli.-

-Qualità che con la crescita si perdono –

-Si perdono, è vero, ma sono contento che i miei bambini sono diventati giornalisti o addirittura, uno di loro, oggi è un danzatore. Fare questa esperienza agli inizi della loro vita segna dei solchi importanti. La creatività che insegniamo a valorizzare, non è una decorazione, ma l’ossatura della formazione di un individuo. Significa imparare a progettare attraverso tutti gli strumenti possibili che sono alla base della creatività di ciascuno e diventa metafora per progettare la propria vita –

-Volevo chiederti un ragguaglio sulla Scuola di Architettura –

-Sono due le Scuole all’interno di Tutt’Altro, due filoni importanti. La Scuola di Architettura per imparare a progettare e la Scuola di Strytelling per imparare a raccontare le proprie esperienze. –

-Mi ha incuriosito anche il Laboratorio di Archeologia. In cosa consiste? –

-E’ direttamente collegato con l’Architettura e lo fanno con studenti universitari, specializzandi in  Archeologia; l’abbiamo concepito per analizzare a fondo le radici dell’evoluzione e più in generale della vita umana-

-Come reagiscono? –

-Alla grande. Ti racconto questo episodio. Una loro scoperta o ,per essere più precisi, invenzione è stata quella del pecorosauro. In una passeggiata sulla Murgia abbiamo trovato, scavando in diversi posti, un femore di un cavallo e il teschio di una pecora e per loro sono diventati i resti del pecorosauro. –

Saluto e ringrazio Francesco Merra per questo breve viaggio nel mondo infantile, una volta tanto valorizzato e non inquinato dagli adulti.

Maurizio De Giglio