IL PENSIERO MEDITERRANEO

Incontri di Culture sulle sponde del mediterraneo – Rivista Culturale online

Incontro dal vivo con la digital collaging art di Maurizio Coglia in arte Kollias il 28 marzo a Martano presso gli Amici di tò Kalòn

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Evento 28 marzo

di Anna Stomeo

Giovedì 28 Marzo 2024 alle ore 18.30 a Martano (Lecce) in via Marconi 28, presso la sede del Centro Culturale tò Kalòn dell’Associazione Itaca Min Fars Hus, ci sarà un evento artistico importante ed originale, curato da Anna Stomeo e Paolo Protopapa: un incontro dal vivo con la digital collaging art di Maurizio Coglia in arte Kollias, che terrà, per gli Amici di tò Kalòn e per tutti coloro che vorranno partecipare, un’introduzione visivo-discorsiva alla sua Mostra Imago Dantis | Purgatorio, prevista per i giorni 29-30-31 marzo a Martano presso la Chiesa dei Santi Medici.

Maurizio Coglia è un architetto martanese che vive all’estero da circa 25 anni, prima a Dublino e poi, dal 2010, a Londra, dove lavora nel restauro conservativo di antiche dimore iconiche del patrimonio storico-architettonico inglese. Un professionista dell’architettura estetica, abituato a confrontarsi con le tecniche più avanzate della computer grafica, che si riscopre digital artist e intraprende un percorso di ricerca suggestivo e intenso, muovendo dalla passione per Dante e la Divina Commedia che lo anima da sempre. Un percorso i cui risultati emergono in una prima Mostra tenuta a Martano nell’estate 2022 dedicata all’Inferno dantesco (Imago Dantis | Inferno), in cui espone 34 digital tables e digital collages (33+1, quanti sono i Canti dell’Inferno dantesco) a tecnica mista, manuale (pennarello e inchiostro colorato) e digitale (inserimenti di immagini tecnicamente modificate), che raccoglie in altrettante tavole materiche, esposte e fruibili come in una tradizionale mostra di pittura. Lo stesso esperimento, affascinante e innovativo, si ripeterà, per il Purgatorio, a Martano (Lecce), nei giorni 29-30-31 marzo, in coincidenza con la Pasqua 2024, con l’esposizione, nella Chiesa dei Santi Medici, di 33 collage digitali in tavole materiche che illustrano i 33 Canti del Purgatorio.
L’anteprima della Mostra, con un’introduzione visivo-discorsiva dello stesso artista, si terrà giovedì 28 marzo presso il Centro Culturale tò Kalòn a Martano in via Marconi 28 alle 18.30. Kollias guiderà i presenti attraverso una sequenza di immagini virtuali e materiche, associate ed assemblate, spiegandone le risonanze interiori e i significati metaforici e allegorici.

E di allegoria si deve parlare, alludendo direttamente al messaggio dantesco, perché Kollias illustrerà personalmente al visitatore le sequenze iconiche narrative sottese alle tavole, aprendo la narrazione dantesca al confronto con il presente esistenziale e ad inattese visioni e analogie.
Un dialogare per immagini virtuali, con un contemporaneo richiamo al materico, che Kollias realizza con la personale tecnica del digital collaging, in cui le immagini classiche della Commedia dantesca, tramandateci attraverso le stampe tradizionali provenienti da fonti diverse, collezionate dall’artista, vengono graficamente riprodotte e rivisitate, unite e stratificate fino a creare l’immagine finale assemblata.

Un processo autenticamente creativo, dunque, e una tecnica che unisce tradizione e innovazione, perché l’artista digitale, come quello tradizionale, non può prescindere dall’utilizzo di alcune competenze di base, come quelle relative alla composizione, alla prospettiva, al colore e alla luce. Tutti elementi con cui Kollias si misura egregiamente, anche in questo Purgatorio, con risultati di grande impatto artistico. Le sue tecniche virtuali coincidono con la sua ricerca conoscitiva ed etica sui temi più profondi e coinvolgenti della Commedia, portando lo spettatore a rompere gli schemi tradizionali di visione per aprire a orizzonti ‘altri’ di interpretazione e fruizione.

L’unione di materico e digitale rappresenta l’originalità del lavoro artistico di Maurizio Coglia, che può essere letto come una riapertura al Novecento concettuale, tra arte informale e ‘processo’ e che ricorda, in modo indiretto, i grandi “informali” del secolo scorso, come Jean Fautrier e le sue rappresentazioni estreme della sofferenza umana, in tempi ben distanti dal digitale e al limite del concettuale.

Le Tavole del Purgatorio dantesco, ricche di nuovi contenuti simbolici, come già quelle dell’Inferno, non mancheranno di suscitare nello spettatore suggestioni e riflessioni.

Un incontro unico e atteso che contribuirà ad arricchire di nuove apparizioni, di nuovi concetti e di nuovi valori la piccola comunità pensante di tò Kalòn.
(Anna Stomeo)


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