ERCOLE PANICO: GENIO E SREGOLATEZZA

diAlessandra De Matteis
Immaginiamo di essere a Gallipoli, nei pressi della casa comunale, a pochi passi dalla Cattedrale di Sant’Agata, durante un Venerdì Santo, intorno alle otto e mezza di sera. Assiepati, assembrati, in trepidante attesa.
Lenta, solenne, sta per cominciare la discesa in Via Antonietta de Pace dellaprocessione dell’Urnia. Attesissima, sentita al limite del pathos, partecipata dall’intera cittadinanza che, per ataviche e sconosciute ragioni, vive questo momento dell’anno liturgico come fosse una “questione di famiglia”, con una devozione profonda e un attaccamento al limite della frenesia.
Suoni e simboli che la caratterizzano hanno, ciascuno, un significato e una storia ben precisa, una storia che, a volte, si intreccia a quella di altri suoni e simboli senza tuttavia che questo legame trapeli con immediatezza o si faccia riconoscere facilmente.
La processione – come tutte quelle dellaSettimana Santa– viene annunciata dalrullo cupo di un tamburoe dallamento acuto di una tromba.
Quando i lampioni – che aprono il corteo processionale – sono ormai arrivati nei pressi del ponte, in direzione della città nuova, e l’urnaappunto, ogni anno diversa (in dialetto gallipolino “urnia“) si trova nei pressi della Cattedrale, il coro di voci bianche diretto dalla signorina Rosina, accompagnato dalla banda che lo riproporrà ancora durante il percorso, intona l’inno – amatissimo dalla popolazione gallipolina –Sulla tomba di Gesù Cristo, comunemente noto come “Cristo è morto“, di cui la VenerabileConfraternita del Santissimo Crocifissoè proprietaria e gelosa custode.
Il testo, diAgostino Cataldi senior, fu musicato nel 1890 daErcole Panico, musicista fino a pochi anni fa sconosciuto ai più.
La riscoperta di questo genio musicale, nonché eccentrico personaggio, è da attribuire aLaura De Vita, cantante lirica gallipolina, ex avvocato, e aLuigi Solidoro, pianista e docente, entrambi appassionati cultori di storia, musica e tradizioni locali che, da un po’ di tempo, conducono una meticolosa e caparbia opera di ricerca, recupero e valorizzazione delle notizie biografiche e delle opere dei musicisti locali del passato che, tra l’indifferenza delle nuove generazioni, rischiavano di cadere definitivamente nell’oblio.
Del 2020 la prima edizione (a tiratura limitata) del volume “Ercole Panico (1835-1891). La vita e le opere di un brillante geniale musicista dell’ 800 gallipolino”, stampata grazie al contributo dell’AssociazioneGallipoli Nostrapresieduta daElio Pindinelli, e poi resa disponibile a tutti nel 2021, grazie alla pubblicazione in seconda edizione con la casa editrice leccese di self publishingYoucanprint
(acquistabile qui: 👉https://store.youcanprint.it/ercole-panico-1835-1891-la-vita-e-le-opere-di-un-brillante-e-geniale-musicista-dell800-gallipolino/b/8f814cf8-07c9-5350-9990-8ef85120f29f)
Il volume, facente parte della collana “Musicisti salentini”, ci regala il ritratto di un uomo particolare, stravagante, con un’esistenza interamente trascorsa su un’altalena tra vizi e virtù, tra l’abbraccio della folla delirante che assisteva ai suoi concerti e il segreto delle riunioni massoniche a cui egli era solito partecipare.
Eccessi, contraddizioni, e una valente produzione musicale di cui ci è giunta solo una piccola parte, per la precisioneventuno composizioni.
Tra queste, sfortunatamente, non è presente lafrottolache gli venne commissionata per ilVenerdì dell’Addolorata del 1882, e che non solo venne definita da Ettore Vernole come “la più bella tra le frottole esistenti“, ma che rese l’autore protagonista di un gustosissimo aneddoto riportato nel volume con dovizia di particolari e che conferma come genio e sregolatezza convivessero in questo musicista, in un equilibrio perfetto.
Del Panìco non abbiamo che una descrizione, fatta da Ettore Vernole, dalla quale traspare la coincidenza,nomen omen, tra il suo nome e il suo aspetto fisico.
Non ci è giunta di lui alcuna foto o ritratto: di quello che avrebbe dovuto essere il luogo della sua sepoltura (indicato nella pagina dedicata alle sue esequie suIl Risorgimentodel 3 maggio 1891), gli autori della biografia, nonostante rocambolesche ricerche, non hanno trovato riscontro, cosa che fa temere che le mortali spoglie di “Ercolino” (com’era universalmente conosciuto) abbiano subito la sorte che, appena un decennio fa, stava per toccare a quelle di un altro e ben più noto compositore gallipolino, Francesco Luigi Bianco.
Ossia che i suoi resti fossero spostati in qualche ossario comune, cancellando la memoria del luogo fisico in cui riposava.
Ercole Panico era figlio diMichele(del quale si possono trovare notizie approfondite a questo link: 👉https://www.ilpensieromediterraneo.it/risorgimento-e-musica-michele-panico-da-neviano-e-il-ruolo-delle-fanfare-in-terra-dotranto/), un uomo di Neviano che fu fondatore di una delle più note fanfare di Puglia, ma anche sorvegliato speciale poi esiliato in Gallipoli a causa della sua fervente partecipazione alla Carboneria e alla corrente antiborbonica.
Dalle indagini degli autori sappiamo che l’Ercolino prese il posto del padre nella direzione della fanfara di Gallipoli, che cominciò a prestare servizio a spese del Comune e sconfinò, su invito, in altri paesi della regione.
La descrizione dell’attività dellafanfara, che venne trasformata inbandanel 1888 proprio dal suo direttore, è condotta nell’opera in maniera estremamente minuziosa, con aneddoti curiosi che rivelano tutte le influenze – politiche e religiose – nella produzione ed esecuzione musicale dell’epoca.
La fama di Ercole Panico aveva ben oltrepassato i confini cittadini, ma la sua smodata passione per il gioco d’azzardo gli costò, è proprio il caso di dirlo, gravi difficoltà economiche che non mancarono di riguardare anche i componenti della fanfara, come raccontato nelcapitolo 4.1(Ercolino: una vita di eccessi).
A causa di queste disavventure, nel febbraio 1890 decise di lasciare la città di Gallipoli, annunciando la sua dipartita con una lettera pubblicata sulloSpartaco, nella quale non negava le proprie gravi condizioni finanziarie, ma non risparmiava nemmeno di menzionare quelle dell’amministrazione comunale dell’epoca.
Aver dedicato uno studio a Ercole Panico, proposto nell’opera con dovizia di particolari, descrizione di episodi della sua vita e delle abitudini del tempo, ha permesso agli autori di osservare da vicino e restituirciuno spaccato ormai dimenticato della Gallipoli di un tempo, quandoera grande il fermento politico e sociale e altrettanto grande l’orgoglio, quasi fosse una questione d’onore,per il lustro riconosciuto a speciali meriti per le arti in cui si eccelleva.
L’esistenza del musicista, difatti, si è intrecciata con quella di altrettanto noti colleghi locali, ma anche conpersonaggi ed eventi che hanno fatto la storia: fu lui, infatti, che alla morte diGiuseppe Garibaldinel giugno 1882 organizzò nella chiesa di San Domenico (oggi del Rosario) la commemorazione funebre dell’Eroe dei due mondi, al quale era legato da una fraterna amicizia fin dai tempi della sua associazione allaloggia massonica “Tommaso Briganti“, i cui ideali influenzarono anche la sua produzione musicale.
La morte di Ercole Panico, avvenuta il14 aprile del 1891al civico 22 divia Ospedale Vecchioin Gallipoli, suscitò grande commozione, come testimoniato dagli scritti pubblicati sui periodici dell’epoca che riportarono“la grande partecipazione dei discepoli, gli amici personali e politici e i fratelli massoni”e dagli elogi funebri, tutti trascritti nel volume.
Nel quale viene riportato anche un aneddoto che sottolinea, ancora una volta, la particolarità del carattere del musicista: al collo del defunto venne ritrovata una catenina da cui pendevano un crocifisso e una medaglietta con l’immagine di Gesù. Un ritrovamento “sorprendente”, se si considera che Ercolino si era sempre dichiaratoateoe che i suoi funerali si tennero integralmente secondo ilrito massonico, ma che a ben vedere non stupisce, una volta compresa – e inevitabilmente amata – l’eccentrica e geniale personalità di questo personaggio.
(questo articolo è stato pubblicato per la prima volta il 15 marzo 2024)







