IL PENSIERO MEDITERRANEO

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Il Don Giovanni di Mozart al comunale Nouveau dal 26 al 31 maggio

Locandina Don Giovanni

Il teatro comunale di Bologna presenta una nuova produzione del Don Giovanni di Wolfang Amadeus Mozart diretta dal maestro Martijn Dendievel con la regia di Alessandro Talevi.

di Gabriele Zompì

Il Don Giovanni di Mozart, che sarà in scena al teatro Comunale Nouveau di Bologna dal 26 al 31 maggio (con pausa il 27), è stato preceduto da due appuntamenti nel teatro auditorium Manzoni nelle serate del 15 e 16 maggio.

Giovanni Bietti al pianoforte.
Il musicologo Giovanni Bietti

Due serate in cui si è fatta una carrellata dei diversi Don Giovanni raccontati nella letteratura internazionale nei secoli passati e tenute dal musicologo Giovanni Bietti, dallo storico dell’arte Giovanni Carlo Federico Villa e da Elio di Elio e le Storie Tese.

Lo storico dell'arte Giovanni Villa.
Lo storico dell’arte Giovanni Carlo Federico Villa

Un vero e proprio excursus storico su questa figura di “sciupafemmine”, di ammaliante seduttore e furbo imbonitore. Tanti sono i Don Giovanni e altrettante sono le storie a lui collegate, che ne hanno fatto un mito per tutte le generazioni. C’è stato chi lo ha visto come seduttore incallito, chi come amante dolce e tenero, chi come violento e prepotente maschilista, che come ragazzo timido e impacciato, chi come “uomo che non deve chiedere mai”…

Elio delle Storie Tese
Elio di Elio e le Storie Tese

C’è insomma un don Giovanni per tutti i gusti e per tutte le necessità, tanto che se ne contano 4300, a cominciare dal primo ideato da Tirso De Molina nel 1616 ne L’ingannatore di Siviglia e il convitato di pietra, opera teatrale che aprì la strada a decine di altre rappresentazioni con protagonista Don Giovanni.
Don Giovanni è un mito senza tempo rielaborato innumerevoli volte, capace di affascinare filosofi, poeti e musicisti – da Kierkegaard a Byron e Baudelaire, da Rossini a Wagner e Čajkovskij – il quale incarna il desiderio di conquista che non può essere mai sopito.


Il Don Giovanni di Mozart è definito dramma giocoso e molte spiegazioni si sono date sull’apparente ossimoro. Invece, all’epoca di Mozart, significava solo “opera buffa” e fu percepita come positiva la punizione finale con un deus ex machina che ristabilisce l’ordine morale costituito. Un ordine, peraltro, condiviso da personaggi ambosessi di ogni classe sociale. Irregolare è solo Don Giovanni, elemento destabilizzante e pertanto anima dell’opera, mito letterario e teatrale già radicato e destinato a prosperare ancora a lungo, fino ai nostri giorni.

Il giovane direttore d'orchestra MARTIJN DENDIEVEL.
Il direttore MARTIJN DENDIEVEL

Anche grazie alla profondità e alle sfaccettature della musica di Mozart e del testo di Da Ponte si aprono infinite chiavi di lettura pronte a parlare a ogni tempo. Arie come “La ci darem la mano” fanno trasparire subito la giocosità, ma anche il tormento che accompagna il desiderio dei due innamorati di consumare il loro amore.

Quel “vorrei e non vorrei”, pronunciato non troppo velatamente da Zerlina, forse rappresenta il tentennamento che è alla base della nascita del rapporto amoroso e che da sempre segna il primo incontro di due innamorati.
Al comunale Nouveau il Don Giovanni sarà diretto dal maestro Martijn Dendievel con la regia di Alessandro Talevi e il coro sotto la guida Gea Garatti Ansini.

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