IL PENSIERO MEDITERRANEO

Incontri di Culture sulle sponde del mediterraneo – Rivista Culturale online

Dal Poemetto “Memorie di Sicilia”. Liriche di Vincenzo Fiaschitello – Nona e ultima parte

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carretto siciliano

Carretto siciliano (fonte: wikipedia)

L’acqua del fiume

L’acqua del fiume spumeggiante

e allegra scende giù dalla vetta

dei monti, di roccia in roccia.

Ha inserita in sé la fedeltà della vita

alla vita del mare che più tardi conoscerà.

Lo scalpello del vento tregua non ha,

ora si accanisce contro la pietra

di questo martoriato barocco

che tra le sue volute cela sfarzi

e dolori che apostrofano il mutevole

mondo sempre uguale. La prima luce

dell’alba carezza il volto di angeli e santi

gemmanti sulle nicchie di marmi

delle chiese, miracolo di artisti

e capomastri che ogni giorno si rinnova.

Ma i loro volti? Le loro mani?

Entro quale cunicolo di morte si aggirano?

Solo vivo resta il canto armonioso

delle loro idee di infinita bellezza.

Così di giorno in giorno vado snidando

l’oscuro oblio del tempo passato

e intravedo tra dubbi e vuota apatia quel

po’ di luce reggente il filo del pensiero

di amore che dava senso alla vita.

Nuovi barbari

                            Quale assenza profonda di pietà

riempie il tuo cuore

ora che dici di non riconoscere

più la tua città invasa

dai nuovi barbari,

le varie case in affitto

e soprattutto l’ultima in quella

via Ascenso Mauceri, dimora

di nobili d’altri tempi!

E’ là che torna sempre il pensiero

dove si formarono desideri e speranze.

Ingannevoli, forse, ma terribilmente

necessari. Alla lontana regalità

femminile di Beatrice e di Angelica

si inchinava il cuore dell’adolescente

a lungo indugiando in pensieri d’amore.

Sono dove tu mi vuoi

Si è fatta alta la siepe

e folto il boschetto cresciuto

così tanto che il mio sguardo

è cancellato come fa il tempo

che il ricordo annulla

in un lago di oscurità.

Sono dove tu mi vuoi,

pure ancora ricordo quell’albero

alto puntato verso il cielo

di luglio, quell’odore d’erba,

quel limìo di cicala che oggi

mi resta come malanno d’età

e lenimento d’antico rammarico.

Barlume il passato già assolto

dal non essere stato come

dai sogni desiderato.

Arida terra gibbosa

                            Arida terra gibbosa

mareggiante, di tanto

in tanto interrotta da brevi

ombre di mandorli e carrubi:

pensieri, metafore di vita

o vita reale? Passato vissuto?

Lama che affonda in ferita

antica alla ricerca di un senso

delle cose, aggregate lucidate

e amate, ma sempre lontane dal vero.

Sicilia

Sicilia, quante infanzie vedesti

partire e mai tornare!

Baciasti la mia infanzia solare

che brucia di te nel mio ricordo

quando l’anima veglia

sia che soffia zefiro o il vento di serir.

Questo battesimo di vita che si ritrae

tra l’ora del tramonto di un lungo

giorno e l’alba di luce piena

laverà il peccato dell’intrasformabile

passato, avvilito nella gabbia della memoria?

Che il fugace presente lo riscatti

e cessi il cupo brontolio del rimorso

nel circuito vitale del tempo senza tempo.

Vincenzo Fiaschitello

Nato a Scicli il 18/10/1940. Laurea in Materie Letterarie presso l’Università di Roma con il massimo dei voti (1966) e Abilitazione all’insegnamento di Filosofia e Storia nei licei classici e scientifici; pedagogia, filosofia e psicologia negli istituti magistrali (Esami di Stato D.M.10/8/1966). Docente di ruolo di Filosofia e Storia nei licei statali (Vincitore Concorso nazionale a 119 cattedre, indetto con D.M. 30/6/ 1969) e Incaricato alle esercitazioni presso la cattedra di Storia della Scuola –Facoltà di Magistero Università di Roma dall’anno accademico 1965/66 al 1973/74. Direttore didattico dal 1974 (Vincitore Concorso nazionale D.M.25/9/1970), preside e dirigente scolastico fino al 2006. Docente nei Corsi Biennali post-universitari. Membro di commissioni in concorsi indetti dal Ministero P.I. Autore di vari saggi sulla scuola, di opere di narrativa e di poesia.

Onorificenza su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri: Commendatore Ordine al Merito della Repubblica Italiana (Decreto Pres. Rep. 2/6/1997)

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