IL PENSIERO MEDITERRANEO

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Pasqua Ortodossa: il prodigioso miracolo del Fuoco Santo

Di Pompeo Maritati

L’accensione spontanea di un fuoco prodigioso avviene ogni anno nella Basilica del Santo Sepolcro a Gerusalemme tra le mani del Patriarca Greco-Ortodosso durante la liturgia pasquale della Resurrezione del Signore.

Il Santo Sepolcro a Gerusalemme

In quel luogo, unico al mondo, che segna il punto in cui Cristo, Luce del Mondo, è risorto, si rinnova ogni anno questo miracolo che secondo la tradizione orientale scomparirà soltanto al tempo dell’apocalisse finale.

A mezzogiorno del Sabato Santo ha inizio la liturgia della Santa Luce, costituita da tre fasi: il canto della Litania d’intercessione; l’entrata del Patriarca Greco-Ortodosso di Gerusalemme nel Santo Sepolcro; le invocazioni affinché appaia la Luce Santa. Seguendo la tradizione, il Patriarca Greco-Ortodosso accompagnato dal suo seguito e dal Patriarca Armeno entra nella basilica del Santo Sepolcro mentre le campane suonano a morto.

E’ la Chiesa che ripercorre mesta i passi delle Pie Donne che vanno al Sepolcro a piangere sul cadavere dell’Ucciso. Prima che il Patriarca entri nel santuario che racchiude il Sepolcro, il custode della Sacrestia del Santo Tempio ne fa uscire la lampada che arde perennemente.
Provenendo dall’interno del Tempio dell’Apostolo Giacomo, il Patriarca entra nel santuario e siede sul suo trono patriarcale. Quindi i rappresentanti di Armeni, Caldei, Copti e altri gli passano davanti e lo salutano baciandogli la mano. Secondo le consuetudini, infatti, chi non ossequia il Patriarca Ortodosso, non ha diritto a ricevere la Santa Luce dalla sue mani.

Il Governatore di Gerusalemme e un Ispettore di Polizia esaminano a quel punto il Patriarca davanti a tutti, in modo da assicurare i presenti che egli non abbia nascosto un qualsiasi oggetto capace di accendere il fuoco.
Terminata la perquisizione, il Patriarca di Gerusalemme prende delle torce spente ed entra nel Santo Sepolcro con i dignitari Armeni. Ogni lampada è spenta e non vi è nulla di acceso in tutta la chiesa.
Immediatamente dopo, inizia la Litania d’Intercessione che viene cantata per tre volte attorno al Santo Sepolcro e termina davanti ad esso. Il Santo Sepolcro viene allora dissigillato, mentre il Patriarca depone i paramenti pontificali e rimane con il solo camice.

All’interno del Santo Sepolcro il Patriarca prega inginocchiato in un clima di assoluto silenzio che pervade il tempio, fintanto che non si avverte un sibilo, accompagnato quasi simultaneamente dai lampi blu e bianchi della Luce Santa che invadono la basilica, come se milioni di flash fotografici lampeggiassero tutto attorno illuminando le pareti circostanti. Allora le lampade s’illuminano miracolosamente. Contemporaneamente, all’interno del Santo Sepolcro, le torce tenute dal Patriarca, che continua a pregare, s’accendono spontaneamente con la Santa Luce. La folla scoppia in forti acclamazioni, mentre lacrime di gioia e di fede cadono dagli occhi dei presenti.

L’uscita del Patriarca Greco-Ortodosso dal Santo Sepolcro dove è avvenuto il prodigio dell’accensione delle due torce.

Questa mattina il fuoco santo da ben 32 aerei è stato portato in giro nel mondo ortodosso. Un paio di volte io ho avuto modo di assistere all’arrivo del Fuoco Santo nella Cattedrale Metropolitana di Atene, dove la gente con delle proprie candele, portava questo fuoco nelle loro case.

Il Fuoco Santo viene portato da ben 32 aerei in giro per il mondo.

 La prima testimonianza del miracolo del Fuoco Sante risale al IX secolo e si rintraccia nell’Itinerarium (viaggio a Gerusalemme) del monaco Bernardo, ma la storia dovette circolare già molto prima, dal momento che se ne trovano tracce in alcuni testi agiografici merovingi. Il miracolo era posto in relazione al rito, investito di un preciso simbolismo scritturale, della benedizione del fuoco nuovo del Sabato Santo celebrato nelle chiese. Dopo lo spegnimento di tutte le luci nella giornata del Venerdì santo, in segno di lutto, si dava origine, il giorno successivo, ad un nuovo fuoco. Quella fiamma accendeva tutte le lampade e i ceri delle chiese, compreso quello pasquale, che bruciava per quaranta giorni fino all’Ascensione.

Rodolfo il Glabro, monaco Borgognone, nelle sue Historiae redatte nei primi decenni dell’XI secolo descrisse così l’evento del prodigio del Fuoco Santo:

«… si recò in quei luoghi [Gerusalemme] Odolrico, vescovo di Orleans, e assistette a un fatto miracoloso che ci ha riferito e che non crediamo di dover tralasciare. Il giorno del sabato santo, nel quale tutto il popolo attendeva che la potenza miracolosa di Dio facesse giungere il fuoco, egli era lì presente con tutti gli altri. Quando ormai il giorno volgeva al tramonto, d’un tratto, proprio nell’ora in cui si prevedeva l’arrivo del fuoco, un saraceno, un ignobile buffone, uno dei moltissimi che tutti gli anni hanno l’abitudine di mischiarsi ai cristiani gridò. Aios kyrrieleison (come fanno i cristiani quando appare il fuoco), scoppiò in una risata di scherno, allungò il braccio e afferrò una candela dalla mano di un cristiano, cercando di fuggire. Ma d’improvviso fu ghermito dal demonio e cominciò a contorcersi sconciamente. Il cristiano, che lo inseguiva, gli strappò la candela; lui, dopo aver atrocemente sofferto, spirò poco dopo tra le braccia dei Saraceni. L’avvenimento provocò letizia ed esultanza. Nello stesso momento il fuoco, come sempre, per divino miracolo si sprigionò da una delle sette lampade che sono là appese, e diffondendosi velocemente trasmise la luce alle altre. Questa lampada, col suo olio, fu venduta per una libbra d’oro da Giordano, il patriarca d’allora, al vescovo Odolrico, che la collocò nella propria sede e così beneficiò moltissimi infermi».

Quanto sin qui descritto avviene da secoli. Contrariamente al miracolo del sangue di San Gennaro non si hanno notizie di non accensione del Fuoco. Gli Ortodossi sono molto legati a questo "prodigio" e non è raro entrando nelle loro case, alzando lo sguardo al soffitto in prossimità della porta d'ingresso, di intravedere delle piccole croci disegnate con il fumo della candela, che è stata accesa con il fuoco proveniente da Gerusalemme. Una ilare osservazione: dal numero delle croci scopriamo da quanti anni quella casa non viene ritinteggiata. L'evento ovviamente desta non poche perplessità. Io ve l'ho semplicemente riportato, a voi la scelta di credere (per Fede) o di non credere.
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