IL PENSIERO MEDITERRANEO

Incontri di Culture sulle sponde del mediterraneo – Rivista Culturale online

Donna profezia

di Riccardo Rescio

Ho sempre avuto un rapporto di poca accettazione per i dogmi, la questione risale sin dai primi anni di vita, molto probabilmente è una condizione congenita, una specie di allergia alle verità che bisogna accettare, senza capire, eseguire senza comprendere il perché, la ragione, la necessità e l’utilità delle stesse.

Una intolleranza che non ha poco condizionato l’acquisizione delle conoscenze, anche quelle basilari per difendermi o per fare. La perenne ricerca dei perché, mi ha accompagnato e mai abbandonato. Dall’asilo all’università un lungo percorso accidentato, dove la conquista del sapere non avveniva attraverso i canoni classici, ma solo ed unicamente dalla osservazione del mondo che mi circondava, dalla affannosa ricerca di comprenderne le dinamiche e dalla perenne autocritica al mio agire.

A mia madre, che poneva una particolare attenzione alla interpretazione dei sogni, al soprannaturale, ai segni del destino, gli fu fatta una profezia sul mio futuro, la maga consultata, aveva presagito che la mia vecchiaia sarebbe stata una apoteosi. Per me, che non ho mai dato spazio ai sogni, quelli fatti nel sonno o ai segni del destino, o al soprannaturale, quella cosa riportata da mia madre mi lascio del tutto indifferente. Molti decenni sono passati senza che io abbia mai ripensato a quella strampalata profezia, ora che nella vecchiaia mi ci ritrovo devo ammettere che quella condizione ipotizzata tanti anni fa è del tutto vera.

La mia apoteosi, non è in alcun modo legata alla ricchezza monetaria, ai possedimenti immobiliari, ad un parco macchine o ad una collezione di orologi di pregio, gli ho avuti, ma non mi hanno mai dato benessere interiore, ora invece avverto, scopro, apprezzo, valorizzo tutto il bello e il buono che ho intorno. Quel pane, impastato, con regole, dati, date, fatti, avvenimenti, luoghi, mari e fiumi, che avrei dovuto tagliare o spezzare con le mani, per poterlo e doverlo mangiare e in tal modo alimentare le mie conoscenze è rimasto intonso, passando di banco in banco, da scuola in scuola.

Ora come un novello pollicino, non seguo le briciole, le raccolgo perché ho scoperto assaggiandole che hanno un sapore così intenso, forte, appagante, che riescono a soddisfare la necessità energetica quotidiana dell’anima, almeno quanto i tre momenti utili alla alimentazione giornaliera del corpo. Sono briciole di conoscenza, efficaci integratori, forti energizzanti, che saziano, appagano e gradualmente, lentamente, dolcemente, illuminano il buio della mente.

Si quella maga aveva ragione, la mia vecchiaia è davvero un straordinaria apoteosi.


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