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Amazon sta testando dei robot che dovrebbero sostituire il personale addetto nei suoi magazzini

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Robot in magazzino

Robot in magazzino

di Pompeo Maritati

Dalla lettura della stampa odierna rilevo che Amazon sta testando dei robot che dovrebbero (il condizionale è d’obbligo) sostituire il personale addetto nei suoi magazzini. Il personale che sarebbe interessato, è quello in carico ai magazzini sparsi in tutto il mondo, che sono circa un milione di persone. Ovviamente tale soluzione robotica interesserà, successivamente, di conseguenza, i non pochi magazzini delle grandi aziende sparse nel mondo.

L’introduzione di robot nella gestione dei magazzini da parte di Amazon, comporterà diversi fattori positivi e negativi. È particolarmente importante considerare l’aspetto etico associato a questa transizione. Di seguito, cerco di esaminare la problematica,  elencando a mio avviso, quelli che potrebbero essere i punti di forza e di debolezza di questa innovazione tecnologica.

Fattori Positivi:

1. Efficienza Operativa: I robot possono aumentare l’efficienza nella gestione dei magazzini, accelerando i processi di picking (selezione e prelievo parziale di materiali appartenenti a diverse unità di carico),  imballaggio e spedizione.

2. Riduzione degli Errori: L’automazione potrà contribuire a ridurre gli errori umani, migliorando la precisione nelle operazioni di magazzino.

3. Riduzione dei Costi: Sebbene l’implementazione iniziale di robot comporterà investimenti significativi, nel lungo termine potrebbero, invece, ridurre i costi operativi attraverso l’ottimizzazione dei processi. Da non sottovalutare, che se nella fase iniziale i costi saranno certamente altissimi, a regimi avremo delle macchine che sostituiranno la mano d’opera, quindi niente assenze per ferie, malattie e permessi vari. Nessun orario di lavoro. Le macchine non sciopereranno né chiederanno incrementi salariali.  I robot possono affrontare attività ripetitive e fisicamente impegnative, senza il rischio di infortuni tra il personale umano.

Fattori Negativi:

Perdita di Posti di Lavoro: L’automazione potrebbe portare alla riduzione della richiesta di manodopera umana, comportando la perdita di posti di lavoro e aumentando il divario occupazionale.

2. Costi Iniziali Elevati: L’implementazione di robot richiederà investimenti significativi iniziali, in termini di hardware, software e formazione.

3. Complessità Tecnologica: La gestione e la manutenzione di sistemi robotici avanzati possono richiedere competenze tecniche specializzate, che comunque sarà di gran lunga numericamente inferiore a quella della perdita di lavoro umano.

4. Impatto Sociale: La perdita di posti di lavoro potrà avere un notevole impatto sociale, creando tensioni e aumentando la disuguaglianza economica.

Non possiamo non tener conto dell’impatto etico che tale mutamento avrebbe sulla società.  Amazon e altre aziende similari, dovranno affrontare questioni etiche legate all’uso della tecnologia, come la trasparenza, la privacy dei dati e la sicurezza.

Come agirebbero queste aziende, in riferimento all’ obbligo etico per le aziende di fornire formazione e opportunità di riqualificazione per i dipendenti colpiti dalla transizione verso l’automazione?

La problematica, in virtù di tutto quanto anzidetto, pone già da subito non poche perplessità, solo che il futuro tecnologico non lo potremo arrestare, anche perché sarebbe, per certi versi, anche errato. Si dovrebbero trovare delle soluzioni concordate e condivise, tra queste multinazionali e la politica.

In questo ambito prevedo, purtroppo una fase drammatica, perché  la forza economica di queste grandi aziende è tale da condizionare le scelte politiche.

In assenza di interventi governativi oculati, la fase iniziale della robotizzazione del lavoro umano, potrebbe generare turbolenze sociali dalle conseguenze imprevedibili.

In definitiva, l’introduzione di robot nei magazzini di Amazon, che ovviamente rappresenterà un primo passo che sarà certamente, poi, seguito su grande scala in tutto il mondo, offre l’opportunità per migliorare l’efficienza operativa, ma richiede una gestione attenta degli aspetti etici e sociali per minimizzare gli impatti negativi sulla società e sulla forza lavoro.

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