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ANTONELLA SELLERI: PIROGRAFARE… IL FUOCO CHE NON DISTRUGGE MA CREA

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Locandina della mostra di Antonella Selleri che si terrà a Francavilla Fontana dal 1-2-3 Luglio. che si terrà

di Antonio Fanelli

La pirografia (dal greco antico scrittura col fuoco) è una tecnica di incisione, per mezzo di una
fonte di calore, su legno, cuoio, sughero o altra superficie praticata usando punte di ferro
arroventato.
La punta, di vario spessore e diversamente invasiva, è resa incandescente dalla energia elettrica e
quindi incide il legno e lo segna permanentemente.
Proprio come si può fare con una matita da disegno su un foglio di carta, anche con il pirografo, a
seconda della forma della punta, dell’inclinazione e della pressione esercitata, è possibile lasciare
dei segni sul legno ma, a differenza della matita sulla carta, questi risultano indelebili e definitivi.


Maestra della tecnica è Antonella Selleri, artista di Francavilla Fontana in provincia di Brindisi che
dal 1-2- 3 luglio esporrà le proprie opere, per la prima volta nella sua città, in una personale
allestita in collaborazione con l’ Associazione di Promozione Artistica e Culturale Mama Dunia,
nella sala del Caffè Letterario del Corso in Corso Umberto, 64.
L’intervista che segue è frutto di una chiacchierata nel suo laboratorio fra un caffè e l’odore del
legno inciso dalla matita arroventata.
Antonella correggimi se sbaglio.

Antonella Selleri


Tecnicamente nella pirografia non c’è possibilità di errore.
“Assolutamente no perché un errore vorrebbe dire cancellare, scartavetrando con una carta fine, tutto
ciò che si è inciso, tenendo presente che scartavetrado si creano degli avvallamenti nel legno quindi
non si può esagerare. Nella pittura è diverso perché all’errore si può rimediare con una pennellata
di bianco sull’errore stesso, nella pirografia purtroppo questo non è possibile”.


Ti faccio una domanda da profano.
Perché un artista dovrebbe scegliere di pirografare invece di dipingere?
In fondo dipingendo si possono usare i colori.

“Per passione. La pirografia non esclude la pittura. Io ho dipinto tanto prima di dedicarmi a questa
tecnica che è la mia vera passione e nella quale attraverso i chiaro scuri, sento di esprimere meglio i
concetti che altri esprimono attraverso i colori”.


Da cosa prendi spunto per le tue opere?
“I soggetti sono vari. Ho fatto diversi volti cercando di esaltare le particolarità di ogni volto,
cercando di rendere gli sguardi penetranti e significativi. La scelta del soggetto non è diversa dalla
pittura, cambia la tecnica e cambiano i colori. Nella pirografia bisogna sopperire alla mancanza di
colori attraverso l’intensità del chiaro scuro per ottenere uno sguardo più o meno intenso.
Ovviamente, come in ogni forma d’arte, l’artista deve essere preso dal soggetto”.

Opera di Antonella Selleri


Ci sono dei tuoi lavori che ritraggono personaggi importanti del mondo dell’arte ma ce n’è
uno in particolare che ha attirato la mia attenzione e curiosità. Ritrae il volto di Nelson

Mandela e allora mi chiedo e ti chiedo che senso abbia trasformare il volto di un uomo politico
in un volto artistico
.
“Nel suo campo Mandela è stato un artista… un artista della politica. È una delle ultime opere che ho
prodotto e nel volto di Mandela e nella sua ricerca ostinata di pace e uguaglianza, ho voluto
esprimere la ricerca di quella pace e uguaglianza che pensavamo essere cose raggiunte e superate e
che invece ogni giorno, e in questo periodo in particolare, scopriamo come siano concetti dai quali
non bisogna mai distogliere l’attenzione”.


Fra le tue opere ce n’è una che mi piace particolarmente. Parlo dell’opera che riproduce la
foto famosissima del fotografo americano Steve McCurry che immortala lo sguardo profondo
e intenso in primo piano di una ragazza afgana con degli occhi verdi penetranti. In quella foto
quello che colpisce è lo sguardo diretto e fiero e il verde penetrante degli occhi, la tua opera
non perde quella intensità malgrado ti manchi un elemento fondante come il colore… come si
può sopperire a questa mancanza senza che chi guarda l’opera se ne accorga?

“Diciamo che sono stata presa da questa foto allo stesso modo in cui è stato preso mezzo mondo.
Semplicemente ho voluto provare a renderla con le sfumature che mi permetteva il pirografo… non
so se ci sono riuscita, sicuramente provarci mi ha messo in sintonia con quella ragazza”.

Opera di Antonella Selleri


Beh, direi che ci sei riuscita molto bene.
Mi pare di capire che per usare la tecnica della pirografia, oltre ad essere un artista è
necessario essere un buon artigiano del legno.

“Io amo il legno, penso resti una cosa viva anche dopo che è stato tagliato, sminuzzato, affettato.
Un pezzo di legno vecchio, secco e scuro basta scartavetrarlo leggermente e ritorna subito alla vita
con la sua lucentezza… è assolutamente un materiale vivo”.


In un’altra tua opera c’è un paesaggio con un albero d’ulivo posato su un rudere. Fermiamoci
all’albero e al materiale… cosa spinge o cosa si prova a raffigurare un ulivo su un pezzod’ulivo?

“Bella domanda… è una sfida come ogni opera che produco. Una sfida a me stessa e al materiale. Io
sono sempre alla ricerca di pezzi di legno particolari che mi possano suggerire dei soggetti. Uno
molto più bravo di me diceva che la statua è già nel marmo, è sua prigioniera (ndr Michelangelo) e
che lo scultore deve solo liberarla e tirarla fuori… nella pirografia è la stessa cosa, l’immagine è già
nel legno, a maggior ragione un ulivo è già in un ulivo… basta solo tirarlo fuori”.


Le tue opere sono frutto di un progetto prestabilito o nascono, crescono e si modificano in
corso d’opera?

“Assolutamente no. Io ho in mente il progetto, da li realizzo a matita un bozzetto e poi seguo il
bozzetto, poi in corso d’opera aggiungo o tolgo ma senza mai distaccarmi troppo dal bozzetto
originale”.


In giro per l’Italia ci sono numerose collettive o personali di pittura, perché così poche mostre
di pirografia?

“Forse perché pochi hanno interesse a realizzare opere pirografiche. Io nelle mie mostre mi ritaglio
sempre uno spazio in cui lavoro col pirografo e in cui faccio provare i visitatori che lo desiderano a
pirografare cercando di spiegare come si può, attraverso lavoro ed esperienza, arrivare a risultati
soddisfacenti. Io non sono gelosa del mio lavoro e della mia tecnica, anzi sono ben lieta di essere,
per quel che posso e conosco, d’aiuto a chi vuole avvicinarsi a questa forma d’arte”.


Quando ti capita di vendere una tua opera in che rapporto ti poni con la separazione?
“Brutto… bruttissimo rapporto, perché sono legata ad ogni mia opera e quando mi capita di
separarmene… immediatamente dopo ho un forte rimpianto… penso sempre che avrei potuto
tenerla per me”.


Tu hai ricevuto dei riconoscimenti per il tuo lavoro. Che rapporto hai con questi o con i premi
in generale?

“Molta emozione, ogni volta è inaspettato perché è una tecnica poco conosciuta e quando si ottiene
un riconoscimento penso che, oltre alla soggettiva bellezza dell’opera, venga riconosciuto il lavoro
che c’è dietro un’opera di pirografia e questo mi emoziona sempre molto”.


Tu pirografi su pezzi di legno ben tagliati, levigati, di varie misure… come te li procuri?
“Sono sempre alla ricerca di pezzi di legno grezzo che poi taglio, levigo e preparo da sola nel mio
piccolissimo laboratorio di falegnameria (se così possiamo chiamarlo) dove, a seconda del lavoro
che devo produrre, scelgo, taglio, levigo il pezzo che mi sembra più idoneo”.


Parliamo di arte in generale. Dammi una definizione di artista.
“Sicuramente artista non sono io… artista è chi nel tempo ha dimostrato di avere talento, artista è chi
riesce sempre a stupire, artista è Picasso, artista è Dalla… io no, assolutamente non mi sento un
artista… bisogna essere cauti con la parola artista”.


Se non ti definisci artista come allora ti definisci?
“Bella domanda… sono una autodidatta che spinta dalla passione ha studiato, ha preso un pirografo
ed ha cominciato a lavorare cercando di mettere su legno le proprie idee… a riprodurre quello che
mi circondava. Non saprei come definire questo… studio? Artigianato? Diciamo che produco arte
senza essere artista”.


Dal 1 al 3 di Luglio hai questa tua personale a Francavilla Fontana. Oltre a Francavilla dove
si possono ammirare le tue opere?

“In questo momento sono presente in alcune collettive. Ad Ostuni in una mostra dell‘Associazione
Espressioni d’Arte, a Francavilla con l’Associazione LA Sfera, a Oria in una mostra/concorso dove
ho ricevuto una Menzione di merito”.


Per concludere… Un artista produce le proprie opere attingendo al proprio talento, alla
propria tecnica e al proprio cuore… secondo te in che percentuale?

“C’era una vecchia pubblicità che diceva il talento è nulla senza la potenza … parafrasando direi
che il talento e la tecnica sono nulla senza cuore quindi 90% cuore… tecnica e talento… fai tu”.

Grazie Antonella


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