IL PENSIERO MEDITERRANEO

Incontri di Culture sulle sponde del mediterraneo – Rivista Culturale online

“Falso movimento” un romanzo a puntate di Gianvito Pipitone (sedicesima puntata)

falso-movimento

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di Gianvito Pipitone

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Rientrò a Parigi con il primo TGV del pomeriggio. Prima che il treno entrasse in stazione a Montparnasse provo’ una sorta di imbarazzo nel sentirsi di nuovo felice nel suo elemento. Una cortina di nebbia era da poco scesa in città e il dolce sferragliare del convoglio sugli ultimi scambi sembrò consegnarlo rinato alla sua città. Dutroux era ormai morto. Mentre Cedric, ritrovatosi senza committente, trovo’ assurdo proseguire a Marsiglia quella sgangherata indagine che lo aveva messo di fronte a diversi e inaspettati pericoli. Il bilancio del suo tour al sud non poteva che essere negativo. E il grado di frustrazione che aveva ormai accumulato dall’inizio di quella indagine aveva colmato ogni misura. Non era però per mancanza di ulteriori stimoli sul caso che aveva deciso di lasciare la città. La sua indagine sarebbe potuta ripartire ancora da Parigi dove certamente aveva bisogno di riallineare una serie di fuori squadra che lo tenevano in pena. E magari dalla capitale avrebbe potuto schiarirsi le idee sulle traiettorie percorse da Eric.

Non era un mistero che a Marsiglia avesse trovato ancora più problemi di quanti se ne fosse portati appresso da Dijon. Alla Goulette aveva rischiato di rimanerci secco, nell’ostinato inseguimento di una pista suggerita da Yvonne. Ma invece di trovare risposte su Eric, sembrava aver incrociato una sorta di guerra fratricida interna alle diverse anime dell’ampia comunità musulmana in città. Cosi almeno recitavano gli ultimi notiziari in televisione. Lo stesso Hippo Bazan ne era convinto. Nei tempi morti, a bordo della Renault rosso fiammante, gli aveva raccontato di quando il vecchio Bousur, nel pieno delle sue forze e di tutte le sue facoltà, qualche anno prima, aveva mediato fra le varie frange estreme.

– L’imam Tariq Bousur non era certamente né uno stupido né un sognatore… Anche se negli ultimi tempi si era un po’ rincoglionito. Ma è stato solo grazie a lui se per anni gli arabi, una componente decisiva in questa città… hanno vissuto in pace … anche dopo gli attentati terroristici di Parigi e Nizza da parte dell’Isis …

Ma negli ultimi mesi qualcosa di potente sembrava essere accaduto sotto il cielo di Marsiglia. L’Isis non solo era dilagato fra i giovani musulmani di terza e quarta generazione, ma aveva attinto forze fresche al sostegno della Jihad anche fra i giovani occidentali. Queste nuove leve cresciute nel mito della guerra porta a porta all’infedele cristiano avevano finito per imbrigliare l’ala sunnita più moderata. Ad uno ad uno, gli esponenti moderati in città erano stati fatti fuori, con metodi truculenti e con azioni dall’alto valore dimostrativo. La Goulette non era altro che l’eliminazione dell’ennesimo scomodo nemico interno. La disamina di Hippo sembrava confermare quanto lo stesso Cedric aveva intuito per bocca del commissario Rivet la mattina precedentente.

Cercare Eric nel mezzo di quel ginepraio avrebbe significato, a questo punto, nutrire forti sospetti che lo stesso giovane potesse essere in qualche modo coinvolto nell’omicidio di Tariq Bousur. Ipotesi plausibile che Eric non escludeva a priori. E andando a ritroso, supporre anche che Eric e i suoi amici fossero stati attratti dentro alla banda da Pascal, cedendo a quella sorta di macabro fascino che alcune teste calde “bianche” parevano subire arruolandosi nell’esercito dei Foreign Fighters. La radicalizzazione delle cellule dormienti, come la chiamavano i giornali. Che era quanto da qualche anno ormai avveniva dappertutto, nei maggiori centri della Francia e di tutta Europa.

Ma se anche quella poteva davvero rivelarsi la giusta pista da seguire, appariva difficile ora, con il polverone che l’attentato aveva sollevato, pensare di poter scovare con facilità Eric. A questo punto sarebbe stato probabilmente più utile e sicuro ritornare a torchiare Jean e Brun da un lato, e indagare su quanta parte di Eric ci potesse essere nel clamoroso suicidio dell’architetto.

La stessa pista su El Chapo non gli sembrò più praticabile. Nonostante le promesse per bocca dei suoi scagnozzi di rifarsi vivo l’indomani mattina entro mezzogiorno, lo scaltro trafficante sembrava a sua volta non aver abboccato all’amo. L’idea di poterlo solo avvicinare con la scusa di un affare collegato al suo business, si era rivelata davvero pessima e la magra figura accampata da parte della premiata ditta Hippo & Cedric sembrava adesso rivelarsi in tutta la sua perentorietà. La sconfitta, in realtà, era arrivata nel momento stesso in cui El Chapo aveva requisito il suo documento. Il falso documento avrebbe fornito solo qualche ora di incertezza sulla sua identità. Alla prova concreta di un giro di telefonate, l’incertezza si sarebbe automaticamente dissipata. E il Chapo avrebbe capito che si trattava di una trappola o di un tentativo di raggiro.

Pertanto, non aveva più nulla da fare a Marsiglia, si era detto ormai a ridosso dell’ora di pranzo. A maggior ragione se a tenerlo d’occhio sembravano ormai in tanti. Anzi in troppi. Anche se ne ignorava i motivi, sentiva che con la morte di Dutroux, i due agenti segreti o sedicenti tali, avrebbero avuto forse meno motivazioni per tornare a minacciarlo. Una cosa era certa. Per niente al mondo avrebbe tenuto il cellulare che gli avevano consegnato né si sarebbe lontanamente sognato di guidare quell’auto che sorprendentemente gli avevano affidato.

Sul treno per Parigi aveva avuto modo di plasmare la sua interpretazione dei fatti. Sospettava che i due uomini fossero sulle calcagna di Dutroux. Ossia che, per qualche ragione legata all’inchiesta a carico dell’architetto, i servizi segreti stessero pedinando l’archistar. Che lo avessero seguito da Parigi nel loro percorso comune fino a Dijon. E che lo stalking si fosse sdoppiato quel giorno in cui Cedric aveva deciso di proseguire in solitaria per Marsiglia. Non solo. Dal momento che i due agenti avevano captato che a Marsiglia Cedric si era dato da fare per venire a contatto con il mondo della malavita e dello spaccio, prestando così il fianco alla sua ricattabilità, ecco che i due uomini avevano fatto scattare il loro piano parallelo.

E insomma, cos’altro erano se non quelle? le motivazioni di quelle strane parole: ti teniamo per le palle, lo stato siamo noi, torneremo a farci sentire…? E la consegna di cellulare, carta di credito e di auto altro non era che una brutale forma di arruolamento coatto alle loro dipendenze. Quale sarebbe stato il suo nuovo ruolo di agente ? Questo Cedric lo ignorava. Ma non era difficile immaginare che l’avrebbero utilizzato come una spia sui movimenti di Dutroux. Certo era impossibile dire con certezza se le cose fossero andate in quel modo. Ma in quel momento questo sembrava a Cedric essere l’unico motivo per giustificare l’irruzione dei servizi segreti nella sua vita, già abbastanza complicata di suo. E se fosse davvero andata così, con la morte di Dutroux, il suo ruolo di neo agente segreto sarebbe ora forse venuto meno. Almeno così si auguro’ di cuore a chiusura della lunga sinapsi.

Il Taxi che da Montparnasse lo portava a casa attraversò il Quartier Latin stranamente vuoto a quell’ora, per un sabato sera. Ad un certo punto Cedric avverti’ un gesto di disappunto del tassista. Ecco dov’erano finiti tutti. Il lungosenna sembrava in festa, nonostante facesse molto freddo. All’altezza di Le Castellet stava sfilando un rumoroso corteo che aveva bloccato completamente il traffico nell’una e nell’altra direzione. A bordo del taxi, vide sfilare a poco a poco degli operai in cassintegrazione che gridavano slogan di lotta politica, di appartenenza e di giustizia sociale. Tutti indossavano dei curiosi gilet gialli. E per un po’ si commiserò: com’era potuto diventare così insensibile alla classe sociale a cui apparteneva da ragazzo la propria famiglia? E che cos’era questo fastidio che sembrava affiorare ogni volta che qualcuno provava a buttarla in politica? Come poteva aver sviluppato questo cinismo nei confronti di tutto e di tutti?

Vista la ressa al centro, Cedric decise di scendere dal taxi e di proseguire a piedi. Costeggiò l’Arsenal e si infiltrò nel dedalo di viuzze del Marais. Cedric adorava il suo quartiere, così discreto, così familiare. Cosi ’tranquillo, forse anche troppo, abitato da squadriglie di tardone che in bici o a piedi o in velo amavano risalire come salmoni il corso di Rue de la Tourenne, la rue de Francs Bourgoeois o i portici di Place des Vosges fermandosi con fare curioso ad ogni bottega artigianale, atelier di moda o ad ogni officina di artisti, commentando da sole oppure anche richiamando l’attenzione di qualche sconosciuto passante sulla bellezza o sulla particolarità di quei lavori esposti in vetrina. Le sue adorabili vecchiette. Ora che lo attraversava nel silenzio e nella tranquillità della sera, come ovattato dalla nebbiolina che ne rendeva le viuzze ancora più intime, pensava che non c’era a Parigi un altro quartiere con cui avrebbe fatto a cambio.

La prima cosa che generalmente faceva appena tornato a casa era quella di ascoltare la segreteria telefonica. Sembrava strano ma quella sera trovo’ solamente due messaggi. Entrambi arrivavano dalla costa bretone. Il primo era di suo papà che gli ricordava di farsi vivo. Dal paesino di Finisterre, poteva quasi sentire il ruggito dell’oceano che si confondeva con il piglio deciso quasi autoritario di Monsieur Bovin/Lo Bue senior. Mentre il secondo messaggio proveniva da qualche sperduta villa presidenziale nei pressi di Concarneau. Il bip gli ricordo’ la data di rilascio. Martedì 5 dicembre, 2017 ore 9.03. La sua Annette gli dichiarava tutto il suo amore ma soprattutto gli confidava di avere una voglia matta di lui, e che alla bisogna si era trovata già un paio di volte a varcare le soglie della pudicizia, autoregolamentandosi di conseguenza. Quanto basta.

Dal contatore seleziono’ le chiamate perse e in corrispondenza di un numero sconosciuto lesse il numero 28. Strano che, a fronte di tutte quelle telefonate, Annette non avesse lasciato altri messaggi in segreteria per il resto della settimana. Strano che non gli avesse accennato di quelle telefonate minatorie … E lì cominciò a temere che Annette si trovasse davvero in pericolo.

La diciassettesima puntata sarà online il prossimo 7 marzo.


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