IL PENSIERO MEDITERRANEO

Incontri di Culture sulle sponde del mediterraneo – Rivista Culturale online

L’ipocrisia delle parole: frutto di un degrado etico di chi avrebbe dovuto dare il buon esempio ma ha preferito girare lo sguardo dall’altra parte

di Pompeo Maritati

Ipocrisia e falsità
Ipocrisia e falsità

La turbolenza politica alimentata dalla disastrosa crisi ucraina,  sta mettendo in ginocchio l’Italia,  producendo un ulteriore esaltazione dell’ipocrisia delle parole. Una ipocrisia frutto solo della stupidità dell’uomo, ovvero della sua incapacità di essere coerente,  perché poco professionale e oramai avvezzo a cambiare opinione ad ogni variazione del vento pur di tutelare gli interessi del proprio orticello non sempre coincidente con le vere esigenze del Paese.

Oggi il mondo,  si fonda sulle parole,  sulle frasi pronunciate, per la maggioranza delle volte  solo per protagonismo e,  peggio ancora,  senza nemmeno riflettere più di tanto su quello che si sta dicendo, rammento le ultime infelici affermazioni di Biden.  Il mondo delle parole ha oramai preso il sopravvento su quello dei fatti. Probabilmente perché dire due fesserie è molto più semplice che mettere in atto quello  di cui il mondo ha realmente bisogno.

Ma la cosa più irritante, abominevole, nauseante e vomitevole è l’ipocrisia istituzionale.  L’allineamento mentale delle idee verso un appiattimento fuori da ogni logica del paese reale.  E’ di moda parlare o meglio sparlare sulla violenza per poi con la mano destra alimentarla.

L’ipocrisia oramai viaggia sempre dolcemente accompagnata dalla falsità. La turbolenza bellica in Ucraina,  da oltre un mese occupa il palcoscenico mondiale costellata da immagini che non pensavamo appartenessero ancora alla storia del continente europeo. E anche qui, lasciatemi dire, intravedo una profonda ipocrisia alimentata dall’appiattimento mediatico manipolato dalle parti in gioco. Un sistema informativo mediatico che sta mettendo a dura prova la sua stessa credibilità. Il susseguirsi di immagini e di notizie contrastanti e a volte dubitative, ci sta portando al male peggiore, cioè  non credere più a nulla e diffidare di tutto. Anche di fronte a notizie vere, reali e concrete, il pubblico comincia a dubitare. La verità è stata deturpata da interessi che oramai da decenni stanno portando il mondo indietro nel tempo, nel Medioevo.

Un’ultima cosa, a proposito di ipocrisia. Di fronte alla tragedia ucraina l’Europa intera e non solo si è immediatamente mobilitata nel favorire corridoi e sostegni umanitari. Tralascio l’odiosa decisione di fornire armi. Solo che chiedo a quest’Europa: dov’era quando si bombardavano a tappeto le città siriane? Lì non c’erano donne e bambini che perivano sotto le bombe? E perché ancora i rifugiati di quella guerra sono ostacolati ad entrare nell’Europa, mentre per gli ucraini è stato steso il tappeto rosso? Ecco, qui entra in gioco non più l’ipocrisia delle parole, ma la manipolazione mediatica di chi ha interessi in gioco prevalenti alla vita di centinaia di migliaia di persone.

La pace potrebbe essere attuata subito, basterebbe girare l’angolo.

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