IL PENSIERO MEDITERRANEO

Incontri di Culture sulle sponde del mediterraneo – Rivista Culturale online

Stelle della lirica di grande longevità. Capitolo 4: GIULIETTA SIMIONATO 

Giulietta Simionato

di Emilio Spedicato

Per leggere il primo capitolo:
https://www.ilpensieromediterraneo.it/stelle-della-lirica-di-grande-longevita-capitolo-1-magda-olivero/

Per leggere il secondo capitolo:
https://www.ilpensieromediterraneo.it/stelle-della-lirica-di-grande-longevita-capitolo-2-arturo-toscanini/

Per leggere il terzo capitolo:
https://www.ilpensieromediterraneo.it/stelle-della-lirica-di-grande-longevita-capitolo-3-licia-albanese/

Inizio con un messaggio per email del Presidente dell’ Associazione per Joan Sutherland, persona vicina al grande soprano Joan Sutherland.

Dear Signor Spedicato,
Thank you for writing to Dame Joan. 
I found your subject to be very interesting and thoroughly enjoyed
reading your Tributes to the great Opera Stars.
Many are just names & voices to me as
I have not heard them sing LIVE but in 1984
I made my only visit to Opening Night at ARENA DI VERONA.
AIDA was thrilling on the stage
but almost more exciting was the entrance of Giulietta Simionato
just FIVE minutes before the opera was due to begin.
What a VISION she made as she walked down
the aisle watched by the audience of 20,000 . 
I had no idea who it was until some kind local people told me,
as I was seated high in the stands but will never forget
such an entrance & the great affection displayed by the audience.
I wish I could now give you good news about your request,
but Dame Joan is not enjoying good health these days
and unfortunately no longer gives interviews.
Kind Regards, 
DOUG CREMER/President

Con il messaggio di sopra,  comincio questa sezione dedicata a Giulietta Simionato, gloria della lirica italiana. Non ho potuto intervistarla direttamente, e alla sua intervista con Rasponi, che ho tradotto dall’ inglese, ho dovuto rinunciare per irrisolti problemi di copyright. Tuttavia quanto scrivo non nasce da libri o internet, ma in buona parte da contatti personali con lei e altre persone che le erano vicine.

Giulietta Simionato nei tempi in cui la lirica era ancora per me un territorio inesplorato, mi era nota almeno per il nome, non molto comune e sulla cui origine mi domandavo, vedendolo spesso nelle copertine di dischi in vendita. Il mio interesse per lei si accentuò quando partecipai alla Libreria Feltrinelli di Milano, vicino al Teatro Nazionale, ad un incontro in onore di Renata Tebaldi, che allora compiva 80 anni, ma che per motivi di salute non era presente. Erano distribuite copie del New York Times dove la Tebaldi era onorata da un articolo in prima pagina, e che lei aveva autografate. Presiedeva la riunione Andrea Scarduelli, fondatore della Fono Enterprise, società che mirava molto in alto in qualità, ma  che poi chiuse per la crisi della musica  classica.

Oltre a quelli della Tebaldi, era in vendita un CD dal titolo La mia prima Simionato. Lo acquistai e oltre ad apprezzarne il contenuto, incisioni degli anni quaranta, fui fulminato da alcune foto: di lei a novanta anni dove ne dimostrava una trentina di meno, e di lei forse trentenne, un viso di una incredibile bellezza, quasi angelico.

Ero agli inizi dei miei contatti con le stelle della lirica. Fallito il tentativo di convincere la Tebaldi a cantare una breve aria da poco ritrovata di Andrea Luchesi (il maestro di Beethoven per la cui riscoperta il professor Giorgio Taboga spese anni di lavoro), riuscii ad incontrare in breve tempo Magda Olivero, Carlo Bergonzi, Giacinto Prandelli, Antonietta Stella, Anita Cerquetti, Giuseppe Di Stefano anche se paralizzato…. incontri quindi ai vertici della lirica. E gli incontri si sono poi moltiplicati con il mio libro dedicato agli artisti che hanno amato Puccini.

Riuscii ad avere il numero di telefono di Giulietta Simionato.  Non avevo osato chiederlo a Magda Olivero, che spesso le telefonava, ma lo ebbi da Stefan Zucker, musicologo e venditore di CD di opera a New York.
Zucker  l’ aveva intervistata per un video ed associato libretto (interviste fatte anche alla Gavazzi, Barbieri, Pobbe, Gencer, Frazzoni, Olivero…). Zucker è lui stesso un tenore, e figlio di soprano. E quindi, persona del tutto a lei sconosciuta, io osai telefonare alla grande Giulietta, che ufficialmente aveva allora 98 anni.

Al telefono sentii una voce giovanile con accento veneto, curiosamente assai simile all’accento veronese di Annamaria Chailly, vedova del compositore Luciano e madre del direttore Riccardo, nonché di una figlia arpista e di un’altra nel mondo televisivo. Un po’ diffidente all’ inizio, Giulietta divenne amichevole quando le ricordai che Aureliano Pertile, da lei ben conosciuto, era amico di famiglia, e che un mio compagno , ora dermatologo, era stato il medico personale di Gina Cigna. Ricordi di personaggi di un secolo fa, ben chiari alla sua memoria. Le ricordai anche che il mio amico Luigi Cestari, allievo di Ettore Parmeggiani, aveva cantato con lei, su invito di Ettore, in duetti della Bohème. Aveva un ricordo vago di Cestari, ma disse che chiudendo gli occhi aveva chiarissima la visione di Ettore Parmeggiani.

Le ho telefonato una mezza dozzina di volte, sino a quando, pare dopo problemi insorti con chi la ospitava in una villa a sud di Roma, nel parco di Trigoria, il suo numero di telefono fu cambiato.  Ogni volta mi chiedeva chi ero, e subito mi ricordava. Passava un periodo di depressione e con piccoli problemi fisici. Una volta per un suo problema la misi in contatto con l’ amico medico che si occupava di Gina Cigna. Un’altra volta temeva  di perdere un dente, sarebbe stata la seconda volta dopo il primo perso quaranta anni prima. Poi mi disse che aveva cercato il dentista che allora  aveva a Milano,  ma che questi era passato a miglior vita e che il nuovo che contattò le disse di non preoccuparsi, poteva ritornare dopo quarant’anni… mi disse in un altro momento di depressione che la sua vita era finita con la morte di Cesare Frugoni, suo secondo marito e il più amato, grande clinico e medico di Mussolini e di Pio XII. E che passava le giornate in poltrona davanti ad un grande quadro di lui. Ricordiamo che terzo e ultimo marito fu il farmaceutico De Angelis.

Mi stavo interessando di Cloe Elmo, che la Olivero ricordava in particolare per il carattere allegro. Giulietta, sentendomi nominare Cloe Elmo, subito disse ma è morta da tanto tempo. Magda aveva affermato che Giulietta era fra tutte le colleghe quella cui si sentiva più vicina, per motivi non specificati. E Giulietta, parlando di quello che per lei era una decadimento della lirica di oggi, sia come regia che come cantanti che si bruciano subito, quando ricordai che Magda occasionalmente ancora cantava, in chiesa a Solda o nei master, disse: la Olivero non è una cantante, è la Signora della lirica.

Ora un breve cenno alla vita della Simionato.
E’ nata ufficialmente il 12 maggio 1910, quindi meno di due mesi dopo la Olivero, lei con la Cloe e Dermota uno dei quattro grandissimi artisti lirici del prodigioso 1910. Tuttavia, sia dalla Olivero che dalla signora Bergonzi seppi che, secondo voci, Giulietta avrebbe fatto correggere la propria data di nascita, operazione non impossibile per una donna il cui marito era Cesare Frugoni. Impossibile, mi disse Giorgio Gualerzi, enciclopedico musicologo, io ho visto la data sul suo passaporto. Ma se il cambiamento fosse avvenuto a livello di ufficio anagrafe, il passaporto riporterebbe la nuova data…. Allora chiesi a Paolo Donati, figlio di Maria Caniglia, se ne sapesse qualcosa, e lui rispose che sua madre gli aveva detto che la Simionato era più giovane di lei di un anno. Quindi nata nel 1906 e non nel 1910. Quindi il 12 maggio del 2010 avrebbe compiuto 104 anni. Sempre cinque di meno di quelli che il grande tenore Hughes Cuénod avrebbe compiuto il 6 giugno 2010….. ma la fine della vita le è giunta pochi giorni prima di quel compleanno.

Su come Giulietta, proveniente da Rovigo, si avviò nella carriera di cantante e di come nei primi anni a Milano visse in grande povertà, in una stanza priva di riscaldamento, rimandiamo alla biografia Giulietta Simionato, come Cenerentola divenne regina, di Hanine Roussel, Azzali, 1998. Per molti anni cantò come mezzosoprano nel coro della Scala, in particine di opera o come sostituta, alcuni dicono perché malvista dal partito fascista. Il suo lancio avvenne, stando a quanto mi ha raccontato Marco Erede (ma secondo il musicologo Vincenzo Ramon Bisogni le cose sarebbero un po’ diverse…), quando Toscanini, rientrato in Italia dopo la guerra, ne notò la voce fra quelle del coro. La chiamò, la mandò in fondo alla Scala e le disse di cantare da lì. Se l’avesse sentita, non avrebbe più cantato nel coro, ma come primadonna. Una cosa simile era avvenuta molti anni prima con Gina Cigna. E così Giulietta, quarantenne, età in cui molte altre stelle della lirica abbandonano, iniziò una strepitosa carriera a livello mondiale, che interruppe quando sposò Frugoni.  Precedentemente aveva avuto un orchestrale come marito e poi era stato per un certo tempo compagna del grande basso Pietri. Debuttò come primadonna nel 1947 in Mignon, e cantò poi in molte opere, del verismo, del primo ottocento ed anche del settecento (Cimarosa), grazie ad una voce molto estesa, dal timbro personale riconoscibilissimo. Di Puccini ha cantato in Suor Angelica, come Zia principessa, Puccini dando come ben noto poco spazio ai mezzosoprani. Aveva pare 117 opere nel repertorio, risultando quindi fra i pochi cantanti il cui repertorio ha superato le cento opere.

In una  lettera di Marinuzzi del 16 ottobre 1936 la Simionato appare una volta nel cast della Lucrezia, come doppio del ruolo di Servia; cantavano fra gli altri la Stignani, la Caniglia, Parmeggiani; altri doppi di eccelsa qualità erano la Elmo, Carbone e Tagliabue!

Nel libro Le grandi voci di Celletti la Simionato è giudicata, citando non verbatim:

non in possesso di voce di grande volume,
e con inflessioni e tonalità a volte da soprano.
E’ specializzata in modo unico nel repertorio di agilità,
dotata di tecnica impeccabile ed emissione controllatissima,
che le hanno consentito di conservare nel corso degli anni
la limpidezza dello smalto e la pienezza del timbro.
La sua prova più bella nella Anna Bolena del 1957,
dove gareggiò pari pari per sicurezza,
slancio e virtuosismo con Maria Callas.
Notevole la sensibilità liricheggiante e l’ abbandono elegiaco.
Pregevole la sua grazia scenica derivante,
ad onta della modesta statura,
dalla figura elegante ed armoniosa.

Scopro che un compagno di liceo, Antonio del Mare, aveva conosciuto la Simionato durante alcune sue vacanze. Prendo dalla sua email del 5-4-2010:

Conobbi la Simionato col marito, un noto farmaceutico milanese,
a Riscone/Reischach (Brunico/Bruneck)
dove passava le vacanze estive all’Hotel Royal.
In quei primi anni ’90 avevo, nello stesso hotel, vicino di tavolo,
il governatore della Banca d’Italia, Carlo Azeglio Ciampi
con la moglie Franca.
Spesso Ciampi era convocato a Merano – Hotel Palace – da Andreotti.
Valentina Cortese, da Cortina, veniva a trovare la Simionato.
C’era poi…

Dopo avere scritto le righe di sopra, lunedì 3 maggio 2010 mi incontro a Segrate con Luigi Cestari per la correzione del testo su Parmeggiani. Ricorda che la Simionato aveva debuttato con Parmeggiani e che su invito di questi lui Cestari aveva cantato con lei i duetti dell’ ultimo atto della Bohème. E lei lo aveva complimentato, lasciandogli il più bel ricordo della sua breve carriera di cantante.

Due giorni dopo sono a Roma per varie interviste, fra cui quella con Antonietta Stella. Lei non sapeva che Giulietta viveva a Roma, la pensava ancora a Milano e ne parliamo per un po’. Nei giorni precedenti avevo avuto il numero del tenore De Nardis, giovane trentenne, che si occupava della Simionato, ma non ero riuscito mai a contattarlo….

La sera torno a Milano con il treno ed il giorno il giovane soprano amica mia Anna Maria Cappa mi telefona rattristata dicendomi che Giulietta era morta proprio il giorno in cui ne parlavo con Antonietta Stella…. una settimana prima di compiere ufficialmente i cento anni…. Anna Maria aveva incontrato alcuni anni prima e parlato a lungo con Giulietta.

Con un giro di telefonate trovo che quasi tutti sanno della scomparsa, ma ci sono delle eccezioni. Giornali e televisione hanno dato poco rilievo a questa gloria della lirica italiana e mondiale. Ma un breve e significativo articolo appare sulla rivista Chi, la più venduta (circa un milione di copie) e letta (circa tre milioni di lettori) in Italia; rivista i cui articoli sono generalmente di gossip, ma che dedica un piccolo spazio a persone e problemi significativi. Dall’ articolo di Metello Venè, del 17-5-2010, riportiamo alcuni fatti:

–    Giulietta è morta alle 5.20 del 5 maggio, lucida e vitale sino all’ ultimo

–    continuava a rispondere alle interviste facendosi mandare le domande per iscritto
(se lo avessi saputo!!!)

–    si era fatta due regali: un pasticcino in più, essendo molto amante dei dolci, e un cellulare in meno, avendo chiuso il telefonino in un cassetto, stanca di essere sempre cercata, non avere mai un momento di pace (ecco perché quando anche io telefonavo, era sempre a vuoto… ma Francesca Siciliani le aveva parlato un anno prima, aveva quindi accesso ad un altro telefono)

–    si sentiva felice, rinata anche fisicamente, grazie anche alla sua dieta spartana (e tale posso dire era la dieta di Magda Olivero) e di un continuo esercizio fisico

–    ricorda che il nonno era sardo di Bortigiadas e la portava a fare lunghi giri nelle campagne dove ascoltava i canti dei pastori, intonati come delle nenie, a bocca chiusa, primo elemento della sua educazione musicale. A Rovigo i compagni la prendevano in giro perché continuava a cantare come i pastori. Una suora di nome Giulia notò che era molto intonata e la indirizzò verso il canto

–    vinse il concorso di Bel Canto a Firenze nel 1934 (due anni dopo il debutto della Olivero…) e fu assunta nel 1935 alla Scala, ma per il coro e piccole parti. Debuttò nella Mignon nel 1947 sostituendo Gianna Pederzini che si era ammalata, ed ottenendo un trionfo

–    l’anno seguente Toscanini la chiamò per una audizione a casa sua a Milano, in via Durini, volendola per il Nerone di Boito. Era emozionatissima, pensando di essere alla presenza di colui che aveva suonato con Verdi ed era stato amico di Puccini. Quasi non riusciva a cantare e respirare, Toscanini la tranquillizzò, e lei riuscì a cantare con piena immedesimazione nella parte, sino a trovarsi in ginocchio accanto ad una finestra. Quando si rialzò, Toscanini era di spalle. Si girò lentamente e vide che aveva gli occhi lucidi: così l’avrebbe voluta sentire Arrigo Boito. Grazie.

–    Maria Callas? Guardi che mi commuovo, anche a cent’anni ci si commuove… eravamo due grandi amiche….Maria era la musica per antonomasia, eppure ogni tanto mi chiedeva consigli, anche sull’ impostazione della voce….ricordo il nostro ultimo incontro qui a Roma, al Grand Hotel, poco prima che lei mancasse… solo la fede e la preghiera mi hanno aiutata a superare il dolore per la sua scomparsa

–    sono sempre stata molto religiosa, fin da piccola…credo che la fede sia uno straordinario aiuto per andare avanti… e qui aggiungo di avere avuto l’impressione, nell’entrare nel mondo dei cantanti, che la religiosità sia quasi sempre presente, in un modo più forte probabilmente che presso persone dedite ad altre attività

–    trova i giovani di oggi più preparati di quelli di una volta, ma avviati lungo percorsi sbagliati, trascurandosi le basi per arrivare subito alla cima. Dice di avere ancora intatto l’ intuito musicale, ascolta spesso opere dove canta lei o altri, e canta lei stessa, senza mai sbagliare un attacco

Giulietta, sono felice di avere sentito la tua voce gentile e con l’ accento veneto, triste di non avere baciato la tua mano di Signora della Lirica, in  ginocchio, come fece Rasponi con la Ursuleac, o la Carosio con la Bellincioni….

La foto che segue proviene da Renzo Allegri. Giulietta appare alla sinistra, con il suo splendido sorriso, Allegri è alla destra.

Renzo Allegri e Giulietta Simionato

Nella successiva foto, di repertorio, la Simionato sta con Visconti.

Simionato e Visconti

Infine, la terza foto viene da Luigi Cestari, che duettò con la Simionato oltre trent’anni prima della giornata in onore di Giulietta organizzata dagli amici della Casa Verdi di Milano.

omaggio a Giulietta Simionato - casa Verdi di Milano 1990

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