IL PENSIERO MEDITERRANEO

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21 dicembre: Dies Natalis Solis Invicti e l’origine del Natale.

Oggi parliamo del Dies Natalis Solis Invicti e della sua relazione con il Natale.

21 dicembre: Dies Natalis Solis Invicti e l’origine del Natale.
Greek God Helios Riding in Chariot — Image by © Bettmann/CORBIS

Nella tradizione cristiana, Maria partorisce Gesù in una fredda notte di dicembre.
Nulla di più sbagliato.
Secondo alcune fonti infatti, il Bambino sarebbe nato in una stagione un po’ più calda. A testimonianza di tali tesi, i Vangeli stessi, i quali affermano che il lieto evento sia avvenuto quando “…c’erano pastori nella stessa regione, che stavano in campo aperto e vegliavano di notte sul loro gregge” (Lc 2,8). Per un popolo pagano, sembrerebbe infatti assai strano, portare a pascolare le greggi in pieno inverno.
Ma veniamo a noi.
Se secondo il culto cristiano Maria e Gesù portarono la luce e la vita lì, dove le tenebre e la morte dilaniavano, sappiate che questa celebrazione non nacque con loro.
Sin dall’antichità infatti, ogni popolazione che abitava la terra, aveva introdotto nel proprio culto rituali che scacciavano la disperazione la paura per infondere nei cuori la speranza di una vita oltre la morte. Erano i rituali stagionali che segnavano il periodo del solstizio invernale.

Il rapporto con il solstizio invernale

Lo stesso termine “solstizio” significa “ il momento in cui il sole rimane fermo”. Astronomicamente parlando, il solstizio d’inverno e il punto nella rivoluzione che la terra compie intorno al sole nell’arco di un anno in cui, a causa della particolare inclinazione dell’asse terrestre, l’emisfero settentrionale si trova il più lontano possibile dal sole. E quest’ultimo mentre percorre la distanza tra un orizzonte e l’altro è molto basso e i deboli raggi che raggiungono la terra in quel periodo la colpiscono solo obliquamente, senza scaldarla. Ecco perché il giorno del solstizio invernale è il più corto dell’anno.
Per la maggior parte dei popoli antichi il sole era un Dio dispensatore di luce, calore e vita che durante l’inverno lottava contro l’oscurità riuscendo piano piano a sconfiggerla fino a giungere al trionfo dei mesi estivi, quando prorompente, tornava risplendere alto nel cielo. Ovviamente, entrando nella mente degli uomini che popolavano la terra in antichità, comprendiamo che le loro azioni erano strettamente legate al resto dell’universo e che quindi, il sole poteva anche non rinascere.

21 dicembre: Dies Natalis Solis Invicti e l’origine del Natale.

I culti pagani

Questi popoli per celebrare il sole, organizzavano feste grandiose, adornavano se stessi e le loro case con agrifoglio, edera, vischio e altri sempreverdi, facevano sacrifici per i morti, gli dei, soprattutto per il dio solare.
L’oscurità non era temuta solo per la mancanza della luce che donava la vita, ma per gli esseri malvagi che in questo frangente dell’anno avevano la possibilità di imporre il loro dominio. Ed ecco che, per contrastarli, il fuoco ebbe una vitale importanza divenendo il centro di tutte le feste invernali. Grandi falò splendevano, ad esempio, sulle rigogliose colline di Irlanda e di Scozia o sulle montagne francesi e tedesche. Nel Mediterraneo, il fuoco bruciava sottoforma di candele, ad esempio i Romani, diedero origine ai Brumalia che successivamente divennero noti come Saturnalia. Le date e le tipologie di cerimonie invernali per le altre popolazioni variavano da luogo a luogo. Tra questi, i Celti, il cui inverno iniziava a Samhain, tra il 31 ottobre e l’1 novembre.

L’arrivo del Cristianesimo

Tutti questi riti pagani furono alla fine raccolti e trasformati in celebrazioni cristiane, ma non persero mai le loro origini, le quali nel nuovo culto rimasero nelle candele, nei ceppi (tronchetto di Natale e ciocchi roventi nel camino), nei banchetti, nei cibi che venivano consumate, nelle decorazioni floreali, nello scambio dei regali, e nelle parole delle canzoni che ancora oggi risuonano in questo periodo dell’anno. Il sole bambino, figlio di Dio, era capace con la sua purezza e la sua rettitudine di liberare la terra dalle tenebre assicurando a tutti la vita eterna. Ecco che il cristianesimo nella figura di Cristo infante, vede il legame insabbiato tra i vecchi culti pagani e il suo stesso culto.