IL PENSIERO MEDITERRANEO

Incontri di Culture sulle sponde del mediterraneo – Rivista Culturale online

Al Tribunale di Bari riprendono con solerzia le procedure di sgombero delle abitazioni private per vendite giudiziarie.

di Paolo Rausa.

Il caso Felice Basile di Altamura

Fissato al 5 luglio prossimo l’accesso forzoso alla sua abitazione

Di questa vicenda abbiamo già parlato a lungo. E’ stata perfino organizzata una manifestazione di solidarietà da parte di diverse associazioni sociali e culturali sotto la sua casa il 22 gennaio 2020 per impedire lo sgombero.

Manifestazione di solidarietà davanti alla casa di Felice basile per impedirne lo sgombero

Egli stesso, Felice Basile, è diventato autore e scrittore della sua vita in un libro dal titolo evocativo L’Italia al contrario per i tipi di Albatros, Roma, presentato in diversi luoghi della città e a Bari.

Chi legge potrebbe legittimamente chiedersi: “Ma insomma voi difendete un esecutato (brutta parola per dire uno a cui gli è stata venduta la casa per via giudiziaria) e non vi preoccupate del povero cristo che l’ha comprata e che ora è a sua volta privo della abitazione principale?”

E’ proprio questo il punto! Quel povero cristo è il funzionario di una banca locale, la stessa che ha emesso istanza di sequestro dei beni per debiti contratti da Felice Basile e non ha accettato, la banca, di dilazionare il debito come sarebbe stato lecito e auspicabile avvenisse. E allora capite che c’è del marcio in Danimarca, fin dall’inizio della procedura di spoliazione da parte di un Organo dello Stato, il Tribunale di Bari?

Felice Basile passa in rassegna tutte le irregolarità che sono state commesse per giungere a svendere la sua unica abitazione, frutto di una vita di lavoro e vittima della crisi economica che ha falcidiato nel decennio scorso le vite di molti imprenditori.

Quindi non si tratta di uno sfratto per finita locazione ma di un accesso forzoso perpetrato a fronte di una serie di illiceità conclamate, soggette a procedimenti giudiziari non ancora conclusi che hanno coinvolto la delegata alla vendita.

Ma l’aspetto più inquietante è il fatto che tutto l’andamento del procedimento giudiziario di vendita all’asta della sua casa, le procedure non rispettate sono state ogni volta comunicate a tutti e dico tutti. Intendendo il Presidente del C.S.M. dott. Sergio Mattarella; il  Ministro della Giustizia dell’epoca e attuale, il Prefetto di Bari, il Presidente di Corte di Appello, il   Procuratore Generale presso la Corte di Appello e il Procuratore della Repubblica.

Tutto denunciato, per filo e per segno, anche al Parlamento e al Governo.

Da chi dovrebbe ottenere Giustizia, un cittadino che denuncia fatti e circostanze passibili di procedimenti e inchieste?

Ma nessuno ha mai risposto salvo il CSM che ha ritenuto non soggetti a provvedimenti disciplinari i fatti contestati da Felice Basile.

Di fronte a tanta indifferenza delle Pubbliche Istituzioni Felice Basile si dichiara ancora cittadino fiducioso nella Giustizia e “Dato che non mi sono mai sottratto alle mie responsabilità, – aggiunge – non solo non mi vergogno, ma non mi arrendo alle misere prevaricazioni subìte e rivendico con forza il mio sacrosanto diritto di chiedere giustizia a chi ha il dovere di garantirla e di continuare, malgrado tutto, ad avere fiducia in essa”.

Non è esemplare questo senso del dovere civico, questa passione nel difendere lo Stato di Diritto contro il sopruso, nel rivendicare la dignità di un uomo nudo di fronte alla legge, eppure vestito della consapevolezza di Uomo? Ne sapranno tenere conto questa volta le Istituzioni e i Supremi Organi dello Stato?

E’ quello che ci auguriamo, per il suo bene e per il bene di tutti, nel respingere questo ennesimo attentato alla sicurezza e alla integrità della persona nel garantire la tutela dei suoi diritti costituzionali e il possesso dei suoi beni!

San Giuliano Milanese, 17/06/2021

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