IL PENSIERO MEDITERRANEO

Incontri di Culture sulle sponde del mediterraneo – Rivista Culturale online

Gli ulivi di Silvana Bissoli

di Paolo Vincenti

Non è certo la prima né sarà l’ultima, in questa terra di confine, ad essere catturata dalla bellezza del paesaggio del Salento e a volerne fare poesia. Silvana Bissoli ha vissuto sulla propria pelle, al pari di tanti forestieri incantati da questa nostra terra iapigia, messapica, greca, salentina, quel dolce incantesimo simile al richiamo di sirena che esercitano i millenari ulivi, il mare e il cielo, e che si traduce in qualcosa di simile al mal d’africa e che è stato definito “salentitudine”.

Ulivo salentino
Ulivo di Silvana Bissoli (Foto di Alex Loreti)

Non è la prima artista, Silvana Bissoli, ad essersi innamorata delle strette carrarecce, dei muretti a secco e dell’architettura mediterranea di questa terra di mezzo, delle torri colombaie e dei campanili svettanti, dei menhir, dei dolmen, dei mascheroni apotropaici che occhieggiano da portali bugnati o da archi e mensole dei palazzi nobiliari, fino ad esserne affatturata proprio come da un sortilegio di strega.

Ed esserne tanto ammaliata che, quando proprio sia costretta a ritornare a casa, dove famiglia e lavoro la richiamano, non vede l’ora di tornare, qui al sud del sud, perché troppo forte lo struggimento del nòstos, il “mal di Salento” di cui si diceva. Ha preso ad oggetto delle proprie realizzazioni gli ulivi, le antiche sentinelle del nostro paesaggio, quegli alberi che più di tutti gli altri connotano le campagne salentine fino a diventare emblema, simbolo della nostra millenaria cultura.

Rappresentazione di ulivi
Ulivi di Silvana Bissoli (Foto dal web iltitolo)

Quell’ulivo che la mitologia vuole sia stato inventato dalla Dea Athena come dono per il suo popolo, in una contesa con il Dio Nettuno, il quale invece donò il cavallo. Leggenda dice che l’ulivo venne ritenuto dono più utile dalla città di Atene che, in segno di gratitudine, prese il proprio toponimo dalla dea. E dall’antica Grecia, l’ulivo si estendeva fino a diventare coltura principale di tutta la cosiddetta Magna Grecia, caratterizzandone il paesaggio.  

“Ho cercato tra gli ulivi di Puglia l’essenza di quella terra. Ho incontrato antiche radici tramutate in folletti, che hanno narrato per me storie incantate”, scrive Silvana Bissoli in uno dei tanti cartelli didascalici che accompagnano le sue opere, con una prosa lievemente lirica che sgorga dall’animo sensibile di questa pittrice. Artista originalissima, originaria di Verona, vive a Imola, dove opera nel suo laboratorio “L’ulivo e la Luna”, ma negli ultimi anni ha tenuto molte mostre nel Salento.

L’ultima, in corso d’opera, è quella che si tiene in questo mese di maggio presso la Galleria d’Arte “Stomeo”, a Martano, dove le sue opere, ospitate dalla bravissima promotrice culturale Gianna Stomeo, sono state tenute a battesimo, la sera dell’inaugurazione, dalla critica d’arte Pompea Vergaro, dell’Officina delle Parole, che nella brochure di presentazione della mostra, scrive: «La sua ricerca artistica è continua, e si traduce in opere ricche di forza espressiva: generosi e millenari ulivi, in sequenze, come tappe della propria esistenza e della realtà umana: la gioia e il dolore, la sottomissione, l’amore, l’abbandono, la tenacia, perché l’artista torna spesso nel Salento, passeggia lungo i filari di ulivi, li fotografa, sosta accanto ai poderosi e rassicuranti tronchi, accolta dalle folte chiome, ne coglie i respiri, le essenze e le assenze, la forza e la lotta quotidiana per la sopravvivenza, incontra anche, tra le vie dei piccoli borghi, i volti dignitosi che raccontano, nei propri segni, i solchi di questa terra.

Gli ulivi sui supporti si impongono per prepotenza visiva, appaiono come un attracco alla realtà, anche se la natura per Silvana Bissoli non è una rappresentazione, ma una forza, un linguaggio che parla all’anima, nascendo dall’urgenza di una sua intima necessità. Perchè non sempre quello che vediamo in un primo momento è quello che è davanti ai nostri occhi, perchè “L’Arte è una menzogna che fa comprendere la verità”, come asseriva Picasso. Nella sua ricerca, l’artista scava nelle forme e nei segni, ed ecco, come in un gioco di bambini, intravediamo tra il fogliame di un rugoso ulivo, una luna che sbuca o un passerottino, o una altalena che delicatamente dondola da un robusto ramo, accorata nostalgia di una infanzia ormai lontana o una panchina, poco più in là, che l’attende…»[1].“Dalle Radici al Sole… passando dalla Luna”: questo il titolo della personale di cui trattiamo. Sono immagini molto evocative, sognanti, quelle che l’artista ci consegna in questa sua esposizione fra ulivi ricurvi e contorti, alcuni più giovani e flessibili, altri più vecchi e maestosi, incisi con la tecnica della pirografia.

Fotografia a colori volto di donna di mezza età sorridente con capelli biondi e lunghi
Silvana Bissoli (Foto dal web igigantidipuglia)

Attraverso questo procedimento, la Bissoli incide a fuoco i suoi ulivi sullo stesso legno d’ulivo, creando così interessanti effetti cromatici.  “Saggezza antica”, “passione”, “empatia”, “rifugio”, “preghiera”: tutti questi sentimenti evocano nell’artista i nostri alberi, e ancora “impegno d’amore”, “intima fusione”, “vite parallele”, “desiderio di vivere”, “il passato e il presente”, “la danza della vita”, “sogno d’amore”, ecc. Questi ulivi tormentati, intrecciati in un abbraccio spasmodico di vita, anelli di una catena ininterrotta di bìos e thànatos, avvinghiati alla terra con le loro radici eppure anelanti al cielo, abbarbicati alla speranza di sopravvivere a se stessi, fermi immobili nel perenne scorrere delle cose eppure in continua mutazione, sempre uguali a se stessi pure rinnovandosi e trasformandosi  nell’alternarsi delle stagioni, concreti come la nostra realtà salentina “riarsa e terragna”, eppure eterei come la sostanza dei sogni, questi guardiani del tempo che passa, rappresentano il “centro del discorso” per la Bisssoli, la materia che alimenta la sua arte, la linfa vitale dei suoi sistemi.

Un dialogo ininterrotto, iniziato da quando per la prima volta mise piede in terra salentina e nutrito da allora con continue ricerche sul campo, in diurna e in notturna, per ascoltare il caldo del sole e la voce della luna che di notte accarezza la natura che si rigenera. Una indagine sul campo, per capire, insomma, la vera essenza della nostra terra, prima di farne oggetto della propria produzione artistica e dei versi cesellati nei propri scritti creativi. L’arte, per la Bissoli, è “espressione di ideali profondi, messaggio di fratellanza, speranza riposta ai piedi di un saggio arbusto affinché l’uomo recuperi l’essenza di una natura più nobile e altruista”, e poi molto, molto altro ancora. Non resta che recarci a Martano, per ammirare dal vivo le sue opere pirografiche, per questo lungo viaggio fra gli ulivi, che ci offre Silvana Bissoli.

PAOLO VINCENTI

Pubblicato in “Il Paese Nuovo”, 2 giugno 2011e poi in “Il Galatino”, 31 ottobre 2014


[1] Pompea Vergaro, Quando il fuoco si fa Arte: l’enigma degli ulivi di Puglia in Silvana Bissoli, in Galleria D’Arte Stomeo, Silvana Bissoli,“Dalle Radici al Sole… passando dalla Luna”, cartoncino della mostra.

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