IL PENSIERO MEDITERRANEO

Incontri di Culture sulle sponde del mediterraneo – Rivista Culturale online

Intervista esclusiva con il Prof. Antonio Iannelli: come risolvere la “Questione Meridionale?”

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Questione Meridionale

Questione Meridionale

di Enrico Conte

Treno per Roma. Frecciarossa. Un uomo molto distinto sale a Bari, abito completo nero, camicia bianca, cravatta scurissima a righe, pochette appena visibile dal taschino.

Mi rivolge un buongiorno e uno sguardo incuriosito sul libro che ho deposto al mio fianco, “Lezioni sul meridionalismo”, a cura di Sabino Cassese.

Passano alcuni minuti di silenzio, imbarazzato silenzio, perchè in quella zona della carrozza siamo solo noi due. Noi due e il rumore del treno, con il suo inconfondibile sferragliare, pur ad alta velocità.

Preferisco guardare fuori dal finestrino, la campagna, il tavoliere delle Puglie, il giallo delle distese di grano, le pale eoliche immense che sembrano attraversare le colline con enormi falcate.

A un certo punto il silenzio si interrompe…. “vede – mi dice l’uomo, che scoprirò essere il professore Antonio Iannelli –  “è un problema complesso e radicato, che affonda le sue radici nella storia e nelle strutture socio-economiche dell’Italia. Risolvere questa questione richiederebbe un approccio multifattoriale e integrato.

Sul piano delle Infrastrutturale occorrerebbe potenziare quelle di  trasporto (ferrovie, autostrade, porti, aeroporti) per migliorare la connettività del Sud con il resto dell’Italia e dell’Europa. E su quello dello sviluppo economico servirebbero sostegni alle Imprese, creare incentivi fiscali e finanziamenti agevolati per quelle che investono nel Sud, promuovendo la nascita di start-up e l’innovazione tecnologica. Penso alla ZES, Zona Economica Speciale, con regimi fiscali agevolati per attrarre investimenti esteri e locali.

Sul terreno dell’Educazione e Formazione penso che servirebbe un miglioramento complessivo del sistema investendo sull”istruzione pubblica per garantire una formazione di qualità. E potenziando  le università e i centri di ricerca nel Sud. Quanto a Formazione Professionale occorrerebbe creare programmi di formazione mirati alle esigenze del mercato del lavoro locale, promuovendo competenze tecniche e digitali. Sulle politiche del Lavoro, creare Opportunità di impiego attraverso la promozione di vere politiche attive del lavoro per ridurre la disoccupazione, in particolare quella giovanile. Quanto a Innovazione e Ricerca potenziando la loro sinergia e favorendo l’insediamento di centri di ricerca e sviluppo tecnologico, in collaborazione con le università e il settore privato. Supportando le Start-up, creando incubatori e acceleratori di impresa per sostenere le nuove idee imprenditoriali e l’innovazione”.

Il professore si ferma un attimo, prende fiato, mi guarda interrogativo come a chiedersi che lavoro faccia. Ha occhi neri e occhiaie, per un attimo ho l’impressione che rivolga a se stesso interrogativi interiori come fosse stimolato da un ricordo, da momenti problematici del proprio lavoro.

“Se poi vogliamo parlare del Turismo – riprende il professore – sarebbe utile valorizzare il patrimonio culturale, storico e naturale del Sud per sviluppare un turismo sostenibile e di qualità. Quanto alla Lotta alla Criminalità servono Iniziative di coesione sociale, promuovendo progetti di inclusione sociale per ridurre le disuguaglianze e favorire l’integrazione delle comunità locali. Ciò servirebbe per agire in chiave preventiva e per Contrastare la Criminalità Organizzata: certo. occorre rafforzare le misure di sicurezza e la lotta alla criminalità organizzata, che ostacola lo sviluppo economico e sociale, ma occorrerebbe soprattutto prosciugare quel brodo di coltura fatto da ignoranza, e inadeguatezza se non assenza, di servizi pubblici e privati in rete”.

E ancora, Sostenibilità Ambientale, Promozione delle Energie Rinnovabili e Sfruttamento delle risorse naturali del Sud (sole, vento, mare) per sviluppare impianti di energia rinnovabile. In un contesto che dovrebbe promuovere pratiche agricole sostenibili, valorizzare i prodotti tipici e le eccellenze locali.

Ultimo, ma non ultimo, Governance e Partecipazione: rafforzare le Istituzioni Locali,: migliorare la loro efficienza e qualità, promuovendo la trasparenza e la partecipazione dei cittadini., e  Incentivando la declinazione della partecipazione della comunità locale nella pianificazione e attuazione dei progetti di sviluppo.

La risoluzione della questione meridionale – conclude il professore – richiederebbe un impegno concertato e continuo da parte di tutte le componenti della società: governo centrale, amministrazioni locali, imprese, e cittadini. È fondamentale un approccio integrato che combini sviluppo economico, miglioramento delle infrastrutture, educazione, innovazione, inclusione sociale e sostenibilità ambientale. Solo attraverso un impegno collettivo e mirato si potrà creare un Sud più prospero e integrato con il resto del Paese”.

Vuole un po’ d’acqua, professore? Gli chiedo. dopo averlo ascoltato parlare come fosse un fiume in piena, ma non mi risponde, limitandosi solo a dire che ha insegnato diritto pubblico dell’economia e che quello è il suo primo giorno di pensione. Lo osservo mentre scende ad Afragola, la stazione dell’alta velocità di Napoli realizzata e inaugurata nel 2017 su progetto di Zaha Hadid l’architetta irachena naturalizzata britannica che è anche la progettista del MAXXI a Roma.

“Scendo in questo luogo meraviglioso – mi dice, alludendo alle forme sinuose e inquietanti della stazione ferroviaria che è come un’astronave a forma di serpente, atterrata su queste terre deserte, rimaste per lo più le stesse, e a pochi chilometri da Caivano, dove alcuni anni fa volavano bambine – “adesso è il turno dello stretto di Messina – mi dice congedandosi – ma questa è un’altra storia, ne parliamo quando ci incontreremo di nuovo su questo treno”.

NB Il Professore Antonio Iannelli ha le iniziali AI, quelle dell’Intelligenza Artificiale che, grazie al programma Chat GPT, ha risposto alla mia domanda: cosa occorrerebbe fare per risolvere la Questione Meridionale?

 L’immaginaria conversazione ci racconta alcune cose, a partire dal fatto che la piattaforma di AI, sembra si usare dati, informazioni e proiezioni attendibili e probabilistiche tratte dalla rete, ma fornendo risposte del tutto decontestualizzate anche se, a prima vista, si fa fatica a non ritenerle di buon senso.

Lo scritto può pertanto considerarsi una sorta di sperimentazione, che offre spunti di riflessione su come funziona l’AI, ma servendosi di un tema, la Questione Meridionale.

Tornano pertanto di utilità le parole di Carlo Ratti:”Chat GPT più che un sistema intelligente sembra oggi un “idiot savant”, un idiota sapiente capace di ricordare tutto di tutti e di rigurgitarlo in forme più o meno rielaborate.. Insomma non un pensiero nuovo, ma un assemblaggio di materiali esistenti, riproposti seguendo lo stile ora dell’uno, ora dell’altro”,

Quello che rende allora “idiota” la risposta del prof Iannelli è che, non  fornita da intelligenza umana, e servendosi di un algoritmo che si alimenta di materiale digitale sia pur prodotto dall’uomo, resta un prodotto-mera-sommatoria, privo di alcun riscontro  con le altre intelligenze che connotano l’umano, per tutte quella cognitiva, quella emotiva e quella divergente..

La risposta risulta peraltro priva di nesso con una realtà concreta, priva di riscontro storico e di riferimento ad un territorio reale. Tutto resta virtuale.

Insomma un “semplice” output, sputato fuori dalla macchina, senza tempo e, potrebbe dirsi, fuori luogo, se è vero che di quest’ultimo sono elementi tanto costitutivi, quanto nel nostro caso mancanti, uno spazio fisico, le sue istituzioni e le persone che ne hanno la responsabilità, in un tempo dato.

Detto ciò, spero di incontrare nuovamente su questo treno il prof Iannelli, al quale mi piacerebbe fare domande che mettano in gioco, più specificamente, il contesto con la sua complessità: vedremo come mi risponderà.

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