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Strada statale Bradanico Salentina: tra assuefazione e interrogativi per il Presidente della Regione Puglia Emiliano

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L'immagine è un collage tratto dalla rete (di Lola Duprè)

di Enrico Conte

Sul tema dei divari territoriali, tra Nord e Sud del Paese, di genere, generazionali e concernenti le infrastrutture, il dibattito è talmente risalente da accompagnare, fin dall’inizio, i primi anni dell’Unità di Italia.

La materia, come noto, è ricca di contributi storici e critici raccolti sotto la denominazione di “questione meridionale”.

Nel secondo dopoguerra un deciso cambio di passo lo si deve alla Cassa per il Mezzogiorno che, nei suoi primi venti anni di attività realizzò, indiscutibilmente, importanti infrastrutture civili, per tutte il completamento dell’Acquedotto pugliese, le bonifiche.

Con la creazione delle regioni ordinarie negli anni ’70 le cose iniziarono a peggiorare per il sovrapporsi allo Stato delle competenze legislative e amministrative regionali, Enti costituiti con personale raccogliticcio proveniente da entità soppresse, e  privo delle nuove competenze richieste, e con un ceto politico portato a misurare ogni cosa col criterio del ritorno elettorale, circostanza questa che ha finito per trasformare le regioni in una macchina di clientele.

Abolita la Cassa per il Mezzogiorno negli anni ’90, dopo essere stata lasciata in sonno negli ultimi trent’anni, la questione meridionale è stata ripresa dal PNRR nel 2021, con la destinazione al Sud del 40% dei suoi fondi, per progetti che dovrebbero contribuire  ad attenuare i su esposti divari.

Le opere pubbliche,in questo scenario cosi sinteticamente descritto,sono state usate molto spesso come leva per raccogliere consenso,  per  parlamentari-consiglieri in cerca di voti.

Parafrasando una battuta di un notissimo uomo di Stato della prima Repubblica, si potrebbe dire che… generalizzare è  peccato però, magari, ci si azzecca.

Perchè se è vero che tante cose sono cambiate in Regione Puglia negli ultimi vent’anni (sono particolarmente apprezzate le programmazioni per i giovani, per la creatività e, in certa misura, quelle per industria e ambiente) è altrettanto innegabile che si registrino ritardi ( un piano agricolo e paesaggistico per la Xylella) e inefficienze, non sempre ascrivibili alla minore disponibilità di risorse finanziarie, bensì riconducibili ad un modo non trasparente di amministrare le stesse, e per l’uso di un approccio autoreferenziale, quando non illecito ( si pensi alle recenti vicende nella Protezione civile regionale o a quelle che hanno toccato alcune figure con ruoli di responsabilità nei Giochi del Mediterraneo); In questo scenario si preferisce, poi, non coinvolgere la cittadinanza sulle  scelte fondamentali e sulle alternative nella allocazione dei fondi per le opere pubbliche.

Non sfugge a questa sintesi, certo parziale, la strada Bradanico Salentina, arteria statale sì, ma di rilevanza strategica e di interesse regionale. Invero poco reclamata platealmente dal territorio, per una miscela composta da una parte da assuefazione alle mancate risposte pubbliche, per un altro dalla scarsa attitudine dei rappresentati istituzionali  a informare e coinvolgere nelle decisioni collettive.

Ecco allora che discutere pubblicamente di un’opera è importante per una serie di ragioni, tra tutte quella di rendere conto delle scelte concernenti le infrastrutture di un territorio, nel caso il  collegamento tra Lecce e  Taranto; per spiegare alla pubblica opinione, coinvolgendola, cosa si stia facendo per realizzare un’arteria attesa da cinquant’anni, e che servirebbe per rendere più pulsante (proprio come un corpo venoso) una parte della Puglia, abitata da circa il 45% dei suoi residenti, con una superstrada che chiuderebbe il triangolo con Brindisi.

In parole semplici un’operazione di trasparenza, di accountability direbbero gli inglesi, su  come vengono impiegate le risorse per gli investimenti, assumendosi pubblicamente le responsabiltà.

L’Italia su questi temi è decisamente indietro se solo si pensi che manca ancora un sistema complessivo di monitoraggio sui 250 mila progetti del PNRR (cfr. Tito Boeri e Roberto Perotti, PNRR, La grande abbuffata) e che, integrato da un racconto intellegibile perché non solo burocratico, faccia comprendere lo stato dell’arte, dando  motivazioni  e argomenti, non solo numeri su target e sulle rate.

Per ragionare, quindi, con le comunità, illustrando l’opera per agire sulla consapevolezza civica di un territorio.

Partendo da informazioni pregiudiziali, su chi fa quella tal cosa e sui taguardi raggiunti, e dando per scontato, per un verso i benefici di un’opera strategica che triangola tre province, e per acquisito un dato di microstoria: nel 2019 Palazzo Chigi informava che la chiusura dell’iter per la cantierizzazione avrebbe richiesto 4 anni.

Fatte queste premesse, per provare a segnare un punto di avanzamento, può essere utile formulare alcuni interrogativi rivolgendosi, con doveroso rispetto, al Presidente della Regione Puglia, Emiliano, certo interessato ad acquisire le informazioni necessarie da Anas, Ente collocato nella scomoda posizione di soggetto statale funzionale e tecnico, sottoposto a istanze di rilevanza nazionale e alla pressione dei fabbisogni del territorio, dei quale la Regione, con il suo Piano dei Trasporti,  rappresenta la più autorevole e potenzialmente incisiva  interprete.

Quattro Domande, in chiave organizzativa e di programmazione.

  • Su quale tavolo è attualmente il Dossier della Bradanico Salentina: Stato, Regione, Anas?
  • Esiste un quadro aggiornato dei presunti costi dell’opera e uno studio di fattibilità tecnico economica dei due lotti necessari per completarla?
  • Esiste un progetto definitivo con il dettaglio delle particelle per gli espropri dei terreni nei Comuni interessati, circostanza che, tante volte, frena la chiusura delle fasi istruttorie?
  • Il progetto esecutico è in preparazione o si pensa di utilizzare la formula dell’appalto integrato? Sarà l’appaltatore che vince la gara a predisporlo, posto che a questa modalità realizzativa il recente Codice Appalti dedica rinnovata attenzione.

Attraverso le informazioni che potranno acquisirsi sullo stato dell’opera, usando la terminologia del settore sociosanitario, si potrà sapere pertanto se la SS 7Ter è stata “Presa in carico” da Anas, o se è semplicemente,  in “Lista di attesa”.

Sotto il profilo programmatorio, e predittivo, può forse tornare utile agiungere che, nel 2026, quando saranno ultimate le opere e i servizi del PNRR, la Bradanico Salentina, quale che sia lo stato della sua realizzazione, sarà in competizione con tanti altri investimenti di interesse nazionale e locale.

Detto ciò, posto che le opere stradali sono fuori dal Piano di ripresa, non può tacersi che il loro costo sarà comunque in futura concorrenza con la necessità di trovare le risorse, statali o regionali, per coprire il fabbisogno per i costi di  gestione e manutenzione delle opere del PNRR, pur di altra natura, ultimate e in esercizio.

Sembra ragionevole, allora, farsi due conti prima, più che altro per comprendere se non sia il caso di concentrare l’attenzione, adesso, su altri interventi comunque prioritari per il Salento.

Redazione di Trieste

Enrico Conte (348.0064127)

1 dicembre 2023

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