IL PENSIERO MEDITERRANEO

Incontri di Culture sulle sponde del mediterraneo – Rivista Culturale online

La diversità culturale fonte di creatività

Tratto dalla tesi di laurea magistrale “L’Eredità Resiliente: tra difesa e valorizzazione della diversità culturale”

di Maria Celeste Agrimi

INTRODUZIONE

Per la sua natura fragile e delicata, la cultura mondiale è seriamente in pericolo. Le guerre e le calamità naturali distruggono sempre più il patrimonio culturale mondiale, in altri termini, la nostra diversità culturale. La protezione della Cultura e il dialogo interculturale rappresentano la ragion d’essere dell’UNESCO. Le attività UNESCO analizzate ci faranno riflettere su:

  • I beni culturali in pericolo;
  • Resiliart;
  • La necessità di cambiare strada.

L’UNESCO E I BENI CULTURALI IN PERICOLO

Con la Convenzione per la salvaguardia del patrimonio culturale naturale mondiale del 1972, l’UNESCO creò la Lista dei siti patrimonio mondiale dell’Umanità. Un documento che raggruppa tutti i beni culturali e i luoghi geografici fondamentali per tutta l’Umanità. Grazie a essa, l’UNESCO è riconosciuta in tutto il mondo .

Non solo! La Convenzione del 1972 ha istituito anche il Comitato per la protezione del patrimonio mondiale. Ossia, un organo che si occupa di proteggere il patrimonio culturale durante le emergenze. Fu creata così, un’altra lista dei siti patrimonio culturale, ma questa volta in pericolo. In altri termini, si ottenne un elenco di beni culturali che richiedono cure. Oggi si contano ben 53 siti dichiarati in stato di pericolo.

Per l’UNESCO, la Cultura rappresenta il cuore dell’innovazione di una comunità e favorisce il progresso mondiale. Così, nel novembre 2015, si adottò la : Strategia per il rafforzamento dell’azione dell’UNESCO in materia di protezione della cultura e della promozione del pluralismo culturale in caso di conflitto armato. Questo documento ha l’obiettivo di rafforzare la capacità degli Stati membri di proteggere il patrimonio culturale dai pericoli.

Mappa dei siti UNESCO in pericolo – Wikipedia image

LA DIVERSITA’ CULTURALE DURANTE LA CRISI PANDEMICA

Le chiusure dei cinema, dei teatri, dei musei e dei siti UNESCO dovute al contagio da Covid-19, hanno provocato ingenti danni all’economia culturale mondiale. Le industrie culturali contribuiscono, infatti, con ben 2.250 miliardi di dollari all’anno. Esse rappresentano infatti, il 3% del PIL e forniscono 29,5 milioni di posti di lavoro nel mondo. Non potendo più visitare posti nuovi la diversità culturale ha avuto grosse difficoltà a venir fuori.

E l’UNESCO?

RISULTATI ANALISI “CULTURA & COVID-19”

La ricerca Cultura & Covid-19, pubblicata il 3 luglio 2020, dimostra che per la pandemia da Covid-19 :

• Il 13% dei musei nel mondo potrebbe non aprire più;

• L’industria cinematografica mondiale abbia perso circa 10 miliardi di dollari solo alla fine di maggio 2020.

LA RISPOSTA DELL’UNESCO ALLA CRISI CULTURALE E SANITARIA

L’UNESCO continua a essere un “faro” in un momento buio e complicato per il mondo intero. Non si lascia abbattere dalle difficoltà prodotte dalla pandemia di Covid-19.

Infatti, per contrastare questa situazione, la risposta dell’UNESCO si è articolata seguendo 4 importanti linee guida. Quella su cui vale la pena soffermarsi è l’utilizzo dei Media. Tra marzo e agosto 2020, l’Organizzazione ha creato dei veri e propri movimenti sul web per ispirare e far riflettere come:

#YouthofUNESCO; #WithHer; #LearningNeverStops; #SharetheHeritage e #ResiliArt.

RESILIART: LA DIVERSITA’ CULTURALE A DISTANZA

Locandina dibattito Resiliart per la diversità culturale
Locandina del primo dibattito Resiliart del 15 Aprile 2020. Fonte: UNESCO.IT

Grazie all’impegno dei suoi partner, l’UNESCO ha trasmesso un messaggio chiaro:

la diversità culturale è la nostra unica arma per superare efficacemente la crisi sanitaria, economica, sociale e culturale dovuta alla pandemia.

Resiliart (unione dei sostantivi Resilienza e Arte) ne è una prova. Questo movimento prevede una serie di dibattiti on-line su argomenti come l’Arte e la sua protezione. Nato il 15 aprile 2020, Resiliart ha ottenuto un grande successo da parte dei professionisti della cultura e degli stessi artisti.

E’ un’occasione per condividere le proprie idee, nonostante la distanza e le difficoltà causate dal Covid-19.

RESILIART E I SOCIAL NETWORK

#Resiliart è ormai diventato un “trend” sulle diverse piattaforme come Twitter, Instragram e Facebook . Ha permesso la condivisione di nuove forme di arte e di idee. Sul social network Instagram, per esempio, si nota che sono stati pubblicati 3830 contenuti (fotografie, video, disegni…) di artisti di diverse nazionalità, desiderosi di far conoscere la propria arte, nonostante la distanza.

Video Ufficiale UNESCO di Resiliart

RAPPORTO UNESCO SU #RESILIART

Attraverso l’Hashtag, gli artisti hanno manifestato l’urgenza di cambiare alcune politiche nazionali in materia dell’economia culturale. Infatti, continuano a vivere situazioni di precarietà lavorativa. Come se non bastasse, il valore economico della loro creatività non viene adeguatamente retribuito. L’Arte, grazie a Resiliart, grida al mondo una richiesta di aiuto.

Nel Rapporto UNESCO sul movimento ResiliArt risulta che la causa è la mancanza di un’unica legge giuridica circa la protezione su Internet :

  • della proprietà intellettuale;
  • dei diritti d’autore;

Ma anche di una mancata formazione degli artisti sull’utilizzo dei contenuti digitali.

L’EREDITA’ RESILIENTE PER CAMBIARE STRADA

Copertina del libro Cambiamo Strada: le 15 lezioni del coronavirus di Edgar Morin - Raffaello Cortina Editore. Foto di Maria Celeste Agrimi
Copertina del libro Cambiamo Strada: le 15 lezioni del coronavirus di Edgar Morin – Raffaello Cortina Editore. Foto di Maria Celeste Agrimi

Come può la diversità culturale aiutarci a cambiare strada?

“Cambiare Strada” è il titolo dell’ultimo capitolo del libro Cambiamo strada: le 15 lezioni del coronavirus di Edgar Morin, pubblicato nel 2020. Il desiderio dell’autore è di fornire al mondo intero un altro punto di vista per poter superare questo periodo di crisi. Nel terzo capitolo, ci descrive questa possibile soluzione necessaria per migliorare la società.

LA NUOVA STRADA

Per ottenere un vero e proprio cambiamento, questa nuova strada prevede:

  • Una politica della nazione;
  • La politica di civiltà;
  • Il raggiungimento di una politica dell’umanità;
  • Una politica della Terra;
  • Un Umanesimo Rigenerato.

LA POLITICA DELL’UMANITA’

L’autore ci spiega che bisogna attuare una politica dell’umanità. Cioè un tipo di politica che richiede la protezione dell’unità e della diversità umana. Essa proteggerà le culture locali minacciate dalla globalizzazione. Si porranno le basi per lumanesimo rigenerato. Infatti, la protezione della diversità culturale è il cuore stesso di questo nuovo umanesimo. L’unità e la diversità saranno collegate, poiché saremo più consapevoli del fatto che :

  • tutti gli esseri umani sono simili per la genetica, l’anatomia, l’affettività e la razionalità;
  • tutte le culture hanno un linguaggio che presenta la stessa struttura, ma che ciascuna ha la propria lingua;
  • ogni cultura ha un proprio patrimonio immateriale da tramandare.

Così, potremo rinascere come persone nuove, diventando un’Umanità Rigenerata.

CONCLUSIONE

Per concludere, quest’eredità resiliente che possediamo – la diversità culturale – ci aiuterà a “cambiare strada”. Sarà la nostra fonte di creatività poiché alimenterà la creazione di nuove idee e il progresso mondiale.

Il tesoro dell’unità umana è la diversità umana; il tesoro della diversità è l’unità umana”.