IL PENSIERO MEDITERRANEO

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La Stagflazione l’incubo delle banche centrali, cos’è?

Di Pompeo Maritati

Penso che se dovessi chiedere a diciannove di voi che cosa è la Stagflazione, 18 non saprebbero rispondere, uno darebbe una risposta sbagliata e forse uno saprebbe in cosa consiste questa parola, difficile anche da pronunciare, che ha a che vedere con  l’economia e con le politiche monetarie. Trattasi certamente di un vocabolo poco usato che difficilmente troverete sui giornali, anche se rappresenta una definizione economica di grande impatto sociale.

Quando in un Paese l’inflazione cresce in presenza di una stagnazione economica, ovvero il Prodotto Lordo Interno è fermo, o peggio ancora è in regressione, si ha la cosiddetta Stagflazione.

In periodi di andamento economico regolare l’inflazione, se contenuta, mai superiore al 2% annuo, può essere annoverata tra gli elementi positivi che contribuisce alla crescita economica. Quando l’indice inflattivo supera la soglia del 2% cominciano i mal di pancia dell’economia e le Banche Centrali, nel nostro caso la Banca Centrale Europea, che saranno costrette ad intervenire per frenare il fenomeno attraverso politiche monetarie, iniettando liquidità al sistema bancario, o invitando i governi a porre in essere politiche espansive. che in non poche circostanze,  ha pensato solo ai propri interessi, acquistando titoli del debito pubblico invece di favorire gli investimenti produttivi.   

L’inflazione, laddove non più sotto controllo, come sta avvenendo in questi ultimi mesi, non solo in Italia, anche se come siamo ormai abituati da tempo, i risvolti negativi di un processo economico globale o europeo, a causa di un sistema strutturale economico italiano debole e privo di regole o di norme adeguate a rinsaldarne sostenibilità e credibilità,  lo paghiamo più degli altri.

La crisi energetica o meglio la lievitazione dei costi dell’energia, come sempre, ci ha trovato impreparati e con scorte inadeguate, motivo per cui noi, in Italia, stiamo scontando una impennata dei prodotti petroliferi senza precedenti. La benzina ha quasi raggiunto il costo di un euro e 80 centesimi. Costa più un litro di carburante che un litro di vino. Nemmeno nella crisi degli anni settanta abbiamo scontato prezzi così elevati.

Tutto ciò comporta una lievitazione generali dei costi di tutti prodotti e servizi producendo una inflazione galoppante  che ci viene indicata intorno al 3% anche alcuni rilevatori alzano l’asticella a oltre il 4.5%. Ciò comporterà un ulteriore allargamento delle fasce di povertà. Una drastica riduzione dei consumi, quindi una progressiva riduzione del Prodotto Interno Lordo, con conseguente riduzione delle produzioni e ahinoi, abbassamento del livello occupazionale, inevitabilmente porterà il Paese in recessione .

Eccoci servita la Stagflazione. Se a tutto ciò ci aggiungiamo le inevitabili speculazioni dei mercati finanziari, i pescecani della finanza, il futuro economico e sociale dell’Italia non sarà molto roseo. Non potremo nemmeno sperare molto  dall’elemento positivo in gioco, rappresentato dal PNRR, ovvero i fondi europei in arrivo, non dimenticando mai che, oltre 180 dei 248 miliardi sono prestiti, ulteriore debito pubblico che andrà ad aggiungersi a quello preesistente. Ecco perché la grande preoccupazione dell’Europa è dovuta alla confusione politica e alla crescente turbolenza sociale, che in questi ultimi giorni ha dato vita a reazioni anti democratiche, con risvolti pericolosi per l’ordine pubblico proprio qui da noi.

Spero di aver sufficientemente chiarito il significato della Stagflazione.