IL PENSIERO MEDITERRANEO

Incontri di Culture sulle sponde del mediterraneo – Rivista Culturale online

Un pensiero di Pina Catino sullo scritto di Antonella Pagano “Raccoglierò tutte le lacrime delle Donne”

DIPINTO-xLACRIME

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Pericle sosteneva:…la somma virtù per una donna è quella per cui di lei si parli il meno possibile; la Pagano, invece, strappa le Donne dall’ombra e dal silenzio e le fa parlare attraverso i suoi versi. E parlano tutte, senza distin­zione alcuna, bambine, giovani, umili, affermate, suore, prostitute, ergastolane.

Ogni lacrima ha una sua propria luce, una propria lucen­tezza. Si tratta di lacrime solo apparentemente uguali perché generate dalla sofferenza e dall’umiliazione, ma sofferenze e umiliazioni, benchè simili nell’assoluto, sono diverse a seconda del luogo e del continente nei quali si manifestano.

Fatta salva qualche eccezione, ossia qualche Paese, al terzo millennio della Storia, purtroppo si continua ancora ad assegnare alle donne valore inferiore all’uomo; ecco perchè richiamo a questo punto la parte conclusiva della prosa po­etica nella quale la Pagano compie un gesto estremamente forte sul piano simbolico: raccoglie anche le lacrime degli uomini “che hanno smarrito il senso del genere generante genere”. Raccoglie, insomma, le lacrime di tutto il genere umano, spesso autodistruttivo. E, fra l’altro, compie il ge­sto con la gioia e nella gioia di “colmare un cesto con tutti i sorrisi degli uomini e delle donne che…” qui l’Autrice, dichiarando una certezza che sembra incontrovertibile, con­tinua:”… uomini e donne che s’incontreranno, certo che si incontreranno…”. E ancora la poetessa non si accontenta e fa compiere ad uomini e donne qualcosa di mirabile.

Dopo essersi incontrati, uomini e donne lavorano insieme ad un cantiere comune: “edificare insieme la casa….la strada…e la città a misura di uomo e di donna“. E’, questa, un’immagine delicata, tenera, eppure colma di forza e di fede nel genere umano. È un auspicio che attraversa e sostanzia tutta la com­posizione della Pagano. Positività e ottimismo che rendono quasi visibile il giorno in cui uomini e donne, nella diffe­renza e complemetarietà, si incontreranno e si scopriranno simili e pari in diritti e doveri, e scopriranno insieme

le vir­tuose differenze che fanno la ricchezza del genere umano.

Per l’ONU e l’UNESCO, l’espressione poetica è da sempre un Valore e, come tale, ha valore e ruolo privilegiati nell’opera di promozione del dialogo e della comprensione interculturale. “Raccoglierò le lacrime di tutte le donne” po­esia centrale del volume “Cantò come Dea”- titolo mutuato dall’altro importante scritto che troviamo nel libro-, insie­me al corposo saggio della stessa autrice, intitolato “Sap­pia la parola farsi bell’azione”, risultano essere, sono un vero programma d’azione comunicato, partecipato a tutti.

Ritengo che, da sociologa della comunicazione, la Pa­gano abbia strutturato uno strumento comunicativo senza limiti di target. Prove ne sono, fra le altre, che il volumetto sarà accompagnato dall’audiolibro, che l’autrice mette a di­sposizione di biblioteche e di tutti i luoghi ove il libro sarà presentato, la trascrizione in Braille.

Comunque, ad onor della storia, Antonella Pagano ha intrapreso un viaggio che dura da anni, il suo è un impegno pluridecennale.

Con quest’ultima opera pone la barra dritta verso aree di importanza cruciale, versi e narrazioni tessuti di quei prin­cipi che l’UNESCO ritiene fondamentali per l’eliminazione di obsolete, paradossali differenze, forme culturali e reli­giose che immiseriscono la virtuosità delle stesse differenze e inibiscono ogni emancipazione femminile, ostacolando fi­nanche l’istruzione, la conoscenza, la professionalizzazione delle donne che vivono in aree del pianeta ove l’istruzione non è ancora un diritto conclamato, acquisito.

Fattori culturali e religiosi, in molti Paesi, pongono an­cora oggi la donna in posizione di subalternità, e questo, oltre che ingiusto, è terribile perché fa perdere a tutto il pianeta, quindi a tutta l’Umanità, un quorum altissimo di abilità, direi distrugge una miniera di possibilità, genio e intelligenze. Mi piace, fra l’altro che la Pagano abbia dedi­cato il libro proprio al genio femminile.

A ulteriore riprova del costante impegno sociale su più e svariati fronti che vedono lavorare l’inesausta infatica­bile curiosissima Pagano, questa opera si presenta tradotta in dieci Lingue: Esperanto, Inglese, Francese, Spagnolo, Cinese, Arabo, Olandese, Russo, Portoghese e Giapponese, oltre alla trascrizione in quelli che lei stessa chiama poeti­ci puntini -il Braille- e all’audiolibro, registrato con la sua stessa voce.

Della Pagano emerge palesemente tutta la dimensione di donna esemplare, Madre coraggiosa, vestale di tutte le donne, caparbiamente e poeticamente impegnata nel diu­turno lavoro volto a dare il proprio contributo alla Civiltà, all’evoluzione del nostro mondo – trasformazione evoluti­va che è propria degli obiettivi strategici dei Goal 4 e 5 in AGENDA 2030.

A tale riguardo, ritengo importante sottolineare che tutta l’AGENDA 2030 è dichiaratamente: “programma d’azione per le persone, il pianeta, la pace e la prosperità”. Ben 193 Paesi -membri dell’ONU- si sono impegnati, già all’inizio del 2016, ad onorare i 169 target-traguardi e si sono impe­gnati anche a raggiungerli entro il 2030.

Tutti gli Obiettivi per lo Sviluppo discendono diretta­mente dai risultati degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio -Millennium Development Goals- e riguardano tutti i Paesi e tutti gli individui, nessuno escluso, nessuno lasciato in­dietro nel percorrere tutto il tragitto necessario a portare il mondo sulla strada della sostenibilità.

Sradicare la povertà in tutte le forme e concretizzare la parità dei sessi attraverso l’emancipazione delle donne, si­gnificano per l’ONU dare il contributo fondamentale per­ché ci sia reale progresso, quello per il quale l’ONU stesso agisce con determinazione verso il reale raggiungimento degli obiettivi.

Per le Nazioni Unite, questa è la più grande sfida globa­le, indispensabile per lo sviluppo sostenibile che altrimenti sarebbe impossibile da realizzare.

Metà della popolazione mondiale è privata di diritti e opportunità; ove non si agisse, questo rappresenterebbe e sarebbe un ostacolo insormontabile.

L’AGENDA 2030, adottata dal vertice delle Nazioni Uni­te il 25 settembre 2015, nasce e tesse la sua sostanza seguen­do obiettivi e principi della Carta delle Nazioni Unite, pone le fondamenta nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e nei trattati internazionali sui diritti umani. L’A­GENDA 2030, inoltre, persegue il rafforzamento della Pace universale nella luminosa visione d’una maggiore Libertà.

Pina Catino

Presidente Club per l’UNESCO di Bisceglie

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