IL PENSIERO MEDITERRANEO

Incontri di Culture sulle sponde del mediterraneo – Rivista Culturale online

Una persona alla volta, riflessioni e azioni di Gino Strada il libro postumo del chirurgo di tutti i diseredati, a cura di Simonetta Gola

Un libro su Gino Strada

Un libro su Gino Strada

di Paolo Rausa

Un romanzo, la vita di Gino Strada, scritta da sé medesimo. Veritiero, realistico, visionario, utopistico. Termini che non si attribuirebbero ad un chirurgo che ha pre/sentito l’odore del sangue e lo ha visto sgorgare dalle ferite inflitte per lo più ai civili e ai bambini, dagli arti menomati per le orrende e ingannevoli mine antiuomo/antidonna/antibambino, anti animali randagi e domestici. Gino Strada era restio a scrivere di sé e, nonostante gli incoraggiamenti e le periodiche visite degli amici e di Carlo Feltrinelli che lo pressavano: “E allora il libro?”, glissava, trovava sempre una scusa e accampava un impegno.

Ne aveva assunti molti di impegni fin da quando ragazzo fu investito dalla madre che ne intuiva la generosità e lo ammoniva che fare il medico chirurgo non è un mestiere qualsiasi ma una missione: salvare vite. Intervenire immediatamente, senza perdere tempo, per recidere e riportare “in vita” l’altro/l’altra. Non importava chi fosse, se guardia o ladro, soldato o civile, mujaheddin, talebano o soldato regolare inquadrato nell’esercito o nelle squadre della morte che scorrazzano in ogni landa nel mondo.

Non che Gino Strada non avesse le sue predilezioni ideologiche e i valori, decisamente a fianco degli oppressi di tutto il mondo, dei ceti popolari, degli ultimi che non possiedono nulla, neppure la libertà e la propria vita. Ah, se non ci fosse stata l’amorevole cura di Simonetta Gola, che ha raccolto gli appunti e i pensieri di Gino Strada che correvano liberi per ogni dove e le preoccupazioni, le contumelie contro la guerra, qualsiasi guerra, come strumento distruttivo, che aggrava sino ad annientare soprattutto i civili ed i bambini ignari, che giocano con le mine e restano folgorati. Queste le due categorie che hanno intessuto come fili di un ordito la vita di Gino Strada: l’amore per l’umanità derelitta e l’esecrazione contro la guerra. Ecco allora l’intuizione di portare soccorso in ogni paese, specie quelli dove la sanità pubblica non esiste o è del tutto sottodimensionata rispetto ai bisogni.

Nei paesi dove la guerra ha reso l’umanità ancora più emarginata, in Afghanistan, Siria, Iraq, in Africa e persino in Italia, nel Sud martoriato dalla illegalità diffusa e dal sottosviluppo, dove torme di migranti sono schiavizzate nelle attività agricole. Senza guardare al tipo di governo, ma al bisogno. Il medico è ambasciatore di pace e di vita: questo il suo credo senza classificare sulla base di pregiudizi. Emergency è stato questo tentativo, questo grande successo, di mettere insieme professionisti della medicina dotati di una grande amore per gli altri, allo scopo di alleviare la sofferenza e dare la possibilità di continuare a vivere pur nello strazio della carne maciullata dagli ordigni. Gino Strada analizza tutti gli investimenti in armi, persino durante il covid, denaro che provoca morte e distruzione invece di essere investito nella sanità come diritto umano, senza distinzioni, senza discriminazioni. Perché si chiede da noi in Occidente si possono curare certe malattie e si aprono centri medici per gli interventi chirurgici al cuore e negli altri paesi no?

Cosa hanno di meno i pachistani, gli eritrei, i ruandesi, ecc. Gino Strada è perentorio, non accetta scusanti e non giustifica, non si dichiara pacifista perché ha visto molti voltare le spalle e votare nei parlamenti per le spedizioni militari, anche qui da noi benché l’art. 11 della Costituzione sia chiaro al proposito, cioè sulla necessità di ricomporre le controversie, ma è contro la guerra, pura e semplice. Lo ricorda, nominandolo, un altro grande operatore che si è battuto per la pace e contro la guerra, parlo di Terzani che con “Lettere contro la guerra” si è schierato apertamente per il dialogo e per il confronto fra le culture e le civiltà senza il predominio dell’una sull’altra, per riportare la pace sulla terra, cristianamente e gandhianamente,

Da Sesto San Giovanni, nato nel 1948, fino alla Normandia a Honfleur, dove termina la sua vita nel 2021, soffia il vento delle sue parole e dei suoi pensieri intransigenti nell’affermare il diritto alla vita e alla cura dei corpi, un diritto sacrosanto che Gino Strada ha sempre praticato mettendo a disposizione la sua vita e dei suoi collaboratori che come lui credono nel benessere dell’umanità e perciò bandiscono la guerra. Una persona alla volta, Giangiacomo Feltrinelli Editore Milano 2022, pagg. 167, € 16,00 a sostegno di Emergency.

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