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Confronto tra la Pietà di Michelangelo e il Cristo Velato di Sammartino

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Cristo Velato - Cappella di Sansevero

Cristo Velato - Cappella di Sansevero

di Z.i.G.

La Pietà di Michelangelo e il Cristo Velato di Giuseppe Sanmartino rappresentano due capolavori dell’arte scultorea, ognuno con le sue peculiari espressioni artistiche e tecniche scultoree. Entrambe le opere hanno catturato l’immaginazione e l’ammirazione del pubblico per secoli, ma negli ultimi decenni, il Cristo Velato ha guadagnato una rivalutazione che lo pone in un confronto più diretto con la celebre Pietà.

La Pietà di Michelangelo

Realizzata tra il 1498 e il 1499, la Pietà di Michelangelo si trova nella Basilica di San Pietro in Vaticano. Rappresenta la Vergine Maria che sorregge il corpo di Gesù dopo la sua deposizione dalla croce. La scultura è rinomata per la sua rappresentazione della bellezza, del dolore e della serenità. Michelangelo ha saputo catturare un’emozione profonda e una bellezza ideale, rendendo la pietra quasi traslucida, per evocare la pelle umana. La composizione è armoniosa e bilanciata, con linee che guidano lo sguardo dell’osservatore verso il volto di Maria, colmo di una sofferenza contenuta e dignitosa.

Il Cristo Velato di Sammartino

Il Cristo Velato, opera di Giuseppe Sanmartino completata nel 1753, si trova nella Cappella Sansevero di Napoli. Questa scultura rappresenta Cristo disteso, coperto da un velo trasparente. La caratteristica straordinaria di quest’opera è l’incredibile realismo del “velo” marmoreo che avvolge il corpo di Cristo. La maestria tecnica di Sanmartino nel rappresentare il velo in modo così realistico, al punto da sembrare tessuto vero, ha lasciato i visitatori stupiti per secoli. Il dettaglio anatomico sottostante, dalla sofferenza del volto alla morbidezza dei muscoli, è reso con una precisione sorprendente, conferendo all’opera un livello di emotività e realismo straordinari.

Confronto e Rivalutazione

Per molti anni, la Pietà di Michelangelo ha goduto di una fama quasi incontestata come epitome della scultura rinascimentale. Tuttavia, negli ultimi decenni, il Cristo Velato ha visto una rivalutazione significativa nel suo confronto con la Pietà. Sebbene provenienti da epoche artistiche diverse, entrambe le opere comunicano un’intensa emotività attraverso la maestria tecnica e la profondità spirituale.

Il Cristo Velato viene ora apprezzato non solo per la sua incredibile verosimiglianza e per la maestria tecnica, ma anche per la sua capacità di trasmettere il tema universale della sofferenza umana e divina. Molti critici e storici dell’arte sostengono che, in certi aspetti, il valore artistico del Cristo Velato possa essere considerato pari, se non superiore, a quello della Pietà di Michelangelo, data la sua unica capacità di fondere realismo e emotività in modo così palpabile.

 Conclusione

Mentre la Pietà di Michelangelo rappresenta un’ideale di bellezza e sofferenza attraverso linee perfette e un’espressione contenuta, il Cristo Velato di Sammartino porta il realismo emotivo a nuove vette, con una tecnica scultorea che sfida la percezione stessa del marmo. Entrambe le opere, pur nella loro diversità, offrono una visione profondamente umana e divina del dolore, della bellezza e della spiritualità, invitando gli osservatori a una riflessione interiore che supera i confini del tempo e della storia dell’arte. La recente rivalutazione del Cristo Velato sottolinea l’importanza di un approccio più inclusivo e comparativo nella valutazione delle opere d’arte, riconoscendo che diverse epoche e stili possono offrire interpretazioni ugualmente valide e profonde della condizione umana.

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