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Intervista a Caterina Ragusa. Autrice del libro ”La cartapesta leccese. Origini e maestri salentini”

Intervista a Caterina Ragusa. Domani l'evento di presentazione del libro alle 18 presso la chiesa di Santa Chiara

Intervista a Caterina Ragusa. Domani l'evento alle 18 presso la chiesa di Santa Chiara

Indagare le origini, riscoprendo una tradizione del tutto rinnovata, per creare un filo conduttore tra le tre identità del tempo: presente, passato e futuro.

Con questi presupposti nasce l’evento di domani, 15 febbraio 2024, il quale vedrà, alle ore 18, presso la chiesa leccese di Santa Chiara, la presentazione del volume di Caterina Ragusa, Direttrice del Museo della Cartapesta di Lecce, La cartapesta leccese. Origini e maestri salentini, annesso alla collana Artefatti di Puglia di Claudio Grenzi Editore.

La presentazione del libro

Come scritto sulla locandina della presentazione:

Caterina Ragusa, a tre decenni dalla pubblicazione della sua ricerca pionieristica sui maestri della cartapesta leccese, ha accettato l’invito dell’editore Claudio Grenzi di ampliare e rivedere il suo lavoro originale.
Questo nuovo volume della collana “Artefatti di Puglia”, rappresenta una nuova fase della ricerca, integrata con ulteriori scoperte e una vasta rassegna di opere in cartapesta leccese, molte delle quali mai pubblicate.

Nel contesto della storia millenaria Di Lecce, la cartapesta ha svolto un ruolo significativo come forma artistica e artigianale. Originariamente sviluppata come tecnica decorativa nel XVII secolo, la cartapesta ha trovato terreno fertile nella città grazie alla presenza di maestre artigiani abili e ad una fervente attività artistica. le opere in cartapesta, spesso utilizzate per decorare chiese, palazzi e ambienti sacri, divennero simbolo della raffinatezza artistica e della maestria artigianale della città del Barocco.

Oltre a promuovere la conoscenza delle tradizioni artigianali presso un vasto pubblico, questo libro si pone come una risorsa fondamentale per giovani artigiani e designer rendendo disponibili informazioni e materiali essenziali per sviluppare nuovi progetti, mantenendo viva l’eredità delle antiche tecniche artigianali della cartapesta leccese.

A dialogare con l’autrice, durante la serata, ci saranno il direttore della collana di studi Le fabbriche dei Santi, Francesco Di Palo e il responsabile dei Servizi culturali di ArtWork, Giovanni Colonna. Inoltre, figureranno all’incontro: l’Arcivescovo di Lecce, Michele Seccia, il Sindaco, Carlo Salvemini, l’Assessora comunale alla Cultura, Fabiana Cicirillo, il soprintendente all’Archeologia, Belle arti e Paesaggio per le province di Brindisi e di Lecce, Francesco Riccio, il direttore del Museo Provinciale Sigismondo Castromediano, Luigi De Luca e il Presidente della Fondazione “Splendor Fidei”, monsignor Antonio Montinaro.

Il luogo dell’evento

La cornice della chiesa leccese di Santa Chiara non è casuale. Infatti, il pregiatissimo scrigno barocco si inserisce nel circuito LeccEcclesiae, dedito alla valorizzazione e alla fruizione del patrimonio artistico-culturale ecclesiastico del capoluogo salentino.

Qui, lo sguardo incontra e si fonde con quella che forse, è una delle peculiarità di questa chiesa: il controsoffitto in cartapesta. Realizzato da una corale collaborazione delle botteghe leccesi dell’epoca, il sopraccielo fu una mera imitazione dei soffitti lignei, e ancora oggi, impreziosisce, imponente, l’intero edificio. L’ultima scoperta, l’iscrizione portata alla luce da recenti lavori di restauro, ha svelato la datazione in cui venne ultimato il sopraccielo, 1738.

L’intervista

Ma torniamo alla protagonista dell’evento, la Dottoressa Ragusa, che abbiamo avuto il piacere di intervistare.

Antonella Buttazzo: Come nasce l’interesse per quest’arte cartapestaia, che potremmo definire “povera” per i materiali impiegati, ma ”ricca” di tradizioni e di storia?

Caterina Ragusa: Il mio interesse è nato nel secondo anno di università, quando chiesi al Professore Michele D’Elia, docente di restauro, di poter scrivere la tesi sulla cartapesta, manifestazione artistica strettamente legata al barocco leccese. Da quel momento, ho iniziato a recarmi presso le botteghe leccesi, dove avvertì un senso di calore, di semplicità ma al contempo circondata da vere opere artistiche, frutto di una ricca preparazione di tutti i maestri cartapestai.

A. B.: E questi elementi che tu ci racconti, li ritroviamo nel tuo nuovo libro?

C. R.: Ho voluto anche documentare tutte le botteghe di Lecce, dove nascono nuove sperimentazioni, come quella di Francesca Carallo e tutte quelle, dove si continua la tradizione, oltre alla realizzazione di opere di dimensioni ridotte.

A. B.: Il tuo lavoro quindi, sembra volto a riaccendere sul passato i riflettori del presente. In virtù di questo, allora, ti chiedo, qual è per te la funzione sociale e artistica della cartapesta?

C.R.: Il mio intento è quello di far vivere la cartapesta dandogli continuità nel tempo. Vi faccio un esempio… Provate ad oscurare le nicchie delle chiese leccesi o immaginatele spoglie delle proprie statue. Se questo dovesse accadere, capiremo, solo così, il valore di queste opere fondamentali e strettamente connesse alla città di Lecce.

A. B.: Secondo te come si può far conoscere il mondo della cartapesta ai giovani?

C.R.: Mi auguro che le nostre botteghe diventino luoghi dove i giovani possano apprendere l’arte della cartapesta, magari con l’organizzazione di corsi dove si diano validi insegnamenti nel rispetto della tradizione.

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