IL PENSIERO MEDITERRANEO

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Ma dove va il Tempo? (1/25)

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di Pompeo Maritati

La Trascendenza Temporale del Tempo senza Tempo e dell’Eterno Presente

Reduce dalla stesura del mio precedente libro La mattonella di Afroditi, mi sono soffermato, dopo aver passeggiato in lungo e in largo nel tempo, sulla presa di posizione degli dèi dell’Olimpo nel perorare la teoria, o meglio la tesi, che il tempo, per certi versi non esiste e che la nostra esperienza umana  è qualcosa che appartiene ad un Tempo senza Tempo. Sembrerebbe quasi un gioco di parole, ma il mio approccio a questa tematica, pian piano mi ha emotivamente coinvolto, motivo per cui mi sono soffermato a riflettere. La storia raccontata nel mio libro, un’avventura a spasso nel tempo è stata galeotta, scatenando una grande curiosità

La riflessione su qualcosa che sfugge alla spiegazione razionale umana ha suscitato in me una serie di sensazioni e sentimenti complessi. Inizialmente,  emerge una sensazione di meraviglia mista a stupore di fronte all’inspiegabile. La mia mente, abituata a cercare spiegazioni logiche e razionali, si sentiva come destabilizzata di fronte a ciò che sfugge alla mia comprensione. La sensazione di impotenza lentamente si insinua, poiché la mente umana è abituata a cercare il controllo e la comprensione. La mancanza di spiegazioni chiare fa emergere una percezione di vulnerabilità e incertezza, poiché ci si trova di fronte a qualcosa che va oltre la portata della razionalità umana.

Parallelamente, la riflessione su questi misteri genera, a volte,  un senso di umiltà di fronte all’ignoto. La consapevolezza della limitatezza della comprensione umana genera un rispetto per l’infinita complessità dell’universo e per la vastità di ciò che ancora non sappiamo. In alcuni casi, la mancanza di spiegazioni può generare una gamma di emozioni, tra cui frustrazione, ansia o paura, soprattutto se non si affronta la problematica con il giusto equilibrio mentale. La mente umana, desiderosa di ordine e certezza, può reagire con disagio di fronte a ciò che sfugge al suo controllo.

In definitiva, riflettere su qualcosa al di là della comprensione razionale può creare un mix di emozioni complesse, che vanno dalla meraviglia all’umiltà, dalla vulnerabilità alla frustrazione. Queste riflessioni possono essere profonde e influenzare il modo in cui percepiamo il mondo e il nostro ruolo in esso. Ritengo sia particolarmente importante, che arrivati ad un certo punto della nostra esistenza sia necessario porsi qualcuna di queste domande, cercando se non le risposte, che al momento sono fuori dalla nostra capacità comprensoriale, il confronto con tant’altri pensatori.

Il sogno dell’Eterno Presente e del Tempo senza Tempo è un tema ricorrente nella letteratura, nella filosofia e nell’arte. Chi non ha mai desiderato di fermare il tempo, di vivere in un momento perfetto, di sfuggire alla caducità delle cose? Questo sogno, però, nasconde una trappola: l’Eterno Presente è anche l’assenza di cambiamento, di movimento,  è una condizione statica, immobile, sterile. Come vedete stiamo viaggiando su un sottilissimo filo di lana, quasi impercettibile, dove la differenza tra le due definizioni di Tempo è data solo da un gioco di parole.

In queste pagine, vorrei esplorare le diverse sfaccettature di questo sogno, le sue origini, le sue conseguenze e le sue possibili alternative. Partendo da alcuni esempi letterari, musicali e artistici, cercherò di mostrare come il sogno dell’Eterno Presente e del Tempo senza Tempo, siano al tempo stesso una tentazione e una maledizione, una promessa e una minaccia, una speranza e una disperazione.

Un’analisi profonda sulla Trascendenza Temporale[1], ovvero sulla capacità del nostro pensiero di andare oltre i limiti del tempo, di concepire il passato, il presente e il futuro come dimensioni interconnesse e non lineari. È una forma di pensiero astratto che ci permette di immaginare scenari alternativi, di progettare il nostro destino, di apprendere dalla storia e di anticipare le conseguenze delle nostre azioni.

La stesura del mio precedente libro, sostanzialmente una favola a doppio taglio, dove il mescolarsi di sogni e fantasie è talmente profondo da lasciare al lettore il dubbio che alla fine  si è potuto trattare, invece, di una realtà. Una passeggiata nel tempo, che se iniziata per passatempo, si è poi addentrata nel più profondo del pensiero umano, ovvero l’esistenza di una dimensione reale dove il tempo non è più il protagonista. Il girovagare tra la mitologia del tempo, in compagnia di personaggi che hanno costituito la base della cultura e del pensiero occidentale, quali Omero, Socrate, Platone, Aristotile e Pericle, ha scatenato la necessità di una pausa riflessiva proprio sul tempo. In poche parole, seguendo la fantasia sono andato, come detto prima, oltre il limite del tempo, come se in quella circostanza qualcuno o qualcosa, abbia avuto il potere di manipolare il tempo a suo piacimento, in quanto nel mio primo libro ERACLE, ULISSE, ACHILLE OMERO E I MIRMIDONI Una storia quasi vera. E se Omero si fosse sbagliato? Eracle, un mio antenato ha attraversato ventotto secoli per venire da me, mentre nel secondo libro LA MATTONELLA DI AFRODITI sono io che inaspettatamente facendo il percorso temporale inverso, mi ritrovo nell’VIII secolo a.C. Sogno o realtà? O come l’ho definita io una realtà onirica. 

Pertanto, In queste pagine, desidero esplorare il concetto di Trascendenza Temporale e come esso si manifesta in diversi ambiti della vita umana, come l’arte, la scienza, la religione e la filosofia. Cercherò di approfondire come la trascendenza temporale sia una fonte di creatività, di innovazione, di speranza e di senso, che se per certi versi al momento indefinibili, ci aiutano a comprendere meglio il nostro presente.

Un esempio al volo, è rappresentato dall’arte che è forse, l’espressione più evidente della trascendenza temporale. Gli artisti sono in grado di creare opere che sfidano le convenzioni spaziali e temporali, che rappresentano visioni del mondo originali e personali, che trasmettono emozioni e significati universali. L’arte è un modo per comunicare con se stessi e con gli altri, per esprimere la propria identità e per trascendere i confini della realtà.

La scienza è un altro campo in cui la Trascendenza Temporale gioca un ruolo fondamentale. I ricercatori sono spinti dalla curiosità e dalla passione per scoprire i misteri dell’universo, per formulare teorie e ipotesi che spieghino i fenomeni naturali, per sperimentare nuove soluzioni e applicazioni. La scienza è un modo per ampliare le nostre conoscenze e le nostre possibilità, per migliorare le condizioni di vita e per affrontare le sfide del futuro. D’altronde quante cose sono state nei secoli scorsi immaginate, risultando in quei tempi solo fantasie, per poi realizzarsi nei secoli seguenti. Verrebbe quindi spontanea una conseguente riflessione, ovvero che alla base di ogni progresso scientifico, c’è un sogno o una fantasia o tutti e due. Al tempo dei filosofi presocratici, chi sa quante persone con il naso all’insù ad ammirare una splendida luna piena, abbia pensato di potersi recare o di poter vedere quello che stava succedendo a centinaia di chilometri di distanza. Nel corso del XX e XXI secolo tutto ciò è stato possibile con le missioni lunari e con la realizzazione dei cellulari e dei satelliti.

La religione è una forma di Trascendenza Temporale anch’essa, che si basa sulla fede e sulla spiritualità. Le religioni offrono una visione del mondo che trascende la materialità e la contingenza, che si riferisce a una realtà superiore e trascendente, che dà un senso alla vita e alla morte. La religione è un modo per connettersi con il divino, con se stessi e con gli altri, per vivere secondo valori e principi etici, per sperare in una salvezza o in una reincarnazione.

La filosofia, a sua volta, è una disciplina che si occupa della riflessione critica e razionale sulle questioni fondamentali dell’esistenza umana, come il senso della vita, la verità, la morale, la libertà, la giustizia. La filosofia è un modo per interrogarsi sul mondo e su se stessi, per cercare risposte e soluzioni, per sviluppare una visione coerente e argomentata. La filosofia è anche una forma di Trascendenza Temporale, in quanto ci permette di andare oltre l’apparenza delle cose, di analizzare le cause e gli effetti, di prospettare scenari ideali o utopici. Ritengo la filosofia l’espressione più alta e sublime del cervello umano, colei che ti mette in condizioni di mettere in gioco tutte le tue certezze e facendoti trascorrere giornate intere a raccapezzarti tra la miriade di idee che ti passano per la mente, frutto di solenni mal di testa.

In conclusione, mi sento di poter dire che la Trascendenza Temporale è una caratteristica distintiva dell’essere umano, che ci rende capaci di superare i limiti imposti dal tempo, di esplorare il passato, il presente e il futuro in modo creativo e critico, di dare un senso alla nostra esistenza. La trascendenza temporale si esprime in diversi modi e in diversi ambiti della vita umana, arricchendo la nostra esperienza e il nostro sapere. Ed è qui che trovano spazio i sogni e le fantasie, che in assenza di certezze, ci consentono di viaggiare nel tempo, fantasticando scenari onirici che riempiono il senso della nostra vita, a volte stanca di vivere solo nella razionale materialistica quotidianità.


[1] Trascendenza Temporale: si tratta di un concetto filosofico che riguarda la possibilità di andare oltre i limiti imposti dal tempo, sia in senso fisico che metafisico. In altre parole, si tratta di sperimentare una dimensione diversa da quella temporale, in cui il passato, il presente e il futuro non sono più categorie valide per interpretare la realtà.

copertina del libro Eracle, Ulisse, Achille, Omero e i Mirmidoni. Una storia quasi vera
Il primo libro in cui in una notte Eracle attraversa 28 secoli di storia per venire nel XXI secolo a svelare alcuni fatti che in quei tempi ebbero un corso diverso di come ce li ha raccontati il buon Omero
Copertina libro La mattonella di Afroditi di Pompeo Maritati
Copertina libro La mattonella di Afroditi di Pompeo Maritati

In questo secondo libro per una strana intercessione degli dèi dell’Olimpo ripercorro il tempo al contrario arrivando sino all’VIII secolo a.C. partecipando ad un dibattito tra Socrate, Platone e Aristotile, dove Pericle era il moderatore. Ho avuto modo di intrattenermi con Omero facendo delle straordinarie scoperte. Partecipo alla grande festa organizzata sull’isola di Aegina, avendo gli dèi deciso di lasciare il monte Olimpo e di stabilirsi definitivamente su quest’isola presso il Tempio di Aphaia.

In questa mia nuova avventura, su un terreno a me muovo, ma per certi versi affascinante e intrigante, sento il dovere di ringraziare tutti quei pensatori che ho avuto modo di consultare e dai quali ho attinto le loro riflessioni che secondo il mio pensiero ho condiviso riportandolo su queste pagine. 

Il Capitolo 2° sarà online il prossimo 7 febbraio.

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