IL PENSIERO MEDITERRANEO

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MOSTRA GEOMETRIE DEL FERRO

di Stefano Soddu al Museo Messina a Milano vicino a piazza Duomo

Articolo di Serena Rossi

La mostra Geometrie del ferro aperta dal 21 aprile al 12 giugno 2022, ingresso libero da martedì a domenica orario 10-17.30, è curata da Maria Fratelli (visitabile fino al 12 giugno allo studio Museo Francesco Messina, ingresso libero): 24 opere realizzate tra il 1999 e il 2019 che si snodano lungo il percorso temporale di questi vent’anni in cui Soddu ha lavorato non solo il ferro ma anche altri materiali come le polveri.

Anima Gialla-Opera realizzata nel 2004

Classe 1946, nato a Cagliari, si è trasferito a 10 anni a Milano: “Mio padre era ingegnere – spiega a L’Unione Sarda – e prima della guerra era nelle acciaierie Falck, poi è rientrato a Cagliari e nel 1956 è stato richiamato a Milano alle acciaierie Breda. Io, i miei due fratelli e i miei genitori siamo quindi tornati in Lombardia, ma abbiamo ancora una casa di famiglia dei nonni a Serramanna”.

C’è una musica e un inno dissacrante che sorge dalle opere di questo Scultore, addirittura con geometrie semplici in un’opera parla di guerra. Sono 10 triangoli che ha chiamato ‘Percorso orizzontale’, ma il nome originario era ‘Confini’: hanno bordi lavorati col plasma quindi molto frastagliati, duri, hanno la punta rivolta verso l’alto, di conseguenza pericolosa, una sorta di arma. I confini sono sempre pericolosi e sofferti, mai definiti e definitivi.

Egli indaga le geometrie degli spigoli del ferro e con accenni a forme rotonde o piccoli frammenti di colore innalza i toni. Geometria libera che giocando prima col fuoco ci presenta nuovi racconti di vita, come l’opera Sindone, che richiama nell’astratto la sacra effigie di Cristo. Però qui nel ferro.

Le fenditure che il fuoco forgia sembrano accenni di poesia e fanno pensare a vecchie ferite mai rimarginate. Le grandi ruote esposte ricordano l’opera di Pomodoro però qui la forma è meno plastica, e così l’espressione più diretta e materica. Soddu impone rigore e fenditure come schegge-ferite. Il Vulnus-ferita diventa soggetto anche se piccolo in centimetri e ci ricorda l’esperienza umana.

Opera Le cinque grandi Ruote

Le opere sono di grande respiro e sono ben ambientate in questa chiesa di san Sisto sconsacrata dove l’artista e scultore Messina ne fece uso di Atelier. Si trova proprio dietro via Torino a due passi da Piazza del Duomo.

Nella stanza sotterranea si apre una splendida prospettiva di metallo e colore in pigmento-polvere. Materia vissuta corrosa come vita vissuta con le lastre di metallo esposte, al centro l’opera dal titolo Verso la meta misteriosa con 68 pezzi in acciaio e polvere di colore giallo, 220×140 cm.

Le cinque Celle dell’anima e i Raggi dell’anima-Opere realizzate nel 2000

Lo spazio e l’essenzialità delle opere fanno dimenticare la realtà esterna e ci si trova in un altro luogo di respiro e meditazione, una poetica dell’anima. Le opere sono in continuo dialogo tra loro rimandando attraverso la freddezza e la materia ferrosa a ricordi di vita vissuta.

Soddu usa le geometrie del ferro per raccontarci capitoli di storia con un’eleganza unica e una maestria sperimentata e reale.     

Stefano Soddu nasce a Cagliari nel 1946, si trasferisce a Milano nel 1956 dove ancora oggi risiede e opera. Ha esposto in Italia e all’estero in numerose mostre personali e collettive (Spagna, Germania, Russia, Siberia, Inghilterra, U.S.A., Cipro, Svizzera, Belgio, Grecia, Marocco, Turchia, Egitto, Cina, Montecarlo, Austria, Croazia) in circa 400 tra mostre personali e collettive. Nel 2006 è invitato alla Biennale della Scultura di Gubbio, a cura di Giorgio Bonomi, e realizza il portale in bronzo per la chiesa di S. Maria Entroterra a Bolognano. Partecipa nel 2007 alla 52^ Biennale d’Arte di Venezia (Spazi Thetis a cura di Lucrezia Durini De Domizio), nel 2008 alla Triennale dell’Arte Sacra di Lecce e nel 2011 alla 54^ Biennale d’Arte di Venezia, (Padiglione Italia a cura di Vittorio Sgarbi). Nel 2016 è invitato alla prima Biennale d’Arte Croata (Albona). Invitato alla biennale del libro d’artista presso la Biblioteca di Alessandria d’Egitto, la stessa ha acquisito in permanenza la sua opera. E‘ presente con sue opere in 52 musei e collezioni pubbliche in Italia e all’estero.


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