IL PENSIERO MEDITERRANEO

Incontri di Culture sulle sponde del mediterraneo – Rivista Culturale online

“Un ragazzo degli anni settanta” Una storia in dieci puntate di Tiziana Leopizzi (10/10) 

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Accademia di via Ricasoli

Accademia di via Ricasoli

La-costanza-e-il-cambiamento-Franco-Repetto
La-costanza-e-il-cambiamento-Franco-Repetto

L’ultimo Anno Accademico 1977/78 fu il più complesso. Molti fattori lo resero tale e la mia vita studentesca terminò in modo deludente.

Il primo fattore negativo consisteva nella perdita dell’alloggio di piazza dei Ciompi. I miei tre compagni, essendo di un anno avanti a me, terminarono il loro percorso accademico, tornarono a Genova lasciandomi solo nella grande casa che io non potevo accollarmi. La perfida Romagnoli, senza minimamente tutelarmi anzi dimenticandomi del tutto, affidò l’intero appartamento ad un tipetto esaltato che, di fretta e baldanza, occupò ogni stanza. Credo che viva li ancor oggi perché anni orsono mi capitò di passare da Firenze e, tornando ai Ciompi, vidi ancora il suo cognome al portoncino (Arcuri). Dei greci non se ne seppe più nulla, spariti senza neppure un ciao.

Altro motivo devastante e fortemente penalizzante fu il cambio repentino ed inaspettato dell’ordinamento delle Accademie di Stato. Proprio un anno prima di tutte le altre su territorio nazionale, l’Accademia di Firenze, Milano Brera e quella di Roma, furono designate ed accettarono, di essere le capofila di questa sciagurata sperimentazione.

Tutta la situazione divenne incandescente e si avviarono manifestazioni di protesta studentesca  con occupazione delle aule in tutte le sedi. Nessuno comprendeva il da farsi, l’unica cosa sensata era attendere e ingenuamente sperare che la faccenda tornasse quieta. Ma così non capitò comunque.

La mia condizione da difficile divenne tragica. In sostanza dai quattro esami che si sosteneva annualmente, a me e a tutti quelli nella mia condizione, conguagliando e recuperando tutti gli esami non sostenuti nei precedenti tre anni, dovevo affrontare la tesi e ben dodici esami di cui la maggior parte di materie del tutto assurde e avulse dal piano di studi del corso di Scultura come Scenotecnica, Tecnologia delle Arenarie, Mass Media, Tecnologia dell’Incisione, Design, eccc … Un caricata inutile e folle. In questa situazione di assoluta confusione una buona parte di neo docenti incaricati per così dire “al volo”, si dichiarò favorevole ad una sorta di agevolazione verso gli studenti accettando esami ridicoli quasi come una sanatoria didattica a tappeto, creando però un inevitabile e matematico abbassamento delle medie finali per ogni studente.

Ero ben preparato e pronto a guadagnarmi il mio sano 110/110 ma riuscii a malapena a laurearmi con 106/110 . Questo, negli anni a venire, mi causò e non solo a me, una penalizzazione per il punteggio nelle graduatorie nazionali per l’insegnamento. Un problema irrisolvibile che, ad oggi, odora ancora di deliberata superficialità e forte scorrettezza.

Senza poter vivere in loco non mi era possibile seguire tutte le lezioni ed i laboratori. Riuscii a fare un abbonamento ferroviario per studenti davvero conveniente e iniziai la mia avventura di pendolare “lungo”.

Partivo da Genova alle 6,50 per arrivare a Firenze alle 10,00. Seguivo una lezione mattinale ed una o due pomeridiane, poi, alle 19,30 ripartivo arrivando a Genova alle 11,30 e così per tutta la settimana.

Provai a farmi ospitare per qualche notte da qualche compagno di corso ma in realtà nessuno aveva reali possibilità di alloggio.

Da considerare che, con lo scorrere delle settimane, la poca o nulla convinzione, la totale mancanza di motivazione, la solitudine incombente e la devastante stanchezza fisica e mentale divenne preponderante. Nulla aveva più il senso degli anni precedenti. Anche la sospensione forzata dalla pratica scultorea mi mancava creandomi un malessere indescrivibile. Pareva che nulla avesse più un senso.

Compilavo interi quaderni di appunti inutili e non interessanti per la mia formazione. Già in allora era visibile e tangibile come questo nuovo ordinamento soffocava la reale formazione spirituale e culturale della popolazione studentesca. Pareva che l’istituzione accademica fosse manipolata a favore di un sistema che garantiva privilegi ad una marea di nuovi e affamati docenti impiegando l’alibi della maggior offerta formativa.  La manovra furbesca era subdolamente motivata da un “dono” indispensabile alla cultura dei giovani. Pochissime ore di lezione ritagliate in fiumi di materie disparate e non collegate tra loro con sovrapposizione deliranti che avrebbero ostacolato anche la più elementare tecnica di apprendimento. Maree di docentelli allo sbaraglio ricoprenti per magia strampalate cattedre, cariche, commissioni e sottocommissioni per tenere “in blocco” qualsiasi iniziativa sensata.

In quell’anno vidi lo “sfacelo” che si affacciava agli atenei. Oggi si è consolidato e decuplicato con risultati dei quali abbiamo prova.  

Come ultimo fattore negativo, in quel periodo, feci anche i conti con la mia chiamata al servizio militare. Avevo richiesto il rinvio per motivi di studio e mi fu concesso per ben tre anni ma purtroppo i tempi del permesso terminarono a gennaio1978 e a marzo dovetti partite per il mio anno in “grigioverde” per servire il mio Stato.

Riuscii ad accordarmi con diversi dei miei antichi e preferiti docenti che si dimostrarono comprensivi relativamente alle mie ovvie e numerose assenze.

Nel periodo tra maggio e giugno, al momento degli esami, riuscii ad ottenere una licenza per motivi personali dal Comandante del mio Reggimento Artiglieria Alpina con istanza a Trento e, correndo a Firenze, sostenni tutti gli esami tranne la tesi, per la quale dovetti pregare il mio Tenente Colonnello di compagnia per  poter ottenere un permesso di  48 ore e offrirgli un bel disegno a carbone, 100 per 70 rappresentante un nudo femminile, per correre ancora all’Accademia e laurearmi con una tesi su Medardo Rosso composta durante i miei precedenti viaggi pendolari in treno.

La mia avventura fiorentina terminò così, in un modo stanco e snervato, direi con la mente altrove perché il servizio militare che trascorsi fu davvero impegnativo e pesante. Dopo anni di libertà e animosità artistica, finire per un intero anno in una macchina ottusa e severissima senza motivazioni logiche fu difficilissimo.

Mi imposi sin dall’inizio di rimanere uno scultore anche in divisa ma fu arduo ugualmente congelare la mia passione più grande.

Questo fu uno degli anni più difficili dell’intera mia vita e me ne rendevo conto anche mentre lo vivevo. Mi convinsi sempre di più  che se avessi superato quella catasta di guai concentrati nulla mi avrebbe più fermato. Vinta questa battaglia sentivo che avrei potuto affrontare qualsiasi cosa.

Accademia di via Ricasoli
Sala delle Adunanze  dell’Accademia delle Arti del Disegno via Orsanmichele

Conclusioni

Ad oggi sono trascorsi quarantasette anni dal mio trasferimento a Firenze, sono anziano, molto più tranquillo e benevolo, ma per anni, quando sentivo parlare di studenti fuori sede che studiavano moltissimo ma prolungavano al massimo i tempi tra un esame e l’altro, trascorrendo anni tra discoteche, locali, viaggi e vacanze, feste di capodanno, cenoni tra decine di amici, gironzolando con auto proprie, eccc.. sorridevo sdegnato, forse invidioso, e alquanto innervosito, e comunque non riesco a rendermi conto dello scempio di un patrimonio culturale come quello della scuola italiana sottratto colpevolmente agli Studenti. 

Ho conosciuto studentesse che, nelle più prestigiose città studentesche, trascorrevano pomeriggi interi alle spa o in sedute estetiche. Futuri ingegneri nerboruti che sudavano in palestre blasonate festeggiando ricorrenze in locali festosi e costosissimi.

Addirittura studiose signorine che seguivano diete ferree o si facevano adornare e curare unghie di mani e piedi lamentando una stanchezza per troppe ore trascorse nelle varie facoltà, ignari di essere in realtà stati scippati di qualcosa di estremamente prezioso. 

Poi, con gli anni, si comprende che, nonostante le grandi crisi economiche e no,  ci si è ammorbiditi ed accomodati orientandosi verso priorità molto differenti. Inoltre in mezzo secolo tutto è cambiato, la nostra società da lenta/contadina va ora alla velocità della luce… difficile adeguarsi prontamente.  Forse è un bene ma avrei salvato qualcosa di più. Per esempio il rispetto che è il minimo comun denominatore della Vita.  

Genova, Novembre 2022

                                           

Cenni biografici 

Franco Repetto, nato a Genova nel 1954 dove vive e lavora,  è scultore di quella Committenza che ha reso unica nei secoli  l’Italia nel mondo, e che per fortuna a tutt’oggi vanta notevoli testimoni. 

Allievo di Sergio Francesco Bersi, Gianfranco Fasce e dello xilografo Tranquillo Marangoni a Genova e in seguito a Firenze , di Oscar Gallo e del critico Michelangelo Masciotta, diplomandosi nel 1978 presentando una tesi su Medardo Rosso. Divorato dal fuoco di una creatività interiore, fin dagli esordi lavora su incarichi professionali, decorazioni plastiche e pittoriche di edifici religiosi, restauri ed opere funerarie per il cimitero monumentale di Staglieno,  e nel frattempo è “a bottega” dal pittore, scultore ed affreschista Giovanni Battista Semino. Iniziano anche gli incarichi come consulente per prestigiosi enti e nel 1982 vince il concorso per realizzare una grande opera bronzea dedicata al martire del terrorismo Guido Rossa in Genova.

 1986 Ammesso a far parte dell’ E.N.A.P. (Ente Nazionale Artisti Professionisti) con sede in Roma che nel 1990 gli conferisce il premio “Giovani Artisti Professionisti Italiani”..

 1987 esegue su commissione dei comuni di Amalfi, Pisa, Genova e Venezia le quattro grandi polene per i galeoni da regata storica delle Repubbliche Marinare.

Ha partecipato a concorsi nazionali per opere di arredo artistico di edifici pubblici ed aree urbane per le città italiane di Roma, Civitavecchia, Viterbo, Frosinone, Vicenza, La Spezia, Trento e Genova.

 2005  Corso di Formazione con relativo atelier laboratorio di Tecniche Plastiche per docenti della Scuola Elementare facente parte del Progetto MUS-E Italia.

• Dal 2011 tiene corsi di modellazione e scultura presso l’Associazione Culturale ARTE IN CAMPO a Genova.

Ha  tenuto  un corso di Ceramica e Design per il Comune di Genova e la Regione Liguria e ancora di Tecnica della Lavorazione dell’Ardesia per il Comune di Taggia e la Regione Liguria.

• Dal 1994 è docente in ruolo di Discipline Plastiche presso il Civico Liceo Artistico Nicolò Barabino di Genova (oggi Liceo Artistico Statale KLEE-BARABINO)

• Dal 2003 ricopre la cattedra di Plastica Ornamentale e Tecniche della Scultura presso l’Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova.

• Dal 2005 al 2008 ha tenuto
Sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private in Italia:
Roma, Firenze, Milano, Alessandria, Novara, Camogli (GE), Savona, Vado Ligure (SV) – Museo A.Martini, Pescocostanzo (AQ) – Parco pubblico, Genova Quarto -”Giardino delle Sculture” Centro F.Basaglia, Genova – Museo dell’Accademia Ligustica, Pieve di Teco (IM) – Museo Civico, Pietrasanta (LU) – Museo dei bozzetti, Palazzo della Regione Liguria, Genova e all’estero a Londra (Inghilterra), Berna (Svizzera) – Museo CISAP, Wiitassaari (Finlandia) – Museo Civico.

2006 gli viene commissionata dall’Associazione Industriali della Liguria e dalla Curia Arcivescovile una grande scultura bronzea dedicata alla Madonna della Guardia da collocare alla sommità della rampa che conduce al Santuario sul monte Figognia nella Valpolcevera in Genova.

2007 vince il Concorso Nazionale per l’ideazione e la produzione di un pannello decorativo tridimensionale in ferro per la nuova sede della Capitaneria di Porto di Imperia.

 2008 per il  Municipio Valpolcevera esegue un’opera commemorativa dedicata al musicista Niccolò Paganini da collocare in località San Biagio. 

Docente di Discipline Plastiche presso  prestigiosi istituti ha ricoperto la cattedra di Plastica Ornamentale e Tecniche della Scultura presso l’Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova.

• i corsi di Linguaggi Plastici e Contesti Ambientali: espressioni e rappresentazioni, per i neo insegnanti di Educazione Artistica della Scuola Media Inferiore (Cobaslid).

• 2005 ha tenuto un Corso di Formazione con relativo atelier laboratorio di Tecniche Plastiche per docenti della Scuola Elementare facente parte del Progetto MUS-E Italia.

2010 inizia la collaborazione con Ellequadro Documenti e viene inserito nei suoi  network  internazionali che privilegiano il rapporto arte  aziende istituzioni –  artisti della committenza  con i progetti ARTOUR-O il MUST ( Firenze, Genova, Roma, Shanghai, Yiwu, Montecarlo, Londra, Barcellona, Merida Es, Praga, Madeira, Malta, Punta del Este Uy  e Asunciòn PY,   MISA ipotesi Dinamica Museo Internazionale in Progress di scultura per le Aziende e MUSiAT Museo Arte Territorio di Alice Bel Colle AL.

Presente ora nella mostra ARTOUR-O e il RISPETTO è un MUST a Firenze

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