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CHE LA FESTA COMINCI…CENTOCINQUANTA ANNI DEL CARNEVALE DI VIAREGGIO 1873-2023, GAMC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea “Lorenzo Viani”, prorogata all’11 giugno 2023

CHE LA FESTA COMINCI… CENTOCINQUANTA ANNI DEL CARNEVALE DI VIAREGGIO 1873-2023

Gallerie degli Uffizi-Schor Johann Paul - Il corteo del principe Giovan Battista Borghese per il Carnevale di Roma del 1664

CHE LA FESTA COMINCI…

CENTOCINQUANTA ANNI DEL CARNEVALE DI VIAREGGIO 1873-2023

GAMC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea “Lorenzo Viani”, Viareggio

prorogata all’11 giugno 2023

Che la festa cominci… alla Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea “Lorenzo Viani” di Viareggio è prorogata a domenica 11 giugno 2023.

La grande mostra è stata realizzata per celebrare i 150 anni del Carnevale di Viareggio, un evento molto amato dal pubblico e conosciuto in tutto il mondo. È a cura di Roberta Martinelli, direttrice del Museo del Carnevale, ed è stata voluta dalla Fondazione Carnevale di Viareggio e dal Comune di Viareggio.

Per l’occasione della proroga il costo del biglietto d’ingresso sarà ridotto da 8 a 4 euro.

Anonimo-di-Scuola-Romana—Gruppo-di-maschere-in-una-piazza-romana—sec-XVIII-dipinto-colori-succo-d’erba-con-cornice—Roma-Biblioteca-Museo-Teatrale-SIAE

Nato nel 1873 come sfilata di carrozze nel giorno di Martedì Grasso, il Carnevale di Viareggio è oggi riconosciuto come uno degli eventi spettacolari di maggior coinvolgimento popolare. L’esposizione racconta la secolare vicenda storica di quel mondo in festa, ricercandone le radici e mettendo in evidenza la sua evoluzione dal Seicento al Novecento, attraverso una straordinaria raccolta di oltre novanta opere tra dipinti, disegni e incisioni, provenienti da importanti musei italiani, prestigiose raccolte d’arte di fondazioni bancarie, archivi, biblioteche e collezioni private.

Le rappresentazioni che gli artisti hanno dedicato al Carnevale sono un’efficace testimonianza del mutare dei tempi e delle dinamiche sociali che li hanno caratterizzati. Dotato di una sua peculiare vitalità è riuscito a superare tanto i radicali mutamenti politici quanto la diffusa ostilità dei poteri consolidati.

Per dare inizio alla narrazione di questa storia è stato scelto il quadro Il carro d’oro di Paul Schor del 1664, conservato alle Gallerie degli Uffizi di Firenze. Al centro del dipinto che ci rimanda al Carnevale celebrato in quell’anno a Roma, si impone la massiccia figura di un grande carro d’oro. La sua mole che sovrasta tutta la scena e ancor più la sua esibita colorazione di un oro sfavillante, trasmettono la volontà di affermazione di una condizione di potenza che quel Carnevale era stato chiamato a celebrare. Sicuramente a questo pensava il principe Giovanni Battista Borghese, patrizio romano di alto rango che, di quella straordinaria mascherata fu il promotore. Ma forse il principe Borghese non immaginava che quella scena che aveva progettato – un grande carro che tirato da animali, preceduto e seguito da gente in maschera, avanzava in mezzo alla folla – sarebbe divenuta il modello ispiratore di tante successive celebrazioni del Carnevale, sicuramente di quel Carnevale che dal 1873 si prendeva a festeggiare a Viareggio. Questa funzione di archetipo viene esplicitata da altri elementi caratterizzanti quel carro a cominciare dalla complessa macchina meccanica che grazie ad un ingegnoso sistema di ingranaggi manovrati dall’interno faceva muovere un grande drago ed un’aquila che, dalla sua bocca, lanciava confetti.

Gino Severini, Deliciae populi, Figurino per Arlecchino, 1951 Firenze Archivio Storico della Fondazione del Teatro del Maggi Fiorentino

Le altre opere del percorso espositivo, che consentono di documentare l’evoluzione di questa manifestazione, pongono in evidenza l’apparizione delle carrozze adottate dai signori per prendere parte alla festa, rimarcando il loro ruolo preminente e la loro propensione munifica che si manifestava nel ripetuto atto di gettare dolciumi e cibarie alla folla che li circondava. Per l’occasione i signori dismettevano i loro tradizionali abiti per indossare quelli dei protagonisti della Commedia dell’Arte, primo tra tutti Arlecchino.

Nella secolare vicenda del carnevale romano il coinvolgimento di eminenti letterati, artisti di chiara fama e maestranze qualificate nella messa a punto delle rappresentazioni inserite nel calendario delle feste era una consuetudine consolidatasi fin dall’epoca barocca: nel 1805, il direttore artistico della mascherata, affiancata alla consueta corsa dei cavalli barberi, sembrerebbe essere il “celebratissimo cavaliere Antonio Canova”.

Alle maschere italiane la mostra riserva uno spazio particolare che culmina con la celebrazione della loro ultima creatura, il gioioso Burlamacco, dal 1931 simbolo del Carnevale di Viareggio, che la felice mano di Uberto Bonetti realizzò come sintesi delle più note maschere della Commedia dell’Arte. In questa sezione, si trova anche una curiosa raffigurazione di un Arlecchino al femminile, Ritratto di donna mascherata da Arlecchino, un quadro della metà del Settecento, praticamente sconosciuto che da anni giaceva nei depositi delle Gallerie degli Uffizi, e di cui ancora non è stato individuato l’autore. Quadro che, per l’occasione, è stato restaurato dalla Fondazione Carnevale.

Grazie alla collaborazione con la Biblioteca Museo Teatrale SIAE di Roma che ha l’archivio teatrale più ricco d’Europa, è stato possibile approfondire la ricostruzione di questa affascinante storia. Dall’archivio provengono, ad esempio, i monotipi di Romeo Costetti, emiliano di nascita, tre grandi tele realizzate con la tecnica del succo d’erba (molto in voga nel XVIII secolo), quattro piccoli oli su tela datati tra il XVIII e il XIX secolo, che racchiudono nella loro cornice ovale le figure più rappresentative dei costumi legati al Carnevale, festa indissolubilmente legata alla Commedia dell’Arte, e altre preziose testimonianze.

Giovanni Domenico Ferretti detto l’Imola, Arlecchino gran signore, 1742-1750, Fondazione-CR-Firenze

Un altro importante nucleo di bozzetti e figurini, selezionato tra gli oltre 14.000 conservati nell’Archivio del Maggio Musicale, rappresenta qui il teatro in maschera, il felice connubio stabilito tra messinscena operistica e arti figurative. Sono stati individuati alcuni degli artisti che hanno maggiormente collaborato con il Maggio, realizzando allestimenti destinati a divenire celebri. Spaziando in particolare nel ventennio che va dal 1935 al 1955, l’attenzione si è concentrata su artisti noti come Umberto Brunelleschi (1879-1949), Gino Severini (1883-1966) e Gianni Vagnetti (1897-1956).Giovanni Domenico Ferretti detto l’Imola_Arlecchino gran signore_1742-1750_Fondazione-CR-Firenze_bassa

I tanti fili dipanati, svolgendo nella storia di secoli fatta di esperienze vissute con l’ansia di una vita più bella, si ricongiungono e trovano fusione in quella cultura del Carnevale che è insieme memoria e sentimento, ingegno e fantasia, che da 150 anni animano il Carnevale di Viareggio.

Che la festa cominci… raccoglie opere, individuate attraverso la ricerca storico ed iconografica, che provengono da: Le Gallerie degli Uffizi, Firenze; Galleria d’Arte Moderna, Palazzo Pitti, Firenze; Galleria Palatina, Palazzo Pitti, Firenze; Archivio Storico- Teatro del Maggio Fiorentino, Firenze; Museo di Roma-Palazzo Braschi, Roma; Museo di Roma in Trastevere, Roma; Biblioteca Museo Teatrale SIAE, Rom; Museo Civico-Palazzo Morando, Milano; Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze; Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca; Fondazione Carnevale di Viareggio; Comune di Viareggio; Intesa Sanpaolo; Collezioni private.

In mostra si trova anche una tela del patrimonio artistico di Intesa Sanpaolo, la Dama con mascherina di Felice Boscarati (Verona 1721 – Venezia 1807). Intesa Sanpaolo, partner della Fondazione per l’edizione 2023 del Carnevale di Viareggio, considera l’arte e la cultura come una risorsa strategica del Paese in grado di innescare processi di crescita anche sul piano sociale, economico e occupazionale.

Il catalogo, che accompagna l’esposizione, è pubblicato da La nave di Teseo. Il volume riccamente illustrato, a cura di Roberta Martinelli, contiene numerosi saggi, oltre a quello della curatrice, di: Paolo Bertoncini Sabatini Adriana Bonetti, Elena Catozzi, Lorenzo D’Andrea, Federico De Martino Luigi Ficacci, Mino Gabriele, Monica Guarraccino, Federica Luison, Andrea Mazzi, Manuel Rossi, Elisabetta Sgarbi, Vittorio Sgarbi, Fabio Sottili.

La Galleria Comunale di Arte Moderna e Contemporanea di Viareggio “Lorenzo Viani” è allestita nello storico Palazzo delle Muse. La collezione attualmente si compone di oltre 3000 opere di circa 750 artisti protagonisti dell’arte del XX secolo. Vi è anche una significativa presenza di autori del luogo o che hanno avuto legami di varia natura con questa terra e di opere che hanno come soggetto i paesaggi locali. La GAMC possiede la più importante raccolta pubblica di opere di Lorenzo Viani, originale esponente dell’Espressionismo europeo.

CHE LA FESTA COMINCI…

Centocinquanta anni del Carnevale di Viareggio 1873-2023

GAMC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea “Lorenzo Viani”

Palazzo delle Muse

Piazza Mazzini – Viareggio

Tel: +39 0584 581118 Cell: +39 338 5714978 (orario apertura Galleria) Tel: +39 0584 46012 

orari: venerdì, sabato, domenica ore 9,30 – 13,30 e 15,30 – 19,30

gamc@comune.viareggio.lu.it | www.gamc.it

Ufficio Comunicazione e Stampa Fondazione Carnevale di Viareggio

Alessandra Delle Fave/Andrea Mazzi

Tel. +39 0584 5807 |cell. +39 348 3859089 I +39 329 4247343

ufficiostampa@ilcarnevale.com | ilcarnevale.com

Ufficio stampa mostra | Davis & Co. | Lea Codognato/ Caterina Briganti

Tel. +39 055 2347273 |cell. +39 335 5250748 | info@davisandco.it |www.davisandco.it

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