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Geo Fiorenti artista a tutto tondo che ha ideato Tecnologie Energetiche inedite in campo artistico e scientifico

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Geo-Fiorenti

Geo-Fiorenti

di Tiziana Leopizzi

È davvero un grande piacere contribuire a far conoscere i risultati della ricerca artistica di Geo Florenti che, grazie ad un’intuizione che l’artista chiama del quasi nulla, ha aperto una nuova strada che usa l’arte per la salvaguarda della bio-sostenibilità: illuminazione a consumo 0!

Artista a tutto tondo ha ideato Tecnologie Energetiche assolutamente inedite sia in campo artistico che scientifico. Unico nel panorama artistico per la realizzazione di istallazioni di luce a consumo zero, applicate ad illuminare le opere d’arte nei musei. Il suo esordio di tutto rispetto risale al 2007 alla Galleria Nazionale di Arte Antica di Roma, presentato da Claudio Strinati, Soprintendente al Polo Museale Romano. Florenti illuminò Giovanni Battista del Caravaggio e La Danzatrice del Canova. Segue l’anno successivo il suo cammino con la Soprintendenza alla Galleria Nazionale di Arte Moderna e Contemporanea illuminando un’intera area del Museo H.C. Andersen di Roma. Questo fu il passo che permise di toccare con mano che era sarebbe stato possibile illuminare i luoghi, la sua sensibilità artistica lo spinse ad iniziare prima di tutto dai musei, e le opere senza influire sui consumi di energia.

Il cammino divenne da allora inarrestabile. Con la sua arte ha illuminato principalmente opere in spazi istituzionali, sperimentando su opere di Michelangelo, Leonardo, Caravaggio, Canova, Bernini, Rembrandt, Gentileschi, Vouet, Balla, Man Ray, per collaborare poi recentemente con artisti contemporanei come Michelangelo Pistoletto. La sua ricerca ha anticipato ciò che due anni fa circa fu SolarIndoor, dalla prestigiosa rivista Nature, ovvero il fotovoltaico applicato alla luce artificiale per generare energia. In collaborazione con la Divisione Smart Energy di ENEA e la Scuola del Design del Politecnico di Milano ha illuminato  nel 2021 Palazzo Hybrid, un progetto per la conversione dei sistemi e delle tecnologie energetiche negli edifici. Attualmente è impegnato nell’individuazione di tecnologie energetiche basate principalmente sull’uso innovativo delle risorse. Collabora con la Facoltà di Ingegneria La Sapienza.

Il prossimo 10 luglio a Genova sarà protagonista di AlterEgo Consumo 0 al Teatrino di Palazzo Ducale e alle Terrazze con i suoi LuxBox. Gli danno il benvenuto 3 artisti genovesi della Committenza,con Artour-o fin dagli esordi nel progetto a Firenze nel 2005. Illuminerà le opere. Oltre al coinvolgimento attivo del pubblico fioccheranno le domande di MaurizioDiMaggio e dell’ing.  Davide Viziano entrambi Artour-o d’Argento, della presidente AIDDA avv. Daniela Anselmi, la Presidente emerita Fidapa dott. Simona Firpo e il dott. Augusto Minoja macroeconomista.

Lasciamo però ora la parola a Geo Florenti sulla sua ultima ricerca augurando di godere di questa utopia ormai pragmatica,  realizzata al MUSEO HYBRID a Roma, una serie di installazioni per la conversione delle tecnologie energetiche nei musei.

“Questa nuova opera, VENTILATORI A CONSUMO ZERO, fa parte della serie di istallazioni/tecnologie proposte nel progetto Museo Hybrid – Conversione dei Sistemi e delle Tecnologie Energetiche nei Musei (Articolo 1 – https://www.artribune.com/author/geoflorenti/), concepite come sostituti ecocompatibili alle tecnologie convenzionali, e in via di essere applicate in forma pilota al Museo della Comunicazione di Roma – Ministero delle Imprese e del Made in Italy, con l’obiettivo di convertire i musei energivori.

L’Opera Ventilatori a Consumo Zero è il riassunto di un viaggio “all’interno del sistema solare” intrapreso alla ricerca di una nuova fonte/forma di energia e attirato dal modus operandi della componentistica che opera all’interno della causa che determina il moto dei pianeti sul proprio asse.

Incuriosito, mi sono applicato alla simulazione del sistema solare in scala ridotta, per averlo a portata di mano e individuare le componenti che avrebbero preso il posto dei pianeti. In questo scenario sperimentale, mi era necessario scoprire una caratteristica che accomuna tutti i pianeti, Sole compreso, quella che, secondo la mia intuizione, correda tutte queste sfere, un fenomeno simile a delle ruote dentate, in movimento all’interno di un meccanismo identico a quello di un orologio.

Eccomi dunque alle prese con la realizzazione di una scheda tecnica di un pianeta, la Terra, considerando, per istinto, che questa tecnologia, che mette in moto tutti i pianeti del sistema solare, è composta da componenti fisiche e di natura fenomenica, non materiale, risultati dell’interazione tra le materie, tra le materie e i fenomeni derivati e, in fine, dall’interazione tra i fenomeni.

Uno degli elementi presenti sul pianeta è il silicio, quasi il 50% della scorza terrestre. Il silicio reagisce alla luce generando energia elettrica. Altri elementi presenti, che hanno attirato la mia attenzione, sono due metalli, il ferro e il rame, che hanno la funzione di conduttori di elettricità. Quindi, il silicio trasforma la luce del Sole in energia elettrica che è indirizzata istantaneamente al nucleo attraverso i metalli. Oltre ad avere il ruolo di conduttori di elettricità, i due metalli hanno un’altra funzione ancora: quando il rame è attraversato dall’energia elettrica e ha il ferro vicino, si verifica il fenomeno dell’elettromagnetismo quindi, come la Terra, tutti i pianeti, Sole compreso, sono degli elettromagneti quindi, dei magneti.

Secondo queste semplici equazioni, Luce + Silicio = Energia Elettrica, Elettricità + Rame + Ferro = Elettromagnetismo quindi, Luce + Silicio + Elettricità + Rame + Ferro + Magneti + Magnetismo + Elettromagnetismo = Moto, ho individuato gli elementi che avrebbero sostituito i pianeti nel mio sistema solare, i magneti, e le ruote dentate che avevo intuito sono proprio il loro magnetismo.

Per verificare il funzionamento e dimostrare la mia tesi, ho posizionato un cubo magnetico in un punto, simulando il Sole. Gli altri cubi, più piccoli, i pianeti, sono stati posti attorno e a varie distanze. Generando una rotazione sul proprio asse del magnete Sole, tutti gli altri magneti/pianeti ricevono istantaneamente il moto e se lo trasmettono tra loro attraverso il magnetismo. Ho chiamato questo fenomeno Moto a Input di Onde Magnetiche.

Ventilatori a Consumo Zero

Il sistema di ventilatori proposto nel progetto Museo Hybrid funziona in un modo semplice e con una componentistica minima ed ecocompatibile. A differenza di quelli classici, i ventilatori al posto del motore elettrico utilizzano un semplice cubo magnetico, un MONOLITE!

Viene montato un primo ventilatore guida messo in moto da un motore elettrico DC di nuova concezione tecnica funzionante sulla nuova rete elettrica degli ambienti ideata per il Museo Hybrid, in DC a bassissima tensione, con un consumo di 10W. Sull’asse del ventilatore è incorporato un cubo magnetico che gira (sul proprio asse) quando il ventilatore è in funzione. Fissato il primo ventilatore, si procede con il fissaggio, a distanze precise, di altri ventilatori identici, muniti di magneti e privi di motori quindi non alimentati a energia elettrica. Tutti i magneti dei ventilatori entrano in contatto tra loro attraverso il magnetismo al punto che, quando si mette in moto il ventilatore guida, tutti gli altri ventilatori iniziano a girare alla stessa velocità, e a consumo zero! Secondo gli esperimenti, si possono aggiungere un numero alto di ventilatori, decine, con il consumo minimo di uno solo.

Un confronto tra questa tecnologia proposta e quella convenzionale? A differenza del motore elettrico, utilizzato in tutti i ventilatori convenzionali, realizzato in decine di componenti in diverse materie, soggette ad usura e riparazioni, con una garanzia di due anni circa, il nuovo “motore” proposto è composto da un unico elemento, un Monolite magnetico, che non necessità di manutenzione, indistruttibile e con una garanzia eterna.

Oltre a generare aria a consumo zero, i ventilatori possono essere trasformati contemporaneamente in veri e propri generatori di energia, utili ad alimentare i corpi illuminanti dell’ambiente, e non solo… “ Geo Florenti

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