IL PENSIERO MEDITERRANEO

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A spasso nella storia Paraguay  con il Capitano Jose Bozzano una delle menti più brillanti di questo Paese.

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Jose Alfredo Bozzano

Jose Alfredo Bozzano

di Tiziana Leopizzi

Chi segue Il Pensiero Mediterraneo ha già fatto la conoscenza di Paola Dos Santos appassionata studiosa della storia del Paraguay. Ci presenta così gli esiti di una sua ricerca a partire dalla fine dell’Ottocento, molto approfondita e molto sentita.   Una forte instabilità economica e politica caratterizzava gli inizi del Novecento, e sfociò   non solo nella guerra civile ma contemporaneamente   nella guerra del Chaco. “Questo periodo così atroce vide però  – continua Paola Dos Santos – la nascita e l’affermazione di grandi personaggi, uomini e donne che nonostante fossero oppressi da eventi terribili, grazie alla loro intelligenza, all’amore per la scienza e ad una rara tenacia riuscirono a essere fonte di luce e di speranza per tutti.

Uno di questi, figlio di immigrati italiani che arrivarono in Paraguay alla fine dell’Ottocento, fu il Capitano José Alfredo Bozzano Baglietto. Pensiamo meriti davvero fare la sua conoscenza per dare ai nostri lettori e non solo testimonianza dell’immenso contributo che gli immigrati italiani diedero alla crescita  del Paraguay sia in tempo di pace che ahimè di guerra.

Il Capitano che si distinse soprattutto per intelligenza, dedizione e tenacia, dopo una vita gloriosa sotto ogni punto di vista, ricca di successi e di meritati riconoscimenti, affrontò con molta dignità le impensabili avversità che lo colpirono in tarda età.  La famiglia Bozzano-Craviotto, originaria di Varazze in Liguria, composta da José Bozzano e Maria Craviotto si stabilì in Paraguay all’inizio del 1886, con José, l’unico dei 3 loro figli che accompagnò i genitori nell’ avventura in Paraguay.

José Bozzano Craviotto, si accasò poi con un’argentina di nome Benedicta Bárbara Baglietto Canepa. Ebbero ben undici figli: José Alfredo, il primogenito, il nostro protagonista, nacque il 17 dicembre 1894, in casa, com’ era consuetudine a quel tempo, in rua General Diaz 585 ad Asunción, nel famoso quartiere di Lomas San Jerónimo, a 150 metri dagli arsenali. Destino? Forse…

 Finita la scuola ad Asuncion conseguì la laurea in ingegneria presso il prestigioso Massachusetts Institute of Technology, laurea che mise a frutto magistralmente svolgendo l’incarico di ideare la strategia di difesa del territorio del Chaco Paraguaiano. Lavorò soprattutto per gli arsenali del Ministero della Guerra e della Marina e la preziosa esperienza gli servì per la progettazione delle cannoniere Paraguay e Humaitá , costruite a Genova, che si rivelarono fondamentali  per la salvaguardia del Chaco e quindi del Paese.  Di qui il suo soprannome “Padre delle cannoniere gemelle”.

José Bozzano, sangue italiano e guaranì nelle vene, ebbe un solo scopo nella vita: fermare l’avanzata dell’esercito boliviano

nel Chaco.

La Famiglia Bozzano Baglietto

Sebbene ci siano opinioni contrastanti sulla sua nascita , la  data qui citata è stata verificata attraverso l’accesso al certificato di battesimo della Chiesa de La Encarnación e la relativa trascrizione nel  Registro Civile, presentato dal padre José Bozzano Baglietto, al momento della sua iscrizione al Colegio Nacional de la Capital.

José Alfredo frequentò il Collegio Monseñor Lasagna, si laureò, come la maggior parte dei giovani che sarebbero diventati grandi leader del paese nel XX secolo, presso il Colegio Nacional de la Capital, attraverso un esame di ammissione che fece individualmente come d’uso allora.

Un aneddoto ritrovato negli archivi scolastici ci parla di un adolescente che in certi momenti tenne comportamenti irriverenti, tanto che gli furono inflitti quattro sanzioni disciplinari tra il 1908 e il 1910 per “indisciplina e disobbedienza”. Una delle più gravi fu quella del giugno 1910 “per aver pronunciato parole disoneste”, azione che gli valse una sospensione di dieci giorni.

Da piccolo, appena tredicenne anni e fino al 1912 lavorò nel mondo della nautica, per lo più a bordo.  Dobbiamo sottolineare che la famiglia Bozzano, fino dal suo arrivo, si dedicò al commercio navale in Paraguay. Fu proprio José Bozzano (nonno) che nell’ufficio di Bozzano y Cía costruì il primo piroscafo in ferro fabbricato in Paraguay: lo Ypiranga, per conto di Morey y Cuy, di Cuiabá. Quando il nonno morì, il figlio, José Bozzano (padre) fu lasciato in carica della compagnia.

Foto: La mattina del 18 agosto 1908, il piroscafo Ypiranga fu varato per la prima volta nelle acque tedesche.” Nonostante già in quegli anni si creassero nel mondo navi molti grandi, le loro dimensioni erano ancora colossali per l’epoca: 138 metri di lunghezza e 18 metri di larghezza stazzava 8.142 tonnellate, nonostante ciò, solcavano il mare come una barca a vela. “

Josè Alfredo entrò in Marina Militare nel settembre 1917 e acquisì il grado di guardiamarina in commissione, non essendo ancora un ufficiale di carriera. Contemporaneamente iniziò a studiare Giurisprudenza che decise di abbandonare al secondo anno per dedicarsi allo studio del Calcolo Infinitesimale e della Geometria Analitica.

Il 29 aprile 1918, il presidente Manuel Franco lo nominò capo della seconda sezione degli Arsenali con decreto n. 8406.

Un anno dopo una notizia cambierà il corso della sua vita. Il Ministro della Guerra e della Marina, Colonello Adolfo Chirife gli comunicò che era stato deciso  che dovesse studiare Ingegneria Navale negli States. Una sorpresa per José Alfredo che pensava davvero che sarebbe stato assegnato alla Scuola Militare.

Non c’è nessun documento che mostri la data esatta della sua partenza, ma sappiamo che arrivò a New York nel dicembre 1919 a bordo della nave Vetris e da lì partì il Massachusetts Institute of Technology di Cambridge

Uno dei primi aneddoti di registrati  fu che il 9 febbraio 1922 sul giornale dell’Istituto, nella sezione cronaca intercollegiale, venne pubblicato un breve articolo in cui si riferiva che lo studente Josè Alfredo avrebbe partecipato al primo ciclo di conferenze organizzate dal Latin American Club, e che avrebbe parlato dei più importanti gruppi indigeni che abitavano l’America Latina in quel momento.  La sua conferenza fu incentrata sugli indigeni guaranì.

Dopo quattro anni di intenso studio, Josè Alfredo Bozzano presentò la sua tesi di laurea, dal titolo “Flying boat design from a naval architect’s point of view” (Progettazione di un idrovolante dal punto di vista di un architetto navale). Quindi si trasferirà in Connecticut al Naval War College e successivamente alle V base aerea navale di Hampton Roads Newport. Il neoingegnere José Alfredo, lascia il Massachusetts all’inizio del 1925, convocato in Paraguay per ordine del presidente Eligio Ayala che gli conferisce   la nomina a tenente in seconda in Marina. A quel tempo, precisamente nel mese di maggio dell’anno 1926, fu invitato ad un ricevimento al Palacio di López dall’allora Presidente della Repubblica in commemorazione delle feste nazionali e in quest’occasione conobbe la sua futura moglie, la signora Virginia Cardozo, originaria di Guaira, figlia di Ramón Indalecio Cardozo, considerato il più grande educatore della storia del Paraguay, e sorella dello storico Efraím Cardozo.

Un incontro decisivo. La coppia decise di sposarsi il 4 dicembre 1926 e da quell’unione nacquero Elena Alcira, María Virginia e Jorge Alfredo.

Il Capitano Bozzano, sua moglie, figlia e nipoti. Puerto Sajonia. Asuncion, 1968

L’instabilità politica però affliggeva il Paraguay in quel momento con i postumi della devastante guerra civile del 1922-1923.

La Dirigenza dell’Arsenale.

Al suo ritorno dagli Stati Uniti, il capitano Raúl Leforete gli disse che sarebbe stato nominato direttore degli Arsenali (Arsenal’i come era noto). La sua nomina fu comunicata con Decreto n. 20297 del 9 marzo 1925, e firmata dal presidente. Successivamente fu promosso a 2° tenente di seconda, con Decreto n. 20548 dell’8 aprile 1925.

La situazione dell’Arsenal a quel tempo era precaria, non c’erano tecnici, ingegneri, disegnatori. I vecchi capannoni dei López non erano più adeguati alle nuove esigenze tecniche. Non c’erano bacini di carenaggio, uffici e macchine pesanti. La spiaggia dell’Arsenal Cuè era bassa e non si poteva fare nulla. Bozzano aveva studiato per mesi al fiume Paraguay, da Villa Hayes alla svolta dell’Ytororò. Al termine di questo processo, presenta un rapporto in cui raccomanda urgentemente di spostare gli Arsenali a Puerto Sajonia e di garantire la protezione del fiume a causa dell’imminente guerra con la Bolivia.

Il 25 marzo 1925, con Decreto n. 20438, fu ordinato il trasferimento degli uffici della Guerra e della Marina ai terreni di Porto Sajonia e fu autorizzata la costruzione di uno scalo di alaggio davanti ai locali del nuovo Arsenale. Bozzano in quel periodo iniziò a sottolineare la forza di lavoro qualificata con cui doveva contare all’Arsenal per l’incarico. Parlò della gravissima deficienza degli artigiani, non abili o non specializzati, operai di bottega e dell’obsolescenza delle nostre risorse materiali per affrontare una guerra imminente. Alla fine di fornire manodopera qualificata agli Arsenali, il 9 gennaio 1926, con Decreto n. 20380, fu istituita la Scuola degli Apprendisti Meccanici della Marina. Le preoccupazioni di Bozzano iniziarono a dare i loro frutti per il bene della nazione. Di qui la sua missione in Europa per acquistare navi da guerra per controllare il fiume Paraguay e  così la difesa del Chaco,  una questione che era già stata discussa da prima del conflitto con Bolivia. Il governo considerava di vitale importanza l’acquisizione delle cannoniere per la difesa del fiume Paraguay e del Chaco. Bozzano, che ormai aveva già disegnato gli scafi delle navi, presentò al presidente una il suo progetto.

Eligio Ayala ascoltò la sua proposta, ma la decisione l’aveva già presa. Il costo era alto, ma il Paraguay si doveva dotare di questi due potenti elementi di difesa. Per fortuna la nazione era in condizioni economiche da poter affrontare questo impegno senza contrarre alcun debito con l’estero. Venne promulgato il decreto, il n. 26603 del 21 marzo 1927.

L’acquisizione avvenne tramite la Legazione Nazionale di Londra e con l’intervento del Direttore Tecnico degli Arsenali della Guerra e della Marina che il ministero distaccato aveva incaricato a tale scopo. Bozzano lasciò Asunción, accompagnato dalla moglie, il 10 marzo 1927. In Europa iniziò la ricerca di un cantiere navale che soddisfacesse le condizioni richieste. Diventerà anche una “spia”: la Bolivia aveva immagazzinato un’enorme quantità di materiale bellico, in misura tale da fermare indistintamente anche gli eserciti cileno e argentino. La guerra contro la Bolivia si presentava come una guerra meccanica, tecnica, materiale, “di ferro” e dove la capacità industriale, logistica e mezzi di trasporto sarebbero stati i fattori chiave. Questi i motivi per i quali ebbe a cuore il futuro industriale e le relative risorse materiali che il Paraguay doveva vere per fronteggiare la Bolivia.

Alla fine, Bozzano scelse il cantiere Odero-Termi-Orlando, a Genova in Italia, poiché era quello che soddisfaceva i requisiti economici e di velocità di esecuzione. L’accordo fu firmato e si poté procedere alla formazione di un ufficio con il titolo di Commissione Navale Paraguaiana in Europa. Dopo una permanenza di 14 mesi a Londra, la famiglia Bozzano Cardozo si trasferì a Genova per supervisionare la costruzione delle navi. In questa città Bozzano decise di aprire gli uffizi della Commissione Navale Paraguaiana in Europa, composta solo dallo stesso Bozzano e da un giovane dattilografo italiano di nome Giovanni Tiraoro.

Tutto procedeva secondo i piani fino a quando Bozzano ricevette la notizia della presa del forte Vanguardia nel dicembre 1928 da parte delle truppe boliviane.  La notizia era angosciante… non si nascondeva la gravità delle conseguenze di un’anticipazione dell’offensiva perché il Paraguay non aveva ancora i materiali bellici necessari. D’altro canto, era al corrente che la Bolivia non aveva ancora ricevuto il lotto di armi che aveva acquisito in Europa. Accelerò per quanto in suo potere il processo di costruzione delle cannoniere e decise di tornare in Paraguay.

 Bozzano aveva fatto amicizia con un ufficiale della Marina Militare Italiana di nome Spadaro, legato al sistema di trasmissione della Marina Militare Italiana a cui chiederà  come poter acquisire un dispositivo crittografico di trasmissione e ricezione. Spadaro allarmato da questa richiesta dichiara che nulla era possibile senza ordini del Ministero della Marina. Comunque la cosa andò a buon fine e sarebbero stati gli arsenali  del Paraguay a fabbricare 28 macchine di crittografia e decrittazione durante la Guerra del Chaco.

Alla fine del 1930 le cannoniere erano finite e pronte a salpare. Per disposizione del Governo, la signora Virginia Cardozo, moglie di Bozzano, fu nominata madrina della cannoniera Humaitá, mentre la madrina della cannoniera Paraguay fu la moglie del generale Manlio Schenoni, primo direttore della Scuola Militare in Paraguay.

Dopo quattro anni di missione in Europa, il 19 aprile 1931, le cannoniere Humaitá e Paraguay lasciarono Genova. L’equipaggio delle navi, composto da marinai italiani, fu assunto dallo Stato paraguaiano per trasportare le cannoniere fino al porto di Buenos Aires.

Il 3 maggio 1931 le cannoniere arrivarono a Humaitá. Lì li attendeva il Presidente della Repubblica e il suo seguito, oltre a una folla immensa in delirio. Le navi ancorate salutarono la piazza con 21 colpi di cannone. L’accoglienza fu commovente e il Presidente consegnò alle cannoniere le bandiere paraguaiane donate dal popolo Poi salparono per la capitale passando tra Pilar e Villeta dove furono accolti con grande entusiasmo.  Arrivarono il giorno successivo tra le 9 e le 10 della mattina. Li attendeva una folla senza precedenti, di dimensioni impressionanti. La scena dell’arrivo fu memorabile e storica sotto ogni punto di vista. Le scuole chiuse affinché gli studenti potessero recarsi al Porto. Anche le ferrovie contribuirono all’accoglienza abbassando il costo dei biglietti.

C’era però una frangia, non indifferente, che si opponeva all’utilizzo del denaro pubblico che si rese necessario per  le cannoniere, sottolineandone l’alto costo, cosa che, insieme all’indifferenza del Chaco paraguaiano,  contribuì ad aggravare le posizioni critiche del Governo di Guggiari. In ogni caso è innegabile che le navi  rispondevano pienamente all’obiettivo per cui erano state acquisite: la difesa del fiume Paraguay: durante tutto il conflitto le cannoniere effettuarono 165 viaggi e trasferito 114.413 combattenti.

Quale direttore generale degli Arsenali di Guerra e della Marina fu molto importante si adoperò per fornire tutto il necessario fabbricando, inventando e fornendo tutti i materiali, le forniture che lo richiedevano: dalle armi, ai trasporti di truppe, agli ospedali da campo.

Per la Sanità Militare gli arsenali costruirono baracche, letti e barelle. Oltre ad attrezzature per la perforazione e la raccolta dell’acqua, serbatoi di acqua e carburante, autoclavi, stufe e accessori vari. L’abilità del capitano Bozzano ha permesso al paese di risparmiare una notevole quantità di denaro.

Nel 1933, più di 3.000 automobilisti assegnati e controllati dagli Arsenali prestavano già servizio nella campagna. Erano i famosi “Choferes del Chaco”, come li riconosce la storia nazionale.

Anche il peggio finisce e con la pace  con decreto del 3 luglio 1935, il Capitano di Fregata José Alfredo Bozzano Baglietto fu insignito dell’onorificenza Cruz del Chaco, dallo stesso  Presidente della Repubblica Dott. Eusebio Ayala

Fu insignito  anche  della Croce del Difensore, il Condor delle Ande boliviane, il Regno d’Italia e la Legione d’Onore di Francia. Inoltre, è stato insignito postumo del premio National Order of Merit nel 1994 e anche della sua promozione postuma nel 2022.

Il Capitano Josè Bozzano continuò ad essere Direttore degli Arsenali di Guerra e della Marina, fino al 22 febbraio 1936, dopo che il colpo di Stato del 17 febbraio di quell’anno, non avendo aderito alla rivolta militare che portò al potere Rafael Franco, con Ordine Generale fu deposto dal comando delle Forze Armate.  

Fu arrestato e condotto al comando della Polizia Militare, davanti alla chiesa di San Roque, con altri trenta soldati, fino alla notte del 27 febbraio 1936, quando furono condotti in una località denominata Kurè Kuà, nella zona inferiore dell’Hospital de Clínicas, per essere caricato sul pianale che serviva per il trasporto degli animali al campo di concentramento di Peña Hermosa in condizioni molto precarie. Dopo cinque mesi, furono tradotti ad Asuncion, nell’ufficio del presidente provvisorio Rafael Franco, che lo aveva cordialmente convocato per informarlo che era dispiaciuto per quanto accaduto., che il tutto era dovuto ad una confusione e che da quel momento era libero. Gli chiese però di non prestarsi a nessuna manovra politica.

Il 25 agosto 1937 il Presidente della Repubblica Félix Paiva lo nominò Sindaco Municipale di Asunción e lo stesso Presidente lo nominò Ministro della Guerra e della Marina che l’anno dopo, il 2 gennaio 1939, lasciò per assumere quello di Ministro dell’Economia.

Il Destino

il Presidente della Repubblica, José Félix Estigarribia mori con la moglie e altri importanti membri del Governo sul Potez 25 A Nº 7 su cui avrebbe dovuto esserci il Capitano. Lo stesso Presidente gli diede un incarico diverso all’ultimo momento. Il nuovo presidente Higinio Morínigo  gli confermo i suoi incarichi  ma  José Bozzano  nel febbraio 1945 lasciò Asuncion e si trasferì a Montevideo, in Uruguay, dove fu assunto presso il cantiere navale Carmelo della ditta uruguaiana Metalúrgica y Diques Flotantes S.A.  e svolse la sua professione come architetto e ingegnere navale.

Le sue traversie non erano finite. Tornato in patria dopo l’incendio del cantiere navale di famiglia, il 7 novembre 1955 si registra un fatto terribile. Il giornale di Montevideo “La Mañana” riportò che ad Asunciòn il capitano Bozzano, che si trovava in compagnia della moglie e del genero, fu vittima di due colpi di arma da fuoco che non riuscirono a ferire lui, ma fu brutalmente picchiato. Secondo questo giornale, l’autore fu una guardia personale del presidente Stroessner, accompagnato da un altro soldato.

I passanti si precipitarono per aiutarli mentre i due agenti di polizia presenti non fecero nulla.  Non sarà mai chiarito quanto accadde.

José Alfredo Bozzano Baglietto morì all’età di 75 anni al sanatorio spagnolo, il 14 dicembre 1969, molto vicino al quartiere in cui nacque e tra tre strade dalla sua residenza in Via Carlos Antonio López. I suoi resti riposano nel cimitero della Recoleta.

Le  Cannoniere

La Paraguay salpa  ora  dopo 55 anni dal porto di Asunción per Villa del Rosario, dipartimento di San Pedro (secondo dipartimento geografico della regione Orientale del Paraguay)

Nel 1955 Juan Domingo Perón rovesciato in Argentina con un colpo di stato si trasferisce in  Paraguay che gli offrì asilo politico. Con lui tornò ad Asuncion la Paraguay fino ad allora attraccata al porto di Buenos Ayres. Humaità, l’altra, è diventata un museo navale.

Lasciamo a Paola Dos Santos concludere direttamente  questa interessantissima e inedita pagina della sua ricerca storica sul Paraguay.

“Il Tenente Bozzano, con i suoi progetti ingegneristici e la costruzione delle due cannoniere più importanti della storia del Paraguay ha fatto brillare l’ingegno italiano e senza dubbio alcuno possiamo dire che il capitano José Alfredo Bozzano Baglietto può essere considerato una delle menti brillanti che abbia mai espresso il Paraguay.


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