25 Novembre 2020

IL PENSIERO MEDITERRANEO

Rivista Culturale online

Grecìa Salentina e Taranto insieme candidate a Capitale della Cultura 2022

image_pdfimage_print

Di Pompeo Maritati

Il 16 novembre scorso il Ministero della Cultura ha comunicato che tra i dieci finalisti per la candidatura a Capitale Italiana della Cultura per l’anno 2022 ci sono la Grecìa Salentina e Taranto.

Le altre città finaliste sono: Ancona, Bari, Cerveteri, L’Aquila, Pieve di Soligo, Procida, Trapani, Verbania e Volterra.

Capitale della Cultura” è il titolo istituito dal Ministero dei Beni Culturali e del Turismo nel 2014 con l’obiettivo di “sostenere, incoraggiare e valorizzare l’autonoma capacità progettuale e attuativa delle città italiane nel campo della cultura, affinché venga recepito in maniera sempre più diffusa il valore della leva culturale per la coesione sociale, l’integrazione senza conflitti, la creatività, l’innovazione, la crescita, lo sviluppo economico e, infine, il benessere individuale e collettivo”.

Taranto e Grecia Salentina. Capitale italiana della cultura 2022. La cultura cambia il clima” è il titolo del dossier che ha colpito la giuria ed ha permesso ai due territori di rientrare nella top ten dei dieci progetti più interessanti che hanno visto sfidarsi ben ventotto città concorrenti.

Ovviamente non ci resta che augurare alla Grecìa Salentina insieme a Taranto, che riescano a spuntarla. Sarebbe un auspicabile risultato sia sotto il profilo culturale sia sotto quello turistico economico.

Ma aldilà degli auspici forti e sinceri, sorge spontanea una domanda: “perché una realtà culturale di così vaste proporzioni quale la Grecìa Salentina senta il bisogno di mettersi in tandem con altri territori anche se anch’essi di inestimabile valore?”

La Grecìa Salentina è un contenitore culturale a 360 gradi, rappresentativo della minoranza linguistica più importante, più numerosa d’Italia. Perché non cercare di far affermare la propria identità?

Probabilmente avremo bisogno di una progettualità più mirata con un migliore coinvolgimento delle tante numerose risorse artistiche e umanistiche che questo splendido territorio, composto da ben dodici comuni possiede.

Forse interrogarsi proprio sul punto precedente con umiltà e con propositi di una nuova carica progettuale, darebbe ulteriore lustro al nostro Salento.