IL PENSIERO MEDITERRANEO

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La dominazione normanna in Sicilia – Ricerca storica di Giovanni Teresi

Normanni in Sicilia

Normanni in Sicilia

 Normanni (northman “uomo del nord”) si chiamano dapprima gli Svedesi, i Norvegesi e i Danesi, le tre popolazioni scandinave che, alquanto confuse, abitavano, nel più alto Medioevo, le regioni dell’Europa settentrionale, che tuttora portano il loro nome. Più comunemente, questo nome (nella forma latina: northmannusnormannus) stette poi a indicare i predoni, in gran parte norvegesi, che, scorrazzando dallo scorcio del sec. VIII per i mari del nord, si stabilirono in Francia, nell’attuale Normandia, da dove, adottati lingua e costumi francesi, mossero nel sec. XI le schiere che conquistarono l’Inghilterra e l’Italia meridionale. In conseguenza, anche se il fondo psicologico più riposto di queste genti restò, dopo i contatti con altri popoli, sostanzialmente identico, una diversità, e non lieve, esiste fra di loro. Ma qui, seguendo l’uso invalso, si continuerà a denominarle indistintamente Normanni, aggiungendo che nelle fonti sogliono esser dette anche vikinghi, da wiking (forse “guerriero”), che precisamente è il nome che gli stessi Normanni danno al capo d’una loro spedizione marittima.

 Le origini e le cause dell’invasione normanna dell’Italia meridionale e della Sicilia

 La Sicilia musulmana non costituiva, agli inizi dell’XI secolo, un organismo statale ben compatto e omogeneo, e più di uno erano i motivi di crisi che la attraversavano. Incentrato su tre emirati praticamente indipendenti (quello orientale nella zona fra Catania e Siracusa, quello meridionale fra Agrigento e Castrogiovanni, quello nord-occidentale fra Trapani e Mazara del Vallo), il potere dei musulmani nell’isola era frastagliato e malfermo. Spesso, infatti, i “kaìd” erano in aperta lotta fra loro, e fu proprio una di queste lotte che costituì la causa scatenante perché i Normanni giungessero in Italia meridionale e in Sicilia, in un primo tempo da alleati e difensori e, successivamente, da invasori.

Alcuni anni dopo la ribellione in Puglia del 1042, durante la quale trovò la morte in battaglia, presso Salonicco, il generale bizantino Giorgio Maniace, il quale, giunto in Italia meridionale per contrastare la rivolta, si era poi autoproclamato imperatore contro Costantino IX Monomaco, lo scoppio della contesa fra il “kaìd” di Catania e Siracusa Ibn-at-Thumnah e quello di Agrigento e Castrogiovanni IbnHawas fece sì che nel 1060 venisse chiamato in Sicilia il condottiero normanno Roberto il Guiscardo, che già in precedenza aveva completato la conquista della Calabria bizantina.

I Normanni, in realtà, avevano già militato nell’isola quali soldati mercenari agli ordini di Maniace, e ben ne conoscevano, quindi, la situazione politico-militare. Sbarcati con appena 700 cavalieri guidati da Roberto il Guiscardo e dal suo fratello minore Ruggero, i Normanni, giunti soltanto nominalmente in aiuto di Ibn-at-Thumnah, occuparono nel 1061 Messina, vinsero a Cerami nel 1063, entrarono da dominatori a Catania nel 1071 e quindi, l’anno dopo, nel 1072, a Palermo.

Le tappe successive dell’irrefrenabile avanzata normanna riguardarono Castrogiovanni (roccaforte apparentemente inespugnabile, che cadde invece nel 1087) e, per ultima, la città di Noto (che capitolò soltanto nel 1092).

 Da questa data iniziò un processo storico lungo e complesso che vide per un secolo i Normanni alla guida (dapprima de facto, quindi de iure) della vita politica, militare, economica e culturale dell’Italia meridionale e della Sicilia, un processo che annoverò, fra i suoi personaggi di spicco, le figure di Roberto il Guiscardo e di Ruggero I, della contessa Adelasia, di Ruggero II d’Altavilla e dei due Guglielmi, “il Malo” e “il Buono” .

Innumerevoli sono stati i cronisti, gli storici e i letterati intenti, in vario modo, a fare i conti con la nuova realtà che si era venuta a determinare nell’Italia meridionale e nella Sicilia in particolare, con l’invasione e poi col regno dei Normanni.

Ruggero I riceve le chiavi di Palermo ( dipinto nella
Sala Gialla del Palazzo dei Normanni

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