IL PENSIERO MEDITERRANEO

Incontri di Culture sulle sponde del mediterraneo – Rivista Culturale online

MemORIA: cronaca di una tragedia nel Mar Egeo nel secondo conflitto mondiale- 4/4

Di Salvatore Polimeno

Tra l’11 ed il 12 febbraio del 1944 il Piroscafo Oria si incagliava nei bassi fondali di fronte all’isola di Patroclo nel Mare Egeo presso il Capo Sunio a 25 miglia dal porto del Pireo di Atene ed affondava, portandosi a picco gli uomini a bordo. Dei 42 Ufficiali, 188 Sottufficiali, 3885 Militari Internati Italiani, 90 tedeschi di guardia o di passaggio e 22 marinai dell’equipaggio norvegese sarebbero sopravvissuti 21 italiani, 6 tedeschi ed un greco oltre ai 5 membri dell’equipaggio, tra cui il comandante Bearne Rasmussen ed il primo ufficiale meccanico.

Il Piroscafo Oria

Foto in bianco e nero del Piroscafo Oria
Il Piroscafo Oria (Ελληνικό Ινστιτούτο Ναυτικής Ιστορίας /ΕΛ.Ι.Ν.ΙΣ)

Il Piroscafo Oria (Ελληνικό Ινστιτούτο Ναυτικής Ιστορίας /ΕΛ.Ι.Ν.ΙΣ)

Un anno dopo la nave fu requisita dalla Francia di Vichy, ribattezzata Sainte Julienne e data in gestione alla Société Nationale d’Affrètements di Rouen; passando poi in Mediterraneo. Nel novembre del 1942 fu formalmente restituito al proprietario e ribattezzato Oria. Subito dopo venne affidato alla compagnia tedesca Mittelmeer Reederei GmbH di Amburgo. 

Secondo la perizia condotta il 15 giugno 1949, il relitto dell’ORIA è stato trovato in due pezzi con la sezione di prua alla profondità di 8 – 16 m. completamente distrutta e con le piastre dello scafo ancora visibili sul fondo del mare e la sezione di poppa, lunga circa 35 metri, alla profondità di 24 – 40 m.  in buone condizioni con le caldaie, il motore e l’albero di poppa ancora al loro posto (Archivio personale di Kostas Thoctarides)

Stralcio dell’archivio personale di Kostas Thoctarides
Stralcio dell’archivio personale di Kostas Thoctarides (http://invisiblegraves.weebly.com/oria.html)

Nei primi anni ’50, dopo l’incidente, il relitto fu smembrato da alcuni sub greci (i fratelli Nikos e Pericles Liamis) per recuperare il metallo della nave da mettere in vendita.

I pochi resti del relitto dell’Oria si trovano oggi vicino all’imbocco del passaggio d’acqua rettilineo tra l’isolotto di Patroclo e la costa dell’Attica (37°39’N, 23°59’E).

L’Oria era stato costruito nel 1920 nei cantieri Osbourne, Graham & Co di Sunderland in Norvegia. Era un piroscafo da carico della stazza lorda di 2127 tonnellate, di proprietà della compagnia di navigazione Fearnley & Eger di Oslo. All’inizio della guerra fece parte di alcuni convogli inviati in Nord Africa, e fu lì, a Casablanca, che nel giugno del 1940 poco dopo l’occupazione tedesca della Norvegia, fu internato.

Foto dei resti del Piroscafo di Kostas Milonakis
Foto dei resti del Piroscafo di Kostas Milonakis

Tra i detriti è possibile vedere ancora i tanti barili di petrolio e le scorte di pneumatici, pure imbarcati sull’Oria, insieme a stivali militari, scatole di munizioni (37 mm e 88 mm), gavette ed effetti personali.

Tra i detriti è possibile vedere ancora i tanti barili di petrolio e le scorte di pneumatici, pure imbarcati sull’Oria, insieme a stivali militari, scatole di munizioni (37 mm e 88 mm), gavette ed effetti personali.

Verso la fine degli anni novanta ed i primi del Duemila un gruppo di sub greci coordinati da Aristotelis Zervoudis ha ritrovato i resti del Piroscafo e riportato alla luce diverse gavette dei soldati con sopra incisi tante strazianti espressioni di speranza.

Contemporaneamente alle attività di Aristotelis Zervoudis, in Italia Michele Ghirardelli ricercava i documenti del nonno disperso durante la seconda guerra mondiale. 

Nel 2011 i due, messisi in contatto tre anni prima, ebbero ad organizzare una serie di ricerche in mare insieme a Luciano de Donno, un terzo subacqueo, sul luogo del relitto alla presenza anche di un ulteriore sommozzatore della radiotelevisione italiana che mandò in onda tre interessanti trasmissioni in occasione dell’anniversario nel febbraio del 2011 e del 2013. In quel periodo emerse anche dagli archivi del Comitato Internazionale della Croce Rossa l’elenco del personale imbarcato in quel disastroso viaggio associando questi “dispersi” sino ad allora ad un fatto certo, grazie alla sig.ra Barbara Antonini, il cui nonno era scomparso nel naufragio (Vedasi Elenco allegato).

Sommozzatori depongono la bandiera italiana sul luogo dell'affondamento del Piroscafo Oria
Deposizione della Bandiera Italiana nel luogo dell’affondamento dell’Oria da parte di Aristotelis Zervoudis e Michele Ghirardelli (Collezione Zervoudis)

Dal 9 febbraio del 2014, al chilometro 60 della strada statale Atene – Sunio nel tratto di costa prospiciente l‘isolotto di Patroclo nei pressi di Capo Sunio, si erge a Saronikos un monumento realizzato, insieme alla consorte Mara Bargilli, dallo scultore greco Thimios Panourgias docente dell’Accademia di Belle Arti di Atene, grazie alle donazioni da parte delle municipalità di Vaiano, Crispiano e della stessa Saronikos ed alla disponibilità delle autorità locali elleniche che hanno sostenuto il desiderio della cosiddetta “Rete dei familiari dei dispersi nel naufragio del piroscafo Oria” spontaneamente costituitasi nel Gruppo Facebook “Dispersi II Guerra Mondiale: il Piroscafo Oria 11/2/1944”.

Rendering del Monumento ai Caduti del Piroscafo Oria di Thimios Panourgias
Rendering del Monumento ai Caduti del Piroscafo Oria di Thimios Panourgias

Su richiesta delle famiglie dei caduti, sul marmo è stata posta la riproduzione di una gavetta, collocata casualmente, come se qualcuno l’avesse lasciata lì, o dovesse raccoglierla. Grazie al ritrovamento di alcune gavette infatti, e tramite le iscrizioni su alcune di esse (nomi, dati, ultimi messaggi e promesse di ritorno), qualche famiglia ha saputo dopo quasi settant’anni dell’accaduto.

Da allora, ogni anno si svolge, su iniziativa delle autorità locali ed in cooperazione con quelle diplomatiche italiane, una cerimonia di commemorazione, alla quale partecipano autorità civili e religiose oltre a delegazioni delle altre rappresentanze diplomatiche straniere accreditate in Grecia.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella gli avrebbe reso omaggio il 6 settembre 2017.

il Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella rende omaggio ai caduti del Piroscafo Oria
Omaggio del Presidente Mattarella alla Stele dei caduti del Piroscafo Oria (Ministero Difesa)

Allo stesso tempo, sui fondali di Capo Sunio venne posta una targa in memoria delle vittime.

L’intera vicenda del Piroscafo Oria è raccontata sul sito creato dai parenti delle vittime (www.piroscafooria.it al momento oscurato per motivi tecnici), con l’idea di provare a ricostruire la storia dei soldati caduti e di ritrovare le loro famiglie, anche per offrire un riconoscimento morale alla memoria dei caduti che si erano rifiutati di collaborare con il regime in una sorta di “Muro della memoria”. 

Targa in memoria delle vittime del Piroscafo Oria
Targa in memoria delle vittime del Piroscafo Oria (Collezione Zervoudis)

Il Centenario del Milite Ignoto

Quella Memoria che avrebbe dovuto pervadere ognuno di noi nel ripercorrere idealmente, in comunione con il prossimo, non solo l’itinerario del “Treno della Memoria” conclusosi il 2 Novembre, a ricordo imperituro dei caduti di sempre al servizio del Paese, ma anche gli eventi che quei caduti hanno visto coinvolti: tra questi merita sicuramente un posto l’affondamento del Piroscafo Oria per la magnitudo dei dispersi coinvolti – 4.200 militari circa. L’auspicio è che, nell’occasione, sia i Comuni che hanno già conferito la cittadinanza onoraria al Milite Ignoto, appena un quarto del totale, sia quelli che ancora non lo hanno fatto verifichino le identità dei dispersi presenti nel documento allegato per ridare agli eredi di questi un luogo dove pregare ed assicurare idealmente ai nostri caduti il ritorno nei luoghi che gli hanno visti partire più di 80 anni orsono.

Iniziamo con l’individuare, sperando lo facciano anche tutti i Comuni, i dispersi delle Province salentine e pugliesi a cominciare da:

Attanasi Luciano Antonio

nato a Soleto (LECCE) il 27 giugno 1922 e caduto l’11 febbraio 1944 per “affondamento piroscafo sconosciuto” nel Mar Egeo

ONORI!

Bibliositografia

1.  La Resistenza dei Militari Italiani all’estero della Commissione per lo studio della Resistenza dei Militari Italiani all’estero: Rivista Militare 1994;

2.  La partecipazione della Marina alla Guerra di Liberazione (8 Settembre 1943 – 15 Settembre 1945), 2015 – Bollettino d’Archivio dell’Ufficio Storico della Marina Militare;

3.  https://www.dodecaneso.org/content/crimini-e-criminali-durante-loccupazione-militare-tedesca-e-fascismo-repubblicano-nel-dodecaneso/;

4.  https://www.warsailors.com/singleships/oria.html#crew;