7 Marzo 2021

IL PENSIERO MEDITERRANEO

Rivista Culturale online

SS Warrimoo, la nave che sfidò il tempo, lo spazio e le stagioni

Di Francesco Sammati

Varato nel 1882, il piroscafo-battello a vapore  Warrimoo fu una delle prime unità costruite in ferro.  Con 3628 tonnellate di stazza , 105 metri di lunghezza e 14,5 nodi di velocità, rappresentava un gioiello della cantieristica navale dell’epoca.                               

Fu acquistata il 16 agosto 1899 dalla New Zealand Shipping Company e impiegata sulla rotta Canada-Australia come nave passeggeri e carico refrigerante. 

In uno di questi suoi viaggi, all’alba del 16 Dicembre del 1899, salpò dal porto di Vancouver  ( Canada ) diretta a Brismane  ( Australia ) con scalo tecnico ad Honolulu, con a bordo 32 passeggeri.

Una navigazione di circa 6300 miglia nautiche, nell’oceano Pacifico,  attraverso  l’equatore e l’antimeridiano di Greenwich – International date line .   Alle prime ore del 24 Dicembre giunse ad Honolulu  e, dopo alcune ore , a mezzogiorno,  ripartì  con destinazione Brismane.

“  Ora di bordo 18,30, ora Greenwich al cronometro marino 06,30,  sabato  30 dicembre , è il tramonto di una insolita ma non rara giornata di calma equatoriale ,  la Warrimoo scivola sicura sulle onde oceaniche.

Il capitano John DS. Phillips, com’è  solito fare al crepuscolo, raggiunge dalla scala esterna il ponte di comando, salutato con riverenza dai marinai al timone e di vedetta;  accende il suo sigaro  e osservando l’immensità dell’oceano si avvia a sedersi sull’imponente sedia a lui riservata.                                                                                             

Il primo ufficiale , F J Bayldon,  è sul retro della timoneria, nella sala nautica,  intento a consultare con scrupolo e professionalità  le pubblicazioni nautiche e astronomiche.  La scelta degli astri  da osservare per la determinazione del punto nave, richiede un meticoloso calcolo preparatorio.                                                                          

Dopo, preso il sestante , si avvia sull’aletta di dritta attendendo la luce crepuscolare ormai vicina .

(Il crepuscolo, per il navigante, è un momento magico: pochi minuti preziosi, i soli che permettono di osservare l’orizzonte marino e gli astri contemporaneamente e quindi ricavare l’angolo-altezza con il sestante). Giunto il momento, il primo ufficiale ordina al marinaio di vedetta   lo stop di lettura al cronometro marino, per avere la precisione dell’ora, minuti e secondi dell’angolo di ogni astro osservato. Dopo circa mezz’ora, il sig. Bayldon  ha con sicurezza le coordinate geografiche del punto nave:              00°31’  di latitudine  Nord e  179° 30’ di longitudine Ovest e  si avvia verso il comandante  per dare la notizia”. 

Un sorriso ironico attraversò il viso del capitano nell’apprendere  la posizione della sua nave. Era la notizia che attendeva . Spiegò al suo primo ufficiale e ai marinai presenti  che la Warrimoo e il suo equipaggio  potevano entrare nella storia della marineria, creare e vivere una situazione unica e irripetibili nel mare per almeno 100 anni. Le condizioni meteo-marine erano favorevoli.

Posizionò sulla carta nautica le coordinate ricavate dall’ultima osservazione stellare. Tracciò la rotta congiungente  il punto di incontro 00° di latitudine – 180° di longitudine . Non vi erano dubbi . Solo una distanza di 43,2 miglia nautiche con rotta 224°, separavano la Warrimoo dal luogo fatale.  Modificò la rotta pianificata di solo 3°e ridusse la velocità a 8,5 nodi.

Dopo cinque ore di navigazione , a mezzanotte , la Warrimoo “entrò nella storia.  ”

Come si può notare, la parte prodiera-anteriore della nave si trovò nell’emisfero australe, in piena estate. La parte poppiera-posteriore  si trovò nell’emisfero settentrionale, in pieno inverno, 30 Dicembre 1899. Nella parte maestra della nave era il 31 Dicembre 1899, mentre la metà anteriore saltò un giorno e si trovò  nel 1  Gennaio 1900.       

La Warrimoo si è trovata nello stesso tempo in :

 3 giorni diversi2 anni diversi  -due mesi diversi  –

2 emisferi diversi  -2 stagioni diverse  -2 secoli diversi

Questo ineguagliabile ed eccezionale  primato fu  riportato dal Sydney Morning Herald , ma rimase nell’oblio per oltre 40 anni. Nel 1942 ,  l’avvenimento prese a circolare  allorquando un giornalista canadese, Ronald Kenvyn, che faceva ricerche sui “shellback”, il nome dato ai marinai e civili che attraversano l’equatore, venne a conoscenza dell’episodio vissuto dalla Warrimoo  dal suo equipaggio e passeggeri.

Incontrò a Sydney il comandante John DS. Phillips, ormai in pensione.  Questi mostrò al giornalista i documenti di 15 anni di navigazione  al  comando sulla rotta Vancouver – Australia e il resoconto dettagliato di quanto accaduto la notte del 30 Dicembre 1899 a bordo della SS Warrimoo.                                                                                                                       

Il 13 maggio “ the Ottawa Journal ” pubblica la straordinaria storia .

In seguito fu resa popolare da John Euller, nella rivista Ships and the Sea nel 1953.

La  Warrimoo , dopo due decenni di navigazione oceanica , fu noleggiata per il trasporto truppe durante la Prima Guerra Mondiale.        

Il 17 maggio 1918, in navigazione nel Mediterraneo, per condizioni meteo – marine avverse , entrò in collisione con la nave da guerra francese Catapulte che aveva di scorta .   

 Le bombe di profondità della nave da guerra, inseguito alla collisione, esplosero, causando l’affondamento di entrambe le unità e centinaia di vittime, a 12 miglia a Sud – Ovest dell’isola Galite.   

             

                                                                                   Francesco  Sammati

La foto autentica della nave è frutto della ricerca dell’autore di questo articolo, le carte nautiche sono un’elaborazione accurata dello stesso autore, che ha ricostruito fedelmente l’itinerario percorso e l’esatta posizione del battello nel momento dell’incrocio equatore-antimeridiano di Greenwich, secondo le fonti disponibili.

Fonti : Biblioteca Google       

Archivio  The Ottawa Journal e Sydney Morning Herald                                                                                                                                          J.H. Hamilton The “ All- Redroute 1883 – 1953 ”