IL PENSIERO MEDITERRANEO

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Intervista al Prefetto di Lecce, dott.ssa Maria Rosa Trio: il ruolo delle Prefetture nello Stato delle Autonomie regionali e locali in questi anni di grandi cambiamenti.

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di Enrico Conte

Palazzo dei Celestini – Sede della Prefettura di Lecce

La chiacchierata con il Prefetto di Lecce è stata stimolata da un incontro pubblico, presso il Museo Castromediano, dedicato alla presentazione del libro “la scialletta rossa”, scritto dalla giudice penale dott.ssa Maria Francesca Mariano, e centrato sul pentimento di una donna, boss di mafia, la Sacra Corona Unita.

D. Dott.ssa Trio, il passaggio del testimone del suo Ufficio avviene in un momento storico particolarmente difficile: la pandemia e le crisi sanitarie ed economico-sociali che la stessa ha provocato, la crisi climatica, quella energetica causata dalla guerra in Ucraina che ha determinato l’aumento dei prezzi e del costo degli approvvigionamenti. Viviamo un passaggio di epoca del quale si erano avute significative avvisaglie in ragione di un uso sempre più diffuso degli strumenti digitali – la quarta rivoluzione industruiale –  che toccano le relazioni tra le persone e influenzano il tessuto economico e sociale.

Quale sarà, a suo parere, nel prossimo futuro, il ruolo delle Prefetture, degli “uffici territoriali di governo” nei confronti dei cittadini e delle altre Istituzioni, in particolare degli Enti Locali?

R. Questi anni sono stati anche nella provincia di Lecce particolarmente impegnativi in considerazione della emergenza sanitaria e della profonda crisi economica che si è abbattuta sui cittadini e sulle imprese a causa delle necessarie misure restrittive dettate dal rischio sanitario. Sin dal mio insediamento a Lecce, nel luglio 2020, ho riscontrato una grande empatia con questa terra che per molti versi è affine alla regione di origine dei miei genitori, la Sicilia. Il mio lavoro, oltre ad assicurare, unitamente alle Forze di Polizia, la tutela dell’ordine e la sicurezza pubblica, è stato sempre incentrato sull’ascolto delle diverse categorie economiche, dei singoli cittadini, degli amministratori locali, per trovare insieme le soluzioni alle difficoltà segnalate o anche soltanto per condividere dei percorsi da intraprendere.

In un sistema interistituzionale capace, quale è quello salentino, di reagire in modo positivo alle difficoltà, sono convinta che le qualità umane dei singoli siano state fondamentali e continueranno ad esserlo anche in futuro. Io credo, dunque, che il ruolo della Prefettura, proprio grazie all’apporto dell’intero sistema provinciale, sarà sempre più quello di una Prefettura di prossimità, capace non solo di indirizzare, ma anche di comprendere e portare all’attenzione del Governo nazionale le problematiche locali.

Foto di Nino Migliori di tre signore sedute su una scalinata.
© Foto di Nino Migliori

D. Durante la conferenza stampa con la quale si è congedata dal Salento ha dichiarato, con riguardo al tema usura ed estorsioni, che sul territorio resistono zone d’ombra sulle quali neppure la Prefettura è riuscita a puntare del tutto i riflettori. Occorre, ha insistito, denunciare gli usurai, tanto più in questo periodo di difficoltà economiche che possono spingere le persone a chiedere aiuto a chi ne approfitta. Lo Stato, ha ricordato, è vicino ai cittadini, bisogna quindi credere nella possibilità di farsi aiutare (il Ministero dell’Interno dispone di fondi), tuttavia, ha detto, mancano le denunce. Sono stati registrati solo due casi. Le chiedo: sono forse insufficienti i Protocolli attivati con le Istituzioni locali e i soggetti associativi? Quali sono le cose che si possono fare per incidere maggiormente sul clima di sfiducia, e certo di paura, che allontana dalle Istituzioni?

R. In questi anni la diffusa crisi socio-economica determina un vulnus in cui facilmente le organizzazioni criminali, che dispongono di maggiori liquidità, di origine lecita o illecita, possono insinuarsi nella economia legale attraverso il prestito usurario o attraverso immissioni di denaro solo apparentemente in grado di aiutare le aziende in crisi. Occorre dunque la massima attenzione delle istituzioni e delle associazioni le quali firmando i protocolli in materia e i patti per la sicurezza integrata – e, come avvenuto in questa provincia, il Protocollo d’Intesa per la prevenzione e il contrasto dei fenomeni dell’usura e dell’estorsione – assumono precisi impegni volti a far emergere le criticità ed a prevenirle.

In tante occasioni mi sono rivolta ai giovani perchè il cambiamento verso una sempre maggiore fiducia nei confronti della Magistratura e delle Forze di Polizia, passa attraverso una rivoluzione culturale in cui ciascuno, sin dalla più giovane età, compie una scelta verso la legalità e il rispetto delle regole democratiche del vivere civile. Il mio invito ai giovani è quello di compiere una “scelta di campo”, reagendo ai soprusi e all’indifferenza. La scuola al riguardo è uno spazio di dialogo prezioso che può aiutare ad uscire dall’immobilismo e a far sentire la propria voce, formando cittadini attivi e responsabili.

© Foto di Nino Migliori

D. Quando i Comuni vengono sciolti per infiltrazioni mafiose la Prefettura, e il Ministero degli Interni, hanno un ruolo decisivo. E’ pensabile anche un ruolo in fase di ricostruzione della comunità? E’ pensabile un ruolo di promozione di pratiche di educazione alla legalità (Patti educativi territoriali), di promozione di iniziative con le scuole, con le Associazioni culturali, con quelle di categoria e del Terzo settore, volte a costruire un tessuto economico-sociale più sano? Oppure è un compito dei soli Comuni?

R. Io credo che tutte le istituzioni siano chiamate a promuovere, per gli aspetti di competenza, dei cambiamenti nel territorio in cui operano. Sicuramente gli Enti locali costituiscono una prima trincea ed è indubitabile il ruolo degli amministratori nel fronteggiare le istanze dei cittadini. Tuttavia le opportunità di dialogo e supporto da parte dell’intera rete istituzionale costituiscono un ottimo punto di partenza per tutelare gli amministratori dal rischio di condizionamenti da parte non soltanto delle organizzazioni mafiose, ma anche da parte di poteri economici che non perseguono naturalmente il pubblico interesse. La Prefettura, la Magistratura, le Forze di Polizia, ma anche i cittadini devono sorvegliare lo stato di salute delle istituzioni affinchè le dinamiche democratiche siano sempre salvaguardate e le risorse pubbliche siano sempre destinate alla realizzazione del pubblico interesse.

D. Il Procuratore della Repubblica di Bari, Roberto Rossi ha recentemente parlato,sia pur riferendosi ad un altro territorio, di una democrazia in pericolo quando il condizionamento della criminalità e di tipo mafioso finisce per condizionare il voto o le scelte delle Giunte locali. I Piani Triennali Anticorruzione approvati dalle singole PA sono per lo più rivolti alle strutture burocratiche. Pensa che potrebbero riguardare anche gli Amministratori e i professionisti sul territorio, attraverso iniziative che li coinvolgano, partendo da incontri formativi riconosciuti dagli Ordini?

R. Questo tema mi è particolarmente caro. La Trasparenza è un precetto inderogabile ed uno strumento fondamentale nella prevenzione della corruzione e di ogni abuso, a cui tutti i soggetti, pubblici e privati, sono chiamati, non soltanto dalle norme di legge, ma anche e soprattutto da un principio etico e deontologico. Come Prefettura di Lecce abbiamo realizzato il progetto “Supporto ai Comuni nella predisposizione, revisione e monitoraggio dei Piani Anticorruzione attraverso una Task force di esperti” finanziato dal PON Legalità 2014-2020. E‘ stato possibile quindi non solo seguire un certo numero di comuni nella stesura e nell‘aggiornamento dei piani triennali per l’anticorruzione e la trasparenza, ma anche formare in Prefettura una Task Force di esperti. Inoltre con il supporto del R.T.I., individuato quale soggetto attuatore del progetto e di alcuni segretari comunali, abbiamo realizzato “Le giornate della trasparenza 2021 e 2022“.

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