IL PENSIERO MEDITERRANEO

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LA BATTAGLIA DI LECH (Guerra dei Trent’anni 1618 – 1648)

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di Eliano Bellanova

Lech è affluente di destra del Danubio, il fiume lungo il quale (come il Reno) si svolsero molti scontri bellici.

Lungo questo fiume il 15-16 aprile 1632 ebbe luogo la battaglia che reca il suo nome.

Dopo il saccheggio di Magdeburgo, città libera e indipendente della Germania, le truppe imperiali subirono l’attacco congiunto delle forze protestanti sassoni e svedesi, che prevalsero sul nemico dapprima a Breitenfeld (17 settembre 1631) e quindi a Lech (1632).

Al comando dei cattolici imperiali era il Maresciallo Tilly, che si distinse per l’ostinata resistenza nei confronti dei protestanti Svedesi, diretti dal Re Gustavo Adolfo in persona, che seppe fare ottimo uso dell’artiglieria e delle cortine fumogene.

Gli imperiali, costretti a ripiegare, lasciarono nelle mani nemiche la maggior parte della regione bavarese e la città di Monaco.

Fra le vittime della battaglia vi è l’illustre comandante imperiale, il Maresciallo Johann Tilly (1559-1632), che morì a Ingolstadt il 20 aprile successivo, a causa della vasta e profonda ferita riportata alla coscia nel combattimento.

Il suo nome è associato spesso a quello di Albert Von Wallenstein, il grande condottiero boemo.

Infatti Tilly e Wallenstein furono i più valorosi comandanti imperiali durante la Guerra dei Trent’anni.

Breitenfeld, villaggio sassone a settentrione di Lipsia, il 17 settembre 1631 aveva visto protagonisti gli stessi cattolici imperiali e i protestanti di Gustavo Adolfo. Nella stessa battaglia Tilly riportò due ferite senza gravi conseguenze, mentre l’Esercito del Sacro Romano Impero perse 12 mila uomini e notevole quantità di materiale bellico.

A Breitenfeld si svolse successivamente un’altra battaglia (2 novembre 1632) che vide arridere la vittoria agli Svedesi guidati da Torstensson, che riuscì ad avere ragione degli Imperiali diretti dall’Arciduca Leopoldo d’Austria e dal Generale Ottavio Piccolomini (1599-1656).

Il Maresciallo Tilly era stato protagonista alla Battaglia della Montagna Bianca (Weisser Berg) vicino a Praga (8 novembre 1620), nel periodo della fase boemo-palatina (1618-1623). In quell’occasione, però, le truppe imperiali erano sotto il comando supremo di Massimiliano di Baviera e del Feldmaresciallo Bucquoi, che prevalsero sui protestanti boemi guidati dall’Elettore palatino Federico II, che svolse formalmente la funzione di comandante, mentre l’effettiva condotta delle operazioni spettò a Cristiano di Anhalt-Bernberg (che fu fatto prigioniero).

Da allora la Boemia divenne absburgica e posta sotto l’amministrazione imperiale.

Riassunto dal libro GRANDI BATTAGLIE – Eliano Bellanova – L’Araba Fenice Edizioni Magna Grecia

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