IL PENSIERO MEDITERRANEO

Incontri di Culture sulle sponde del mediterraneo – Rivista Culturale online

L’aereo di nome Aurora,  perse la sua rotta e si avventurò in un viaggio oltre l’atmosfera, tra le stelle e fu trasportato in mondi sconosciuti e affascinanti

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Aereo che vola nell'atmosfera

Aereo che vola nell'atmosfera

di Pompeo Maritati

C’era una volta un piccolo aereo di nome Aurora, che, navigando nel cielo azzurro, perse la sua rotta e si avventurò in un viaggio oltre l’atmosfera terrestre. Mentre si librava tra le stelle, fu trasportato in mondi sconosciuti e affascinanti.

Il primo mondo su cui Aurora fece tappa era Lumaria, un pianeta luminoso dove i suoi abitanti erano creature fatate chiamate Luminari. Vivevano in armonia con la natura, danzando tra i prati incantati e curando la terra con amore. Aurora e i suoi passeggeri, affascinati da tanta bellezza, impararono l’importanza di rispettare e proteggere il loro ambiente.

I Luminari erano profondamente connessi con il loro ambiente naturale. Vivevano in città incantate fatte di cristalli trasparenti, integrate armoniosamente con la flora luminosa e gli elementi naturali del pianeta. Le case erano spesso costruite intorno agli alberi luminescenti che diffondevano una luce delicata durante la notte. La cultura dei Luminari era ricca di arte e musica. Creavano opere d’arte luminose utilizzando cristalli e le loro melodie leggere risuonavano nell’aria come dolci armonie. Le esibizioni artistiche erano spesso eventi sociali importanti, celebrati con danze luminose e giochi di luce.

L’istruzione era un valore fondamentale per i Luminari. Le scuole erano ambienti incantati dove gli insegnanti incoraggiavano la creatività e il pensiero critico. L’educazione non si limitava solo alla giovinezza; i Luminari coltivavano l’apprendimento continuo durante tutta la loro vita. Erano anche i curatori della terra di Lumaria. Si prendevano cura delle creature del pianeta e preservavano l’equilibrio ecologico. La loro magia si manifestava in pratiche di cura della terra, garantendo che ogni elemento del loro ambiente fosse trattato con rispetto e amore. Le celebrazioni della luce erano eventi significativi nella vita dei Luminari. Durante queste festività, il pianeta si illuminava ancora di più, e le comunità si univano in gioia e gratitudine per la luce che li avvolgeva. La principale celebrazione annuale, chiamata la “Danza delle Stelle,” coinvolgeva spettacoli luminosi e canti gioiosi.

La società dei Luminari era basata sulla condivisione e la gentilezza. La reciproca assistenza era una pratica comune e l’importanza della gentilezza verso gli altri e verso la natura era trasmessa da generazione a generazione. In questo modo, la società dei Luminari rifletteva un connubio magico tra natura, arte e comunità, dove la luce e la gentilezza erano al centro di ogni aspetto della loro esistenza.

Il secondo mondo fu Serenità, un luogo in cui gli abitanti, chiamati Armoniti, comunicavano telepaticamente e vivevano senza conflitti. I passeggeri di Aurora impararono a comprendersi a livelli più profondi, abbracciando la diversità e coltivando la pace interiore.

Serenità, il luogo abitato dagli Armoniti, era un pianeta dove la pace e l’armonia regnavano sovrane. Gli Armoniti vivevano in una società caratterizzata da una profonda connessione spirituale e telepatica, dove la comunicazione avveniva senza parole. La caratteristica principale della vita degli Armoniti era la loro abilità innata di comunicare telepaticamente. Questo permetteva loro di comprendersi a livelli profondi, superando le barriere linguistiche e creando una connessione empatica che favoriva la comprensione reciproca.

La società degli Armoniti era guidata dal “Consiglio della Conoscenza”, un gruppo di saggi e anziani che prendeva decisioni importanti per il bene della comunità. Le decisioni venivano prese dopo approfondite discussioni telepatiche, basate sulla comprensione delle esigenze e dei desideri di ogni individuo. La meditazione era una pratica quotidiana per gli Armoniti. Attraverso la quiete mentale, riuscivano a raggiungere uno stato di profonda serenità, contribuendo a mantenere l’equilibrio e la pace nella società. Le sessioni di meditazione collettiva erano frequenti e promuovevano una connessione ancora più profonda tra gli abitanti di Serenità. L’istruzione era centrata sull’apprendimento della compassione, della comprensione e dell’empatia. Gli insegnanti erano più che dispensatori di conoscenza; erano guide spirituali che aiutavano gli Armoniti a sviluppare la saggezza e il rispetto per gli altri.

Erano attenti al loro equilibrio emotivo. Insegnavano ai più giovani a gestire le emozioni in modo positivo e a trasformare gli eventuali conflitti in opportunità di apprendimento e crescita personale. Le festività su Serenità erano celebrazioni della connessione e dell’unità. Gli Armoniti si riunivano in occasioni speciali per condividere la gioia, esprimere gratitudine per la vita e rafforzare i legami tra di loro. Vivevano in armonia con il loro ambiente, abbracciando uno stile di vita sostenibile e rispettando tutte le forme di vita su Serenità. C’erano regole stabilite per preservare l’ecosistema e garantire il benessere di ogni creatura. In questo mondo di serenità e telepatia, gli Armoniti coltivavano un ambiente in cui l’amore, la comprensione e la connessione erano alla base di ogni interazione, creando una società in cui la pace regnava sovrana.

Il terzo mondo fu Solidarietà, abitato da creature chiamate Unitari, che lavoravano insieme per il bene comune. Qui, i  passeggeri di Aurora scoprirono che la cooperazione e la condivisione potevano portare a una società senza povertà e ingiustizia.

Solidarietà, il pianeta abitato dagli Unitari, era un luogo in cui la cooperazione e la condivisione erano i pilastri fondamentali della società. Gli Unitari vivevano in armonia, lavorando insieme per il bene comune e promuovendo l’uguaglianza.

La società degli Unitari era organizzata in comunità cooperative. Ogni comunità si basava su principi di reciprocità e collaborazione, dove gli individui lavoravano insieme per soddisfare i bisogni di tutti. L’obiettivo era il benessere della comunità nel suo insieme. Gli Unitari praticavano un’economia basata sulla condivisione. Le risorse del pianeta erano gestite collettivamente e la proprietà privata era sostituita da sistemi di condivisione che garantivano che tutti avessero accesso a ciò di cui avevano bisogno. Le decisioni importanti venivano prese attraverso processi decisionali collaborativi. Le assemblee comunitarie erano spazi in cui gli Unitari discutevano e prendevano decisioni insieme, cercando il consenso e ascoltando le diverse prospettive.

La formazione continua era un aspetto centrale della vita degli Unitari. Ogni individuo aveva l’opportunità di apprendere nuove competenze e contribuire alla comunità in diversi modi. L’educazione era considerata uno strumento per migliorare la qualità della vita per tutti. Gli Unitari riconoscevano l’interdipendenza di ogni individuo e comunità. La solidarietà era la forza motrice che li spingeva a collaborare piuttosto che competere. La prosperità di uno era collegata alla prosperità di tutti. La giustizia sociale e l’uguaglianza erano valori cardine. Gli Unitari lavoravano per eliminare le disparità e garantire che ogni individuo avesse accesso alle stesse opportunità. La diversità era celebrata e considerata una ricchezza per la comunità.

La sostenibilità e la cura dell’ambiente erano prioritari. Gli Unitari si sforzavano di vivere in armonia con la natura, riducendo l’impatto ambientale delle loro attività e cercando soluzioni sostenibili. In questo ambiente di Solidarietà, gli Unitari condividevano responsabilità e benefici, lavorando insieme per coltivare un’atmosfera di comprensione reciproca e solidarietà. La loro organizzazione sociale rifletteva la convinzione che l’unione e la cooperazione fossero fondamentali per una vita prospera e armoniosa.

Il quarto mondo era Curiosità, dove creature chiamate Esploratori cercavano la conoscenza in ogni angolo del loro universo. Aurora e i suoi passeggeri impararono a nutrire la loro sete di apprendimento, scoprendo che la conoscenza poteva essere un ponte per la comprensione anziché una fonte di divisione.

Curiosità, il pianeta abitato dagli Esploratori, era un luogo in cui la ricerca del sapere e dell’esplorazione costante erano le forze trainanti della società. Gli Esploratori vivevano per imparare, scoprire e condividere le loro conoscenze. Gli Esploratori si radunavano in centri di conoscenza, luoghi dedicati alla ricerca e all’apprendimento. Questi centri erano dotati di biblioteche, laboratori scientifici, e spazi aperti per le discussioni e lo scambio di idee. La cultura dell’apprendimento continuo era fondamentale. Gli Esploratori incoraggiavano l’acquisizione di nuove conoscenze in tutti i campi, dalla scienza all’arte, dalla filosofia alla tecnologia. Ogni individuo era visto come un perpetuo studente, motivato dalla sete di scoperta. Gli Esploratori erano noti per le loro spedizioni interplanetarie. Utilizzavano astronavi avanzate per esplorare nuovi mondi, studiare diverse culture e comprendere le varie forme di vita nell’universo. Ogni nuova scoperta era condivisa e integrata nella loro comprensione collettiva.

La società degli Esploratori era organizzata in comunità interconnesse. Le informazioni e le scoperte venivano condivise attraverso una rete interplanetaria, consentendo a tutti di beneficiare delle nuove conoscenze acquisite in ogni angolo dell’universo. Gli Esploratori accoglievano e celebravano la diversità intellettuale. Riconoscevano che la vera ricchezza risiedeva nella varietà di prospettive e competenze, incoraggiando la collaborazione tra individui con talenti e interessi diversi. La società di Curiosità era caratterizzata da un costante spirito di innovazione tecnologica. Gli Esploratori sviluppavano tecnologie avanzate per facilitare l’esplorazione e migliorare la qualità della vita sulla loro terra e oltre.

Gli Esploratori commemoravano le loro scoperte attraverso celebrazioni della scoperta. Questi eventi erano occasione di festa, durante i quali condividevano i risultati delle loro ricerche e incoraggiavano l’entusiasmo per l’apprendimento. In questo ambiente, la vita degli Esploratori era caratterizzata da una continua avventura intellettuale. La curiosità, la collaborazione e il desiderio di comprendere il mondo facevano sì che la società di Curiosità fosse un luogo in cui la conoscenza era considerata il più grande tesoro da condividere con tutto l’universo.

Infine, Aurora ritornò sulla Terra, ma non prima di fare una tappa finale su Radicanto, un pianeta verde dove cresceva un albero magico chiamato Armonia. Le sue foglie emanavano un profumo straordinario che poteva influenzare i cuori e le menti degli esseri umani.

Quando Aurora e i suoi passeggeri tornarono sulla Terra, portarono con loro un seme dell’Albero di Armonia. Lo piantarono in un luogo centrale, e presto iniziarono a sprigionare l’incredibile profumo. Gli esseri umani, avvolti da quell’aroma, iniziarono a cambiare. La guerra fu dimenticata, la criminalità scomparve e la gente cominciò a lavorare insieme per il bene comune.

L’Albero di Armonia divenne un simbolo di unità e comprensione. Le sue radici si estesero in ogni angolo del mondo, collegando le persone e ispirando un nuovo modo di vivere. L’odore straordinario modificò i comportamenti degli uomini, spingendoli a coltivare la pace, la solidarietà, la curiosità e la serenità. E così, grazie al viaggio di Aurora attraverso l’universo, la Terra divenne un luogo dove prosperava la bellezza della diversità, avvolta nell’aroma incantevole dell’Albero di Armonia.

La favola è finita, ma il desiderio di costruire un aereo come l’Aurora sarebbe straordinariamente meraviglioso, perché per quanto noi umani siamo fatti per certi versi un po’ male, il desiderio di poter vivere e far crescere i nostri figli e nipoti in pace, è grande, manca la volontà e soprattutto la convinzione che se tutti i popoli della terra si rivoltassero contro i loro governi, oramai succubi del potere delle lobbie, questo nostro bel mondo diventerebbe veramente una favola.

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