IL PENSIERO MEDITERRANEO

Incontri di Culture sulle sponde del mediterraneo – Rivista Culturale online

L’11 maggio1446 moriva la Contessa Maria d’Enghien. 

di Giorgio Mantovano.

Maria d’Enghien (fonte: fondazioneterradotranto.it)

Antonello Coniger, nato a Lecce da nobile famiglia nella seconda metà del XV secolo (non conosciamo con precisione la data di nascita e morte) scrisse: “Li furono fatte honorate esequie cum cultra di imbrocato carmosino sopra al chiauto et pallio d’oro sopra seti cilestro e suo corpo sta at Sancta Croce incieme con questi brocati”.

Il ricordo del Coniger è  citato da Pietro Palumbo, Storia di Lecce, Centro di Studi Salentini, 1977, nuova edizione con prefazione e note a cura di Pier Fausto Palumbo.

Ulteriori dettagli ci sono stati offerti da Girolamo Marciano, filosofo e medico dalla vastissima erudizione, nella sua dotta  “Descrizione, Origini e Successi della Provincia d’Otranto“. 

Secondo il Marciano, nato a Leverano nel 1571 e scomparso il 13 maggio 1628, la regina Maria  fu sepolta in Lecce nella chiesa  “del monistero di S. Croce, il quale fu primamente edificato da Gualtiero vicino al suo fratello. E dopo nell’anno 1537 avendo ordinato l’imperatore Carlo V che si fortificasse il detto castello, il monistero fu trasferito dove oggi si vede”. 

Ed aggiunse che il sepolcro di quella nobile figura fu “disfatto”. Esso era “nella sua cappella di sontuosissimi marmi con la sua statua coronata, ed in soglio reale assisa, avendo a sé d’intorno le statue della Prudenza, Giustizia, Fortezza, Temperanza, Speranza, Fede e Carità, con altre sculture di mirabile artificio”.

La “Descrizione….”  del Marciano, in quattro libri, fu edita solo nel 1855 a Napoli, a cura di  Capasso e Del Re. L’ edizione anastatica, con introduzione di Domenico Novembre, è stata pubblicata da Congedo Editore nel 2001.

 Duole il constatare che di quel magnifico sepolcro non ci sia rimasto nulla.

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