IL PENSIERO MEDITERRANEO

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La figura orante con himátion nel Museo Regionale Archeologico Lilibeo

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Figura-orante

Figura-orante

Di Giovanni Teresi

L’himation (in greco antico: ἱμάτιον) era un capo di abbigliamento dell’antica Grecia, che inizialmente veniva indossato dagli uomini sul chitone svolgendo il ruolo di un cappotto; in seguito fu utilizzato da solo, svolgendo quindi le funzioni di chitone e di cappotto; venne così introdotto  il termine “achiton” (ἀχίτων) per indicare chi indossava solo l’himation. Si portava sopra una spalla, ma, a differenza della clamide, non richiedeva di essere fissato tramite una fibula. (wikipedia)

Nel Museo Baglio Anselmi di Marsala significativa è la figura di orante vestita di chitone e himation secondo la moda ellenistica, con la mano destra alzata nel gesto rituale della preghiera mentre compie l’offerta davanti ad un caduceo, sormontato dal segno di Tanit.

Il rilievo è caratterizzato da un forte senso plastico che rimanda al mondo greco di Sicilia.

L’himàtion,di lino o di lana leggera, consisteva in un rettangolo che si drappeggiava in vari modi gettandolo generalmente sulla spalla sinistra. Nella versione femminile avvolgeva tutto il corpo, compresa la testa.

La figura femminile orante con l’himàtion
al Museo Baglio Anselmi di Marsala
Foto di Giovanni Teresi

Sia gli uomini che le donne greche lo indossavano a partire dal sesto secolo a.C.

Anche se fatto in varie dimensioni, gli himations erano generalmente grandi pezzi rettangolari di tessuto disposti intorno al corpo in una varietà di modi diversi. Erano fatti di lana spessa intrecciata in modo sciolto. Anche se non sono stati scoperti resti fisici di himations, le statue e le decorazioni trovate sul vasellame suggeriscono che questi indumenti erano spesso tinti con colori brillanti e coperti o bordati con disegni intricati che erano o tessuti nel tessuto o dipinti.

Gli himation erano popolari tra gli uomini fino alla fine del periodo arcaico, intorno al 500 a.C. , quando l’himation divenne più frequentemente indossato dalle donne.

Le donne greche indossavano gli himation in pubblico come mantelli caldi sopra i loro sottili chitoni ionici (un tipo di tunica). Le donne indossavano l’himation in una varietà di stili diversi, come l’himation simmetrico e quello trasversale. Un himation simmetrico era un grande pezzo rettangolare di stoffa indossato drappeggiato sulle spalle come uno scialle con il centro a volte tirato su per coprire la testa. Un himation trasversale divenne popolare da indossare sopra il chitone ionico; era fatto di un panno rettangolare con il centro che toccava il fianco sinistro di chi lo indossava e le estremità attaccate sopra la spalla destra con una spilla o un perno.

Iniziando con un’estremità del tessuto drappeggiata in avanti sopra la spalla sinistra, l’himation sarebbe stato avvolto attraverso la schiena e sotto il braccio destro o coprendo il braccio destro e poi infilato attraverso il petto fino alla spalla sinistra o tenuto sopra il braccio sinistro. Per assicurare l’himation, alcune donne greche infilavano una piega nella loro cintura, una corda avvolta intorno alla vita. Meno spesso le donne legavano il loro himation intorno ai loro fianchi.

Approfondimenti storici – Lo Himation di Alcistene

Nella seconda metà del VI sec. a.C., un Sibarita, il cui nome è variamente tramandato come Alcistene, Antistene o Antimene, dedicò allo Heraion crotoniate di Capo Lacinio uno himation destinato a divenire celeberrimo. Non trova infatti molti confronti, almeno nel dossier dei tessili ‘storici’, l’attenzione che le fonti, a cominciare dai Mirabilia aristotelici, gli riservarono.

Con ogni verosimiglianza egli aveva commissionato il manto appositamente per esibirlo durante la panegyris annuale in onore di Hera, che richiamava folle di fedeli da tutte le poleis greche d’Italia. L’aveva poi dedicato alla dea e da allora esso era stato ripetutamente mostrato durante la festa, certo guadagnandosi così la fama che ne ha conservato la memoria.

La meraviglia che lo himation fu in grado di suscitare derivava da una serie di caratteristiche peculiari: in primo luogo la tintura integrale in porpora genuina, poi le dimensioni eccezionalmente generose (la lunghezza superava i 6,50 m), ma soprattutto la decorazione a figure intessute, secondo un programma straordinariamente ricco ed elaborato. Sui lati lunghi, infatti, esso recava rappresentazioni di Susa, sopra, e di Persepoli, sotto, mentre nel campo centrale compariva un consesso di sei divinità, Zeus, Hera, Themis, Atena, Apollo e Afrodite; sui lati brevi, invece, alle due estremità, un’immagine di Sibari (verosimilmente una personificazione della città) e un ritratto dello stesso Alcistene completavano il quadro. Le figure erano inoltre impreziosiste dall’uso di perle e di pietre pregiate. (web: Historica – Studi di storia Greca e Romana)

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