IL PENSIERO MEDITERRANEO

Incontri di Culture sulle sponde del mediterraneo – Rivista Culturale online

L’organizzazione sociale ed economica tra il XX e il XXI secolo. Stralcio di una tersi di laurea di uno studente immaginario del 2317

Di Pompeo Maritati

Lo scritto che qui viene riportato integralmente e che può essere liberamente consultato e scaricato, è una immaginaria visione di cosa potrebbe scrivere uno studente del 2317, impegnato a svolgere una tesi sulla situazione economica e sociale del mondo di trecento anni prima.

Eccovi una breve introduzione e per chi volesse ulteriormente approfondirne il contenuto si allega il relativo file.

In un tempo molto lontano, quando l’uomo barcollava indeciso ed insicuro tra i vari continenti di questo mondo, cercando altri spazi nella profondità del nostro sistema solare, pur avendo fatto straordinari passi in avanti nella conoscenza scientifica e del pensiero, nel corso del XX e XXI secolo,   avvenne qualcosa di strano, di inconcepibile che dettò le basi per la formazione di una società materialistica, dove ideali, quali solidarietà e democrazia, furono soggiogati e sottomessi dai potentati economici quali le oramai scomparse lobbie delle armi e della finanza. Gruppi di pochissime persone che insindacabilmente decidevano la sorte di decine di milioni di persone, incuranti delle sofferenze e delle atrocità loro procurate. 

Sulla terra, in quei tempi, l’uomo trovava alquanto gradevole e gratificante trascorrere il proprio tempo a farsi la guerra. Da una parte la biasimava, poi, girato l’angolo, approfittava di ogni piccola occasione per cercare il pretesto per guerreggiare.  Le numerose manifestazione pacifiste, contro le armi, le guerre, le povertà e a favore ed i diritti civili, apparivano come delle ipocrite mesce in scena, il più delle volte manipolate proprio da coloro il cui interesse era esattamente l’opposto. Uno squallido sistema per mettere le coscienze in lavatrice. 

Le guerre nei secoli passati ci sono sempre state, ma in quel periodo, nonostante l’uomo avesse fatto dei grandi passi avanti nei settori delle scienze e soprattutto aveva cominciato ad attuare un vero sistema di coesione civile e democratica tra i vari popoli, iniziò a giustificare la sua innata indole belligerante, quale tutela del proprio credo spirituale.  Cominciò a far prevalere non più una eventuale dottrina politica, diventate tutte obsolete, ma assecondare una visione fanatica di una fede manipolata ad uso e consumo del manovratore di turno.  Alcune grandi religioni si schierarono una contro l’altra armata, rinfacciandosi e rispolverando vecchi rancori, spacciati come risolutori e propiziatori di un mondo migliore.  Mai bestialità come queste furono proferite dall’uomo, addomesticando i propri credi religiosi a fini di vera mercanzia. 

Al precedente fenomeno che altro non era che una guerra a tutti gli effetti, per la supremazia su un territorio, per meri fini di vantaggio economico, si aggiunse un altro subdolo modo per fare la guerra, giustificato o meglio spacciato al mondo intero come missioni atte ad esportare la pace e la democrazia.  Allora il mondo si convinse, attraverso la manipolazione mediatica della comunicazione, che la pace, il rispetto della dignità dell’uomo, doveva essere esportata attraverso l’utilizzo delle famigerate missioni di pace. Non erano stuoli di saggi che invadevano un territorio per convincere con le parole e le buone azioni gli indigeni ad un nuovo stile di vita, oppure favorire massicci investimenti finalizzati alla realizzazione di nuove scuole, ospedali, via di comunicazione. Assolutamente no. Le missioni di pace consistevano nel mandare nelle aree contese centinaia di migliaia di militari in assetto di guerra, procedendo poi al bombardamento di interi villaggi, con mostruosa indifferenza e cinica consapevolezza che avrebbero trovato morte certa, non solo gli eventuali oppositori di un eventuale regime ritenuto blasfemo e pertanto ostativo all’allargamento della propria egemonia economica, ma anche numerosi ignari e innocenti civili.

Eccovi il file integrale:

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