Tra Giustiniano e Roberto il Guiscardo. Approcci all’archeologia del Salento in età bizantina
Di Paul Arthur
Per molti le evidenze materiali per la Puglia bizantina sono circoscritte al fenomeno conosciuto come civiltà rupestre, con le sue splendide chiese dipinte scavate nella roccia, e a pochi altri elementi come il limes o Limitone dei Greci che, secondo la tradizione storiografica, divideva il territorio bizantino da quello longobardo.
In entrambi i casi, invece, i resti sembrano aver avuto ben poco a che fare con i quasi cinquecento anni in cui la Puglia meridionale, il Salento, entrava nella sfera del governo bizantino, cioè dalla riconquista giustinianea dell’Italia nel 554 alla presa normanna di Otranto da parte di Roberto il Guiscardo nel 1068.
La civiltà rupestre, fenomeno ormai largamente noto grazie ai lavori di Cosimo Damiano Fonseca e della sua équipe, ha appena sfiorato il Salento, se per civiltà rupestre si intende l’insediamento-villaggio in grotta (sia esso laico o religioso (monasteri); FONSECA 1980; cfr. anche UGGERI 1974). Inoltre, mentre molte chiese rupestri sono conosciute nel Salento, l’evidenza a disposizione suggerisce che molte delle pitture sono da assegnare al XII secolo o più tardi e non al periodo di dominio bizantino. Continua …….
Chi fosse interessato ad esaminare il lavoro integrale del Prof. Paul Arthur, che ringraziamo, potrà liberamente farlo attraverso il seguente file: