17 Gennaio 2021

IL PENSIERO MEDITERRANEO

Rivista Culturale online

In ricordo di Ennio De Giorgi

Di Giorgio Mantovano

In tempi in cui latita il dubbio e tutti pare che sappiano “tutto”, vale la pena ricordare alcune riflessioni dell’insigne Prof. Ennio De Giorgi, Genio matematico leccese, nato nel 1928 e scomparso nel 1996. “All’inizio e alla fine abbiamo il mistero. Potremmo dire che abbiamo il disegno di Dio. A questo mistero la matematica ci avvicina, senza penetrarlo.”

“Io sono capace di continuare a studiare, di immaginare cose nuove anche a un’età in cui uno direbbe che è la fine della mia carriera accademica, perché lo vedo come un viaggio in cui, fino alla fine, si deve amare completamente la conoscenza, sperando che questo amore continui in un’altra forma anche dopo la morte”.

“La tolleranza pura è un sentimento molto povero; unito alla comprensione e all’amicizia veramente fa progredire in tutta la personalità umana, fa progredire le scienze, che non possono andare avanti senza comprensione e amicizia tra gli scienziati.”

Venerato dai suoi allievi della Scuola Normale Superiore di Pisa ed osannato da ogni rappresentante della comunità dei matematici nel mondo, Ennio De Giorgi, uomo dalla grande fede religiosa e dallo spirito non competitivo, ci ha tramandato non solo straordinarie soluzioni matematiche ma anche riflessioni dal profondo significato filosofico, bene espresse in “Riflessioni su matematica e sapienza” (a cura di Antonio Marino e Carlo Sbordone, Quaderni dell’Accademia Pontaniana, vol. 18, Napoli, 1996).Egli divenne famoso, in ambito internazionale, quando, nel 1957, a soli 28 anni, risolse il XIX problema di Hilbert, alla cui soluzione si erano dedicati per oltre mezzo secolo i più importanti studiosi di matematica.

L’8 agosto 1900 nella sua conferenza al Congresso internazionale dei matematici svoltosi a Parigi, Hilbert aveva proposto una lista di 23 problemi irrisolti. De Giorgi risolse il 19° battendo sul tempo John Nash, poi premio Nobel per l’economia e protagonista del film “A beautiful Mind”, interpretato magistralmente da Russell Crowe. Il resoconto che Nash redasse dopo aver vinto il Nobel per gli studi sulla teoria dei giochi, trasmetteva la sua bruciante delusione ma riconosceva che il collega italiano, Ennio De Giorgi, era giunto prima di lui a quella complessa soluzione. Al Maestro Ennio De Giorgi, genio matematico tra i più influenti del Novecento, fu conferita, tra i numerosi prestigiosi riconoscimenti, nel 1983, anche la laurea honoris causa dalla Sorbonne di Parigi.

Giorgio Salvini, Presidente dell’Accademia Nazionale dei Lincei dal 1990 al 1994 era solito dire : “I matematici dicevano che loro parlavano con gli uomini, Ennio De Giorgi parlava con Dio”.In tempi di starlets e di trash televisivo, somministrato in quantità industriale ad ogni livello, ove la volgarità e l’ignoranza la fanno oramai da padrone, mi pare quasi doveroso ricordare, con tutti i limiti della mia modesta narrazione, un Genio Assoluto ed una splendida Anima del nostro tempo.Per meglio approfondire la figura dello scienziato e dell’uomo, segnalo, nell’ampia letteratura e senza alcuna pretesa di esaustività, il bel libro di Andrea Parlangeli, “Uno spirito puro. Ennio De Giorgi, Genio della matematica”, Milella Editore, Lecce, 2016, nonché il volume collettaneo, Ennio De Giorgi tra Scienza e Fede, a cura di Diego Pallara e Mario Spedicato, Edipan, 2007. Di particolare interesse anche il testo di Livio Clemente Piccinini, “Al suo grande maestro “Ennio De Giorgi”, Milella Editore, 2016.